Recensione di Il lieto fine è dispari di Fabio Pinna

Titolo: Il lieto fine è dispari

Autore: Fabio Pinna

Pubblicato: 2015 da Youcanprint

Genere: Racconti Pagine: 262

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Scorci di vite. Assaggi di un pensiero. Racconti spiati dal buco della serratura, da cui si riesce a cogliere solo qualche dettaglio. Una raccolta di momenti, fugaci ma intensi, in cui l’Amore fa da protagonista con la cru-da consapevolezza che “e tutti vissero felici e contenti” esiste solo nelle fiabe.

Il tocco delicato di una pianista che parla di sé mentre esegue Chopin. Eléna con l’inverno nel cuore. Gaspare e la forza di andare avanti, anche ora che Maria non c’è più. Un’alunna ancora capace di sognare, con il quaderno delle poesie nascosto sotto al letto. Il mare della Puglia, il cielo di Milano, il freddo della Russia e il sole della Sicilia. Solo alcuni dei particolari che accompagnano le narrazioni di Fabio Pinna, raccolte ne Il lieto fine è dispari.

Brevi racconti in cui persone, situazioni e luoghi sono solo abbozzati e diventano espedienti per riflettere. Fotografie di attimi in cui si cerca di immortalare un pensiero, uno stato d’animo e dove poco conta il paesaggio sullo sfondo. Il comun denominatore delle narrazioni è l’amore, un sentimento capace di far sognare e al contempo di ferire, di dare tutto e di togliere. Come il bianco e il nero. Il pari e il dispari.

Dalle pagine del libro emerge una critica alla società moderna, dove si vive su Facebook, si compra su Zalando, si filtra tutto con Instagram e si finisce in arresto cardiaco se Whatsapp smette di funzionare. Gente che cura solo la facciata, perché se la casa è bella fuori nessuno dubiterà sia vuota dentro. E a pagarla sono le tradizioni, le cose concrete e le relazioni genuine.

Il lieto fine è dispari parla di angosce, di vitine misere, di conformismo, di occasioni mancate e di promesse infrante. Insegna che l’amore non si trova in ciò che è perfetto, ma in un volto struccato, in un seno poco abbondante, in qualche kg di troppo e nel disordine delle piccole cose quotidiane.

 

 

Approfondimento

Questo libro è una raccolta di brevi racconti, suddivisi in due sezioni: Pari e Dispari. Non si tratta di storie strutturate, con incipit, svolgimento e conclusione, bensì di piccole porzioni di vita, con personaggi sbiaditi e sentimenti intensi. È come se al lettore fosse concesso di entrare nella mente di uno sconosciuto per pochi istanti e di condividerne lo stato d’animo, lasciandosi travolgere dalla fiumana dei pensieri.

Fabio Pinna predilige le frasi breve ed intense, non gira attorno ai concetti ma arriva al punto in maniera diretta, talvolta brutale. Da ciò ne deriva uno stile fluido e per nulla prolisso. Ottiene la sua massima forma di espressione attraverso la metafora dimostrando un abile utilizzo delle parole. Accostando vocaboli semplici e di uso comune, riesce infatti a ricreare precisi stati d’animo in modo spiazzante, di cui è un esempio questa frase, in cui ci si imbatte nelle prime battute del libro:

“.. con il senso di colpa del cioccolatino fuori pasto”.

La metafora però, è bella quando dura poco. Talvolta l’eccessivo accostamento di figure retoriche fa smarrire il lettore, che si ritrova a dover rileggere più volte il medesimo paragrafo per ritrovare il bandolo della matassa. Alcune immagini si ripetono troppe volte perdendo d’efficacia, come il “biglietto timbrato” o i riferimenti al tempo condizionale. Forse ciò è voluto, come una sorta di leitmotiv, un tratto distintivo dell’autore.

Un libro che si può leggere d’un fiato, o che si può assaporare in piccole dosi, all’occorrenza. Consigliato a chi non ricerca una lettura scontata, in cui ciascuno può trovare il proprio spazio e vivere a proprio modo gli scorci regalati.

Pari e dispari. Come nella partita doppia, dove dare e avere si stornano a vicenda, ma infondo non sono altro che modi diversi, talvolta opposti, di interpretare il medesimo dato. Alla fine tutto deve tornare, sempre.

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Il lieto fine è dispari

About Fabio Pinna

Trentenne. Legge, scrive, e racconta i libri.