Recensione di Oro, rosso e nero di Annika Baldini - Leggere a Colori
STAI LEGGENDO:

Recensione di Oro, rosso e nero di Annika Baldini

Recensione di Oro, rosso e nero di Annika Baldini

Nata il 15 febbraio 1990, parla inglese e svedese, cresciuta a pane e libri. Aspirante traduttrice, alla costante ricerca della strada giusta da prendere, con un'unica prerogativa: che le pagine da leggere non finiscano mai. Tendente al vagabondaggio per natura; per lei ogni posto è casa, basta che si dorma comodi e si mangi bene! Sul suo comodino ci sono: Kobo, un libro vero, quaderno delle citazioni e Internazionale.

  1. Annika Baldini

    15 dicembre

    Ciao Stefania, grazie per la bella recensione! Visto che fai alcune domande, vedo di rispondere. In più ne ho una io per te, più una precisazione. Iniziamo da questa: effettivamente l’autismo e la sindrome di Asperger (che in fin dei conti è una forma di autismo, per quanto ad alto funzionamento) sono considerate patologie, tanto è vero che sono classificate nel DSM, il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali. Detto questo, non riesco proprio ad abituarmi a leggere la parola “malattia” associata ad essi. Disturbo, ok. Problema, forse. Malattia, no. Intendiamoci, è una mera questione di punti di vista. Come ho ammesso nell’intervista che mi avete fatto proprio voi, anch’io sono Asperger, sebbene in una forma subclinica, e nonostante la cosa mi abbia causato non pochi problemi soprattutto durante l’adolescenza, proprio non ci riesco a considerarmi “malata”. Così come non lo sono tutte le splendide persone Asperger che conosco, così come non lo è Jolanda. Preferisco definire la sindrome di Asperger come una caratteristica che fa funzionare il cervello in modo diverso da quello della maggioranza delle persone. Detto questo, come al solito sono disponibile per qualsiasi approfondimento sull’argomento.
    Veniamo alle tue domande: perché Stoccolma. Come si può evincere dal nome che mi sono scelta, la Svezia è una delle mie passioni. Stoccolma, poi, mi è rimasta nel cuore. Ed è proprio la Stoccolma che ho visto e vissuto io, quella che vede e vive Jolanda: un posto bellissimo, elegante, solare (nonostante il freddo), ricco di un’umanità varia e interessantissima, nonché di splendidi scorci, negozi da urlo e musei spettacolari.
    Per quanto riguarda la “nota dolente”: la tua opinione, come quella di tutti i miei lettori, per me è preziosissima, quindi non mi permetto minimamente di confutarla. Però ti chiedo due cose: 1. le scene erotiche durano il tempo che durano, è ovvio che poi… finiscono! Quanto ancora avrei dovuto farle durare?
    2. Mi devo essere persa qualcosa (tenuto conto che non ho letto nemmeno mezza “sfumatura” né di nero, né di grigio, né di rosso): da quando in qua erotismo è sinonimo esclusivamente di frustini e lenzuola di seta?
    Per il resto fila tutto alla perfezione! Ciao e grazie di non aver rivelato il finale, sono qui che aspetto le reazioni dei lettori, che immagino non tarderanno ad arrivare!
    Annika

    • Stefania Recchia

      31 dicembre

      Ciao Annika, scusa per l’attesa, ma il periodo delle feste mi ha lasciato poco tempo libero. Per il discorso della definizione che ho dato della sindrome di Asperger, ti chiedo scusa, è colpa mia. Devo ammettere che l’intervista che ti ha fatto Fabio l’ho letta solo dopo che avevo finito la recensione del libro ed era stata pubblicata.
      Per il discorso dell’erotismo, volevo che passasse come una nota positiva verso il tuo libro, perché in alcuni siti l’ho visto definito come un libro erotico/rosa, e questo non lo è per niente! Anzi, è praticamente un thriller e anche molto appassionante.
      Spero di leggere presto anche l’ultimo libro della trilogia!
      Un saluto
      Stefania

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

INSTAGRAM
In lettura...
Ogni giorno parlaimo di un nuovo libro: seguici sui social!