Winter. Cronache lunari di Marissa Meyer

 

In libreria dal 20 giugno

Tra pochi giorni sugli scaffali Winter di Marissa Meyer, ultimo volume della saga fantasy Cronache lunari edito Mondadori. Un epilogo mozzafiato che non deluderà i fan della serie con la quale la Meyer ha rivisitato in chiave moderna alcune delle più conosciute fiabe classiche arricchendole di navi spaziali, androidi e cyborg. Dopo Cenerentola, Cappuccetto Rosso e Raperonzolo è il momento di Biancaneve e di una regina cattiva conrto la quale si troveranno a combattere la battaglia definitiva tutte le protagoniste che hanno intrecciato i loro destini nei volumi precedenti.

La giovane principessa Winter è molto amata dal suo popolo per la sua grazia e la sua gentilezza. E, nonostante le cicatrici che ne deturpano il volto, è considerata uno splendore dai Lunari, anche più della regina Levana, la sua matrigna. Winter, poi, disprezza la sovrana con tutta se stessa, anche perché sa che la donna non approverà mai i suoi sentimenti per il bel Jacin, amico d'infanzia nonché guardia del palazzo. Ma Winter non è la fragile creatura che Levana pensa che sia. Infatti, la ragazza ha l'occasione di privarla del suo potere. E ora, grazie all'aiuto della cyborg Cinder e delle sue alleate, le viene offerta la possibilità concreta di dare inizio a una rivoluzione che rovesci la sovrana e ponga fine così alla guerra che infuria ormai da tanti, troppi anni. Riusciranno Cinder, Scarlet, Cress e Winter a sconfiggere Levana e a trovare ognuna il proprio lieto fine?

Marissa Meyer è nata nel 1984, ed è da sempre appassionata di fantascienza. Le sue storie prendono vita nel suo studio disseminato di oggetti da fiaba vintage, ma quando scrivere assomiglia troppo a un lavoro serio, rimane a lavorare a letto col suo portatile e una tazza di caffè. Vive a Tacoma, nello stato di Washington, con il marito e due gatti.

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Absence. Il gioco dei quattro di Chiara Panzuti

Dal 1 giugno in libreria

Da oggi in libreria Absence. Il gioco dei quattro, il primo volume della trilogia fantasy young adult Absence di Chiara Panzuti. Un romanzo che porta alla luce la battaglia interiore più difficile dei nostri giorni: definire chi siamo in una società troppo distratta per accorgersi degli individui che la compongono. Un libro intenso e profondo, una sfida moderna per ridefinire noi stessi. Una storia per essere visti. E per tornare a vedere.

Perché? È possibile diventare invisibili? Ed è possibile dimenticare chi ami? Perché? Tornare a vedere. Ma chi ero io? E cosa dovevo vedere esattamente? Perché? Nord. Sud. Ovest. Est. Tutti quegli interrogativi si incontravano alla fine in un unico punto. E in quel punto si scioglievano.

Viviamo anche attraverso i ricordi degli altri. Lo sa bene Faith, che a sedici anni deve affrontare l’ennesimo trasloco insieme alla madre, in dolce attesa della sorellina. Ecco un ricordo che la ragazza custodirà per sempre. Ma cosa accadrebbe se, da un giorno all’altro, quel ricordo non esistesse più? E cosa accadrebbe se fosse Faith a sparire dai ricordi della madre? La sua vita si trasforma in un incubo quando, all’improvviso, si rende conto di essere diventata invisibile. Nessuno riesce più a vederla, né si ricorda di lei. Non c’è spiegazione a quello che le è accaduto, solo totale smarrimento. Eppure Faith non è invisibile a tutti. Un uomo vestito di nero detta le regole di un gioco insidioso, dove l’unico indizio che conta è nascosto all’interno di un biglietto: 0°13’07’’S 78° 30’35’’W, le coordinate per tornare a vedere. Insieme a Jared, Scott e Christabel – come lei scomparsi dal mondo – la ragazza verrà coinvolta in un viaggio alla ricerca della propria identità, dove altri partecipanti faranno le loro mosse per sbarrarle la strada. Una corsa contro il tempo che da Londra passerà per San Francisco de Quito, in Ecuador, per poi toccare la punta più estrema del Cile, e ancora oltre, verso i confini del mondo.

