Recensione di "Una moglie a Parigi" di Paula McLain

Recensione di "Una moglie a Parigi" di Paula McLain

La moglie a Parigi è Elizabeth Hadley Richardson, prima moglie di Ernest Hemingway, uno dei giganti della letteratura del XX secolo. Paula McLain scrive una avvincente biografia in forma di romanzo in cui segue l’appassionante vita della coppia nella Parigi della “lost generation”, e la formazione di un grande scrittore attraverso gli occhi di una donna anticonformista e molto innamorata.

Hadley Richardson è una giovane trentenne, con poca esperienza e molto dolore quando incontra nel 1920 a Chicago Hemingway, già segnato dalla guerra. Hadley proviene da una stravagante e rigida famiglia di St. Louis, a Chicago scopre il jazz e una situazione culturale vivace in cui si sente finalmente libera. Incontra quel giovane bello strano e vigoroso e se ne innamora perdutamente; la loro sarà inizialmente una relazione epistolare, finché Hemingway non le chiede di seguirlo a Roma, dove pensava di trasferirsi per dedicarsi alla sua carriera di scrittore. Si sposano e si trasferiscono invece a Parigi, su suggerimento di Sherwood Anderson, che offre il suo sostegno a Hemingway, con lettere di presentazione per Gertrude Stein e altri intellettuali americani espatriati in Francia.

A Parigi inizia la vita, o una nuova vita, per entrambi. Inviato del Toronto Star, Hemingway inizia in mezzo a difficoltà e delusioni, la sua carriera di grande scrittore, potendo contare sull’appoggio incondizionato di Hadley, che intelligentemente gli offre tutta la libertà intellettuale di cui lui ha bisogno, e lo sostiene con fiducia illimitata nelle sue possibilità. Hadley è la famiglia, è la casa, lei e il primogenito Bunby sono il rifugio e lo sfogo per Ernest, ma Hadley è anche la compagna di bevute e di scoperta di un mondo di intellettuali e di arte che li travolge coi suoi riti e le sue follie.

Con Scott Fitzgerald e Dos Passos e Gertud Stein e tutti gli altri famosi artisti Hadley non si sente mai in soggezione, non è mai “la moglie di”, ma brilla di luce propria, è semplicemente la bella, intelligente e indipendente Hadley.

Paula McLain, ha fatto un ottimo e articolato lavoro di ricerca, comprese le lettere tra Ernest e Hadley, e il risultato si riverbera nei due protagonisti, dalle complesse sfaccettature emotive, morali e intellettuali. Hadley, moglie e musa, è totalmente legata al suo uomo, ma è indipendente nella sua formazione culturale e di donna del suo tempo. Hemingway la lascerà non appena sarà pronto per i grandi successi che lo aspettano, proprio un attimo prima dell’arrivo della fama…

Non si rivedranno mai più, ma lui molti anni dopo la chiamò per avvisarla che stava per pubblicare un libro che parlava di loro e degli anni di Parigi. Si è ucciso prima della pubblicazione di Festa Mobile, in cui il pensiero affettuoso è per Hadley che incarna i suoi sogni e la sua gioventù.

 A.P.

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