Old buildings and architecture in Stockholm, Sweden at dawn

Libri Mondadori

Recensione di Nessun fiore sulle vostre tombe di Martin Holmén

By Zuleika Martinello

November 02, 2017

In una fredda Stoccolma del 1932, Martin Holmén mette in scena un personaggio dai tratti oscuri, stonato e fuori posto per una società tanto perfezionista quanto ambiziosa.

Harry Kvist è un disgraziato, un equilibrista scalzo sul filo sottile della sopravvivenza. Il passato di puglie imbattuto lo rende un affidabile picchiatore a servizio della malavita: Kvist minaccia i cattivi pagatori in cambio di denaro. Nessuna arma. Nessuna esitazione. Nocche serrate e ganci ben piazzati.

È proprio questo discutibile modo di guadagnarsi da vivere a infilare Kvist in un pericoloso vicolo cieco. L’incarico è all’apparenza molto semplice: bussare alla porta di un certo Zettemberg e ricordargli il pagamento dovuto, non ancora versato, per una certa automobile. L’ex pugile fa il suo dovere. Trova il debitore, lo minaccia, lo percuote senza sconti e lo lascia a terra con la promessa di tornare presto a riscuotere il denaro.

Tutto normale.

O forse no.

L’indomani viene ritrovato il corpo senza vita di Zettemberg e le indagini della polizia portano inequivocabilmente all’ex pugile. Kvist è un violento, ma non sono le sue mani ad essersi macchiate del sangue della vittima. Consapevole della propria innocenza, il pugile abbandona i guantoni e infila i panni dell’investigatore. Per evitarsi la prigione c’è solo una cosa da fare: trovare dei testimoni che lo possano scagionare.

Tra poliziotti, inseguimenti, pestaggi ed estenuanti ricerche, Harry Kvist si scoprirà vittima di un complotto da cui potrà uscire fidandosi solo di sé stesso.

Approfondimento

Un sigaro sempre acceso stretto tra i denti, l’insostituibile brillantina Fandango, la memoria offuscata, la preferenza di compagnie maschili, la tendenza a parlare tra sé e sé, un passato di padre e marito avvolto nell’ombra, fanno di Herry Kvist un personaggio assolutamente insolito. Un protagonista che non necessariamente riscontra l’approvazione del lettore, ma che sicuramente conferisce carattere al romanzo di Holmén.

Nessun fiore sulle vostre tombe è un testimone della letteratura svedese, fatta di effetti chiaroscurali, precisioni chirurgiche, ritmi lenti e capaci di addensare il pathos.

Holmén imprigiona la vicenda in un susseguirsi di dettagliate descrizioni, ora di situazioni, ora di scorci. Pagina dopo pagina, il lettore si ritrova a camminare lungo le strade ghiacciate e buie della Stoccolma 1932, a percepire il freddo sulla pelle, a dover tenere a bada un irrefrenabile desiderio di fuga. Tuttavia, tali descrizioni invadono a mo’ di metastasi i capitoli del romanzo, rischiando di assopire il lettore e di spegnere l’adrenalina, figlia naturale della vicenda. Il carattere stesso del protagonista, sempre distaccato dalla vicenda quasi a volersene estraniare, contribuisce ad attenuare l’angoscia e la suspense, tipiche di gialli e thriller.

Nonostante Nessun fiore sulle vostre tombe sia l’apri fila di una trilogia firmata Holmén, il romanzo ha una struttura totalmente indipendente e può essere apprezzato come un racconto autoconclusivo. Uno stile narrativo sui generis e un protagonista avvolto nel mistero, suscitano una spontanea e inevitabile curiosità, tanto da voler aspettare anche il secondo volume della saga.