Chiara Panzuti nasce nel 1988 a Milano, città in cui attualmente vive. Diplomata in studi classici, ha frequentato un corso di Illustrazione e Animazione Multimediale presso l’Istituto Europeo di Design. Coltiva la passione per la scrittura da quando è piccola. Il gioco dei quattro è il primo volume della trilogia di Absence. Di prossima pubblicazione anche gli altri due titoli, L’altro volto del cielo e La memoria che resta.

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Recensione di La casa per bambini speciali di Miss Peregrine di Ransom Riggs

Sin da bambino, Jacob ha creato un legame speciale con il nonno, Abraham, che gli racconta le sue bizzarre storie e gli mostra foto sfocate di ragazze che sembrano galleggiare a mezz'aria e ragazzi senza testa. Ora, a sedici anni, scosso dalla morte improvvisa e misteriosa di Abraham e da una strana lettera, Jacob decide di partire verso l'isola remota del Galles, dove suo nonno è cresciuto. Là, trova i bambini delle fotografie vivi, nonostante gli isolani dicano che sono stati tutti uccisi decine di anni prima da una bomba.

Girando per le stanze dell'orfanatrofio, Jacob incontra Bronwyn, che passeggia con un masso sotto il braccio, Horace, vestito come un dandy, Millard Nullings, il ragazzo invisibile, Fiona, la ragazza della giungla, Olive, che deve essere sempre legata a terra per evitare di volare via, Hugh, che ha le api dentro, ed Emma, la ragazza con il fuoco tra le mani. Infine, c'è anche l'affascinante e inquietante Miss Peregrine. Jacob comincia a capire che quei bambini portati là per sfuggire alla guerra, sono tutti Speciali, hanno abilità straordinarie e nomi evocativi, e comincia così a conoscere meglio l'infanzia del nonno. Jacob sospetta che sia stato ucciso da un mostro che solo lui poteva vedere. Sono proprio tutti quei bambini, forse spettri, forse fantasmi, forse veri, che definiranno il destino del giovane Jacob, facendogli capire che anche lui ha il suo potere speciale, che è in pericolo di vita e che alla fine deve scegliere, tra la vita ordinaria che conosce e ciò che invece è mistero, aldilà, magia.

Un romanzo inquietante e fuori dall'ordinario, parte di una trilogia composta appunto da La casa Dei Ragazzi Speciali e dai due sequel, Hollow City e La biblioteca delle anime, che raccontano in prima persona la storia di Jacob Portman.

Il primo romanzo di Ransom Rigg è convincente e coinvolgente, e ogni dettaglio attira l’attenzione del lettore, grazie soprattutto a una narrazione abilmente tessuta. La casa per bambini speciali di Miss Peregrine è un romanzo ricco di atmosfere con colpi di scena continui e le sorprese che ne vengono fuori lo rendono un romanzo che delizia i lettori di ogni età.

Approfondimento

Ransom Riggs è nato ed è cresciuto nel Maryland; uno dei suo interessi principali è raccogliere vecchie fotografie insolite. Il suo primo romanzo, La casa per bambini speciali di Miss Peregrine, nasce proprio dalla voglia di costruire una storia che unisce queste fotografie con il suo amore per il macabro, l'horror, il fantastico. Il romanzo è entrato nella lista dei best seller del New York Times e nel 2016 è diventato un film di successo diretto da Tim Burton.

«I TUOI AMICI SONO IMMAGINARI» gridò. Venne verso di me, quasi paonazzo. «Vorrei tanto che io e tua madre non ci fossimo mai lasciati convincere da quel ciarlatano di uno psichiatra a portarti fin quaggiù, perché è stato un disastro completo! Mi hai mentito per l'ultima volta. Ora va' in camera tua e prepara i bagagli. Partiamo con il prossimo traghetto!»

