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Recensione di La novità di Paul Fournel

By Staff

May 15, 2017

…proprio da molti dei pensieri sgradevoli da cui dovrei distrarmi traggo tutta una serie di dubbi e dilemmi che trovo mentalmente stimolanti. Quindi non voglio distrarmi neanche da quelli.

Robert Dobois è uno storico editore francese che conosce gli autori e la concorrenza meglio delle sue tasche. Sembra reticente al cambiamento, ma ha un indiscutibile fiuto per il talento. Ha costruito una casa editrice che porta il suo nome e ne ha seguito le sorti anche dopo aver ceduto nome e marchio a un editore più grande. Per salvaguardare il profitto gli viene imposto un direttore finanziario, il signor Meunier, un manager che cerca ottusamente di guidare la nave nel solo rispetto delle logiche di business, col risultato di far apparire Dubois come la voce fuori dal coro, l’unico vero depositario dell’emozione editoriale.

Quando Menier gli comunica fieramente che, per far tornare il bilancio in pareggio, basterebbe smettere di pubblicare i libri che vendono meno di 15.000 copie, Robert gli risponde: “…lo si sa solo dopo, se il libro ha venduto quel numero di copie. Per cui abbiamo preso la brutta abitudine di fare i libri per sapere come vanno i libri. Si chiama editoria e si dà il caso che sia il mio mestiere”.

Dobois ingaggia una guerra sotterranea col “principale”, evitando volutamente lo scontro frontale. Sfidando il nemico con giocando d’astuzia, Robert riesce a superare i suoi pregiudizi per la novità. Pur con la diffidenza di chi ha vissuto per anni fra la carta stampata, coltiva il suo amore e la sua passione per il mestiere, riuscendo a coinvolgere tutti quelli che lo circondano con una semplicità a tratti disarmante. La sua capacità di stimolare idee, iniziative e soluzioni fuori dall’ordinario, dimostra che quello che più manca nella moderna era digitale non sono gli strumenti, ma le idee.

Uno spazio particolare è dedicato al rapporto di Robert con la moglie, donna di cui si percepisce la presenza durante l’intera narrazione. Quasi impalpabile, ci consente di conoscere la parte più intima e romantica del protagonista, a dispetto dei dolori che la vita riserva.

La novità è un libro scritto in forma di sestina, un tipo di componimento inventato nel XII secolo. È d’obbligo l’invito a iniziare la lettura dando un’occhiata alle note dell’autore e, per chi legge in italiano, alle osservazioni del traduttore, in calce al libro. Ciò consentirà di amplificare la comprensione del testo, nelle sue tante sfumature lessicali e linguistiche.

Approfondimento

L’incrocio talvolta confuso dei numerosi personaggi infonde un ritmo teatrale, tutti sembrano salire e scendere da un palcoscenico con una semplicità e una fluidità che rendono dinamica la narrazione. Complessivamente è un testo sornione, senza colpi di scena, che pare voler cullare il lettore nelle morbide atmosfere dei bistrot francesi, trasmettendo una sensazione di pacatezza e risolutezza al tempo stesso. Poche le caratterizzazioni specifiche dei personaggi, poche le descrizioni minuziose delle ambientazioni, ricchi invece i dialoghi e gradevoli le digressioni culinarie.

Marzia Santalucia