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Recensione di L’ultimo traghetto di Domingo Villar


Titolo: L'ultimo traghetto

Autore: Domingo Villar
Pubblicato: Agosto 2020 da Ponte alle Grazie
Genere: Gialli Collana: Scrittori
Formato: Brossura, eBook Pagine: 640
ISBN / EAN: 9788833313160


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La Galizia, con la sua costa, testimone muta di una sparizione inquietante, resa ancor più complicata dal fatto che chi non si trova ha lasciato dietro sé mille interrogativi senza risposta. Nessuno conosce a sufficienza la persona scomparsa e nessuno, quindi, può contribuire a dare una svolta alle indagini. Ma esistono ancora poliziotti che non demordono ed analizzano ogni traccia, anche quelle che appaiono insignificanti, per arrivare alla verità, ad ogni costo.

L'opinione del recensore

La donna alta smise di leggere, si stese sulla schiena e sentì che il sonno la vinceva. Anche a occhi chiusi avvertiva il riverbero del sole sulle palpebre. Le piaceva quella spiaggia solitaria dove poteva trascorrere le ore con l’unica compagnia di un libro, dello sciabordio delle onde e del canto degli uccelli che facevano il nido tra le dune. Stava per addormentarsi quando le sembrò di udire la risata di un bambino. Si mise a sedere e vide l’ombra di un uccello che scivolava sulla sabbia.

La giovane Mónica Andrade non dà più notizie di sé da alcuni giorni, e il padre, notissimo cardiochirurgo verso cui la maggior parte della città pare si senta in debito, non crede ad un allontanamento volontario e si rivolge alla polizia, affinché indaghi sulla scomparsa della figlia. Il commissario Leo Caldas, tuttavia, è piuttosto scettico, soprattutto dopo il sopralluogo compiuto, insieme all’aiutante Estevéz, a casa della donna a Tíran, minuscolo villaggio di pescatori al di là del canale di Vigo. All’interno dell’abitazione, infatti, nulla è fuori posto e non vi è alcun segno di effrazione o di furto. Da casa mancano soltanto solo uno zaino, lo spazzolino da denti e un paio di vestiti.

“Capitava spesso che in commissariato si presentassero genitori allarmati perché non avevano notizie dei figli, ma quelle assenze molto di rado si prolungavano nel tempo. Bastavano un paio di notti sotto le stelle per raffreddare i bollori di chi scappava di casa a causa di una discussione in famiglia… Più complicate erano le fughe di innamorati, soprattutto da quando internet si era sostituito ad altri spazi pubblici come terreno d’incontro. Negli ultimi anni, le scappatelle impreviste di adolescenti bramosi di dare un corpo e un volto a un idillio virtuale stavano proliferando così tanto che Leo Caldas temeva che fosse scoppiata un’epidemia.”

Nonostante lo scetticismo iniziale, tuttavia, Caldas non si sottrae al proprio dovere e comincia a condurre un’indagine serrata che, a poco a poco, lo porta a rivedere la propria opinione e ad impegnarsi senza tregua per cercare di rimettere al proprio posto tutte le pedine di un puzzle quanto mai complesso e articolato.

Tra continui depistaggi, dichiarazioni vere o presunte tali e ricerche di ogni indizio- anche il più insignificante- il lettore affianca Caldas e il resto della sua squadra investigativa  tra la scuola di arti e mestieri, la città e la spiaggia- i luoghi  frequentati dalla solare ma enigmatica Monica, per intenderci- fino alla sconcertante scoperta che nulla è come appare e che in realtà la scomparsa della donna è molto più di ciò che sembra.

Domingo Villar ha scritto un ottimo thriller, arricchito dalla capacità dell’autore di scandagliare l’animo dei personaggi portati sulla scena, presentando, spesso attraverso dialoghi profondi, personalità complesse ed intriganti, ambigue e misteriose.

L’ultimo traghetto è un romanzo ben congegnato, disseminato qua e là di indizi tali da suggerire al lettore più appassionato del genere la soluzione del mistero legato alla sparizione di Mónica Andrade ben prima della conclusione della vicenda. Tuttavia, la tensione rimane alta e costante fino all’ultima pagina e al finale sorprendente della storia, una storia che parla di solitudine e amicizia, di diversità e discriminazione, di coraggio e di verità.

Approfondimento

Il commissario Leo Caldas, così vicino al commissario Maigret di Simenon, è il protagonista indiscusso del romanzo di Villar.

Molti preferivano viaggiare dentro la cabina, comoda e al riparo del brutto tempo, ma Leo Caldas si sentiva stordito dalla mancanza di aria fresca e il viaggio per lui diventava insopportabile. Sul ponte, invece, con l’aria in faccia, che piovesse o facesse freddo, poteva andare anche in capo al mondo. Si chiese se quello era l’ultimo traghetto sui cui saliva o se ce ne sarebbero stati altri su cui affrontare il mare.

Caldas- il cui nome di battesimo è dovuto alla passione della madre per Leo Ferré- è un uomo dotato di una profonda empatia; è un solitario, sebbene sia consapevole che nelle parole del padre: “Amare e aspettare è molto bello nei romanzi, ma nella vita vera c’è bisogno di calore” si nasconda una profonda verità.

É un uomo sensibile, Leo Caldas, e spesso malinconico: “In quei viaggi immaginari non soffriva mai il mal di mare né temeva che una burrasca li facesse vacillare e colare a picco. Purché loro tre fossero insieme, andava bene anche in fondo al mare.”

È un professionista instancabile e serio, che si impegna anima e corpo nel proprio lavoro, ma è anche un uomo, con le sue cicatrici e le sue debolezze: “…chiuse un attimo gli occhi e, per la prima volta in tanti giorni, la stanchezza ebbe la meglio sui rimorsi. “

È un personaggio delicato e appassionato, una figura creata in maniera magistrale da un vero maestro e da una delle penne più interessanti della letteratura contemporanea.

 Connie Bandini

Di Connie Bandini

Amante dei viaggi e della lettura, vivo con mio marito ed il mio cane in Romagna, a due passi dal mare e dalle colline.
Il fruscio delle pagine e l'odore della carta stampata sono il miglior regalo al termine di una giornata, non importa se di lavoro o di ferie.
I libri accompagnano la mia vita da sempre e sono tra i miei migliori amici.