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Recensione di Unforgiven di Lauren Kate

Una delle prime saghe paranormal romance che ho letto e che mi hanno fatto amare il genere, tenendomi sveglia la notte per arrivare alla fine e poter continuare con il libro successivo è stata proprio Fallen di Lauren Kate. Quasi tutte le lettrici si erano appassionate alla storia d’amore tra Luce e Daniel e avevano scoperto gli angeli caduti dal Paradiso, divisi tra bene e male; il personaggio di cui però tutte si erano innamorate è senza ombra di dubbio Cam, un angelo che aveva accettato il proprio destino di avvicinarsi sempre più all’Inferno e a Lucifero, ma che ha sempre mostrato anche un lato più dolce nascosto dietro l’irriverenza e l’apparente freddezza. In tante desideravano la sua storia e la Kate le ha accontentate con Unforgiven.

Cam ha amato solo una volta nella vita, ma qualcosa è accaduto e lui ha perso per sempre il suo amore. Disilluso, cinico e ironico, quando si profila l’occasione per riconquistare l’unica ragazza che ha abitato il suo cuore per secoli, in lui si accende una speranza alimentata dalla forte determinazione che dimostra. Un personaggio umanizzato, che perde la sua aurea di creatura angelica, ama la musica ed è pronto a sacrificare se stesso per redimersi e salvare Lilith.

«Lilith non era affatto come Luce. Erano diverse come l’oriente e l’occidente. Luce era stata un arcangelo che viveva una vita mortale maledetta. Lilith era una mortale, maledetta da forze immortali, sballottata nell’universo da venti eterni che non poteva sentire»

Ciò che è accaduto tra Cam e Lilith ha spinto la ragazza tra le “braccia” di Lucifero, costringendola a secoli di Inferni personali durante i quali ha alimentato la rabbia e il rancore, senza mai trovare sollievo se non nel dono della musica che le è sempre appartenuto e che nemmeno il Diavolo riesce a intaccare. Umiliata, solitaria, con un odio nel cuore che non si riesce a spiegare, ma soprattutto rassegnata e incapace di reagire al suo destino.

La seconda occasione che Lucifero offre a Cam e Lilith ha una scadenza, quindici giorni durante i quali l’angelo deve riuscire a far innamorare di nuovo di sé la ragazza per salvare entrambi da una sorte che sembra ormai decisa. Un lasso di tempo molto breve che Lauren Kate scandisce alternando presente e passato, trascinando il lettore verso l’epilogo della storia d’amore e allo stesso tempo raccontandoci come nacque e il motivo della sua fine.

Lo schema della trama di Unforgiven è classico del genere paranormal romance per adolescenti: una scuola superiore, creature sovrannaturali catapultate in un contesto attuale, un amore destinato anche se sembra impossibile e una minaccia che incombe e sembra imbattibile. Lo stile narrativo è scorrevole e semplice, con passaggi temporali ben scanditi e non confusi e, seppure la trama sia costruita attorno a Cam e l’autrice si concentri principalmente sulla sua caratterizzazione, anche gli altri personaggi sono ben descritti e si fanno apprezzare. L’ambientazione cupa e soffocante che la Kate mette in scena ben si sposa con i sentimenti e il vissuto dei personaggi.

Alcuni punti della narrazione non convincono totalmente, almeno un lettore non più adolescente, in particolare il motivo che ha allontanato i due innamorati e che ci si sarebbe aspettato essere più profondo e significativo di quanto poi si sia rivelato; o alcuni passaggi del passato in cui i protagonisti utilizzano un linguaggio e degli atteggiamenti che paiono un po’ fuori contesto.

Nel complesso una lettura piacevole per evadere dalla vita quotidiana che credo possa soddisfare in particolare le lettrici più giovani e sognatrici che in un romanzo cercano l’amore romantico e irraggiungibile, capace di vincere su tutto e tutti.

Approfondimento

Ho apprezzato come Lauren Kate abbia tentato di inserire in un romanzo di questo tipo, destinato a un pubblico adolescente alcuni temi come la povertà, la malattia e la forza del perdono. Ciò che ho gradito ancora di più è stata la sua scelta di allontanarsi dallo stereotipo del protagonista bello e affascinante, svestendo Cam della sua apparenza che diventa inutile agli occhi di chi ama, perché se è vero amore ci si innamora dell’essenza di una persona e non del suo aspetto.

Ho però constatato che proprio questi aspetti che avrebbero potuto portare Unforgiven a un livello più alto sono stati trattati in maniera frettolosa, ho avuto la sensazione che l’autrice non abbia fatto uno sforzo in più per trasmetterne appieno il senso e abbia semplificato troppo alcune parti.

Gradevole l’uso del tema musicale che ha un ruolo rilevante e attraverso il quale l’autrice evoca i sentimenti, le sensazioni e l’ambientazione. Peccato solo per i testi delle canzoni che la Kate attribuisce alla protagonista e che risultano un po’ banali.

Chi ha amato la serie Fallen non deve certamente farsi mancare questa conclusione.

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Recensione di Capitan Grisam e l’Amore di Elisabetta Gnone

 Sefeliceleisaràdirtelovorrà, per tutti Felì, fa ritorno nella propria terra, il regno delle Rugiade d’Argento, da cui si è assentata per un lungo periodo. La piccola fatina ha infatti trascorso gli ultimi quindici anni a Fairy Oak per occuparsi delle gemelle Vaniglia e Pervinca, sotto le vesti di tata. Tutte le compagne fremono per ascoltare il suo racconto, ma Felì sente ancora nel cuore il peso della tristezza e la forte nostalgia per le sue protette rende amaro il ricordo delle recenti avventure.

Decisi in quel momento che avrei svelato alle mie compagne quattro misteri di Fairy Oak che ancora non conoscevano. Una storia per ogni sera per quattro sere, dopo di che non avrei mai più parlato del passato.

La prima sera parlai d’amore

La seconda di strepitosi incanti

La terza di amicizia

La quarta sera raccontai un addio 

La prima sera, la dolce voce di Felì culla le amiche fate e le accompagna in una grotta segreta dove Grisam e la sua banda sono alle prese con un misterioso baule: la bizzarra eredità lasciata dal capitano Talbooth. Vaniglia, ricorrendo alle sue abilità di strega della luce, riesce a sciogliere il lucchetto della cassa di legno e a svelarne il contenuto. Tra gli effetti personali dell’amato capitano, serenamente scomparso ormai da qualche tempo, gli amici trovano una lettera destinata a compromettere inevitabilmente tutte le loro certezze. L’inchiostro intriso in quel vecchio foglio di carta mette infatti in dubbio l’identità del Capitano Talbooth: era davvero un valoroso uomo di mare o si trattava forse di un deplorevole pirata?

Capitan Grisam e l’Amore racconta la scrupolosa indagine condotta da Grisam, Vaniglia, Pervinca e la loro banda volta a dipanare l’aura di mistero che avvolge Talbooth e portare a galla la verità. Elisabetta Gnone ricama attorno alla trama le vicende d’amore ora tra Grisam e Pervinca, ora tra Vaniglia e Jim, impreziosendo le pagine del romanzo con attimi di dolcezza.

Approfondimento

Elisabetta Gnone è una firma apprezzata e affermata nel panorama della letteratura fantasy per ragazzi. Il suo fumetto W.I.T.C.H. ha appassionato le bimbe di ieri, mentre il mondo di Fairy Oak stuzzica i giovani lettori di oggi. In questo suo recente progetto, la Gnone ha disegnato un luogo incantato in cui Nonmagici e Magici, della luce e del buio, vivono armoniosamente tra loro. Le gemelle Pervinca e Vaniglia, il coraggioso Grisam, la fatina Felì, sono solo alcuni dei colorati personaggi che l’autrice rende protagonisti di innumerevoli avventure, racchiuse inizialmente in una trilogia, poi estese in ulteriori quattro libri a seguito del forte successo riscontrato. Capitan Grisam e l’Amore  è un racconto piacevolissimo, arricchito da un susseguirsi di illustrazioni, ora in bianco e nero ora a colori su carta lucida, capaci di rendere il libro bello oltre che avvincente: prendere tra le mani il volume e sfogliarlo è un valore aggiunto all’esperienza di lettura. Questo romanzo è un gioiellino capace di impreziosire anche le librerie più spoglie.

Elisabetta Gnone compie pagina dopo pagina una nuova magia: il suo stile semplice e lineare, impastato con trame avvincenti riesce puntualmente ad attrarre in libreria numerosi giovani lettori.

Servirebbero molti più autri come la Gnone per  avvicinare sempre più i ragazzi a uno dei mondi più magici e travolgenti di sempre: quello della lettura.

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Recensione di L’oracolo nascosto di Rick Riordan

Il mio nome è Apollo. Un tempo ero un dio. Nei miei quattromila e seicentododici anni ho fatto molte cose. Ho scatenato un’epidemia tra i Greci che assediavano Troia. Ho concesso a Babe Ruth tre home run di fila nella quarta partita della World Series del 1926. Ho abbattuto la mia ira su Britney Spears agli MTV Video Music Awards del 2007.

Dopo più di quattro millenni di onorata carriera nell’Olimpo, Apollo viene sollevato a tempo indeterminato dal suo incarico dal padre Zeus. Si ritrova quindi a dover condurre un’esistenza mortale nei panni di un sedicenne dal fisico tutt’altro che invidiabile, di nome Lester Papadopolous. Potrebbe succedere qualcos’altro di peggio a una divinità vanesia come Apollo? Naturalmente sì, ed è qui che entra in gioco Meg, una ragazza di strada, nonché semidea che, dopo aver incontrato il Nostro e averne capito la vera natura, lo reclama come servo. Dopo un colloquio chiarificatore con l’amico Percy Jackson, Apollo e Meg partono in direzione del Campo Mezzosangue, dove i semidei come Meg vengono addestrati per apprendere ad usare al meglio i loro poteri. Qui scoprono che nel campo si stanno verificando fenomeni molto strani: voci nella foresta, personaggi insoliti che si aggirano nei dintorni e sparizioni di allievi.

In seguito all’ennesima sparizione, i due decidono di indagare e intraprendono una spedizione nel fitto del bosco di Dodona per cercare tracce dei ragazzi scomparsi. Ad attenderli ci saranno personaggi stravaganti, come una divinità dei geyser che cerca di riscuotere successo nel mondo del marketing, nemici implacabili come Pitone, l’eterna nemesi di Apollo, e un terrificante spettro del passato come l’imperatore Nerone, che sembra conoscere Meg molto più di quanto, normalmente, è lecito conoscere qualcuno nato duemila anni dopo la propria morte.

Mi sentivo ridicolo, naturalmente. Io – il dio della profezia, delle epidemie, del tiro con l’arco, della guarigione, della musica e di diverse altre cose che sul momento non riuscivo a ricordare – stavo chiedendo aiuto a una monella di strada dai vestiti troppo colorati. Ma non avevo nessun altro. Se quella ragazzina avesse deciso di prendersi i miei soldi e di buttarmi al freddo e al gelo delle strade d’inverno, con tutta probabilità non sarei riuscito a fermarla. «Diciamo che ti credo…» La voce di Meg prese un tono cantilenante, come se fosse sul punto di annunciare le regole di un gioco: “Io sarò la principessa, e tu la sguattera”. «Diciamo che decido di aiutarti. E poi?» Bella domanda. «Siamo… siamo a Manhattan?» Meg annuì, fece una piroetta e tirò un calcio all’aria. «A Hell’s Kitchen.»

L'oracolo nascosto non è un libro che passerà alla storia per la sua originalità e creatività, tuttavia offre numerosi spunti davvero validi a potenziali romanzieri fantasy in erba per migliorare le loro trame.

L’inizio a dir poco irriverente mi ricorda molto quello dissacrante, ma geniale, di A volte ritorno di John Niven, questa volta con un Apollo adolescente e imbranato al posto di un Gesù chitarrista e consumatore di marijuana, mentre il proseguo pecca a volte di consistenza, con colpi di scena un po’ troppo rocamboleschi a cercare di colmare i vuoti. Molto, molto buono invece il finale, che riesce a tenere il lettore col fiato sospeso in attesa dell’uscita del prossimo volume.

Ho apprezzato particolarmente la caratterizzazione dei due protagonisti, Apollo e Meg, e il rapporto di amicizia-contrasto tra i due: inetto e vanesio nelle sue spoglie mortali il primo, potente e coriacea la seconda, che nasconde tuttavia un cuore particolarmente tenero sotto la scorza apparentemente dura. Ambedue vivono un percorso di crescita influenzandosi reciprocamente, percorso destinato a continuare nei prossimi testi, che porterà Apollo a comprendere appieno la sua nuova condizione di mortale, e a rispettarla in quanto tale, e che metterà in discussione tutti i valori fondamentali di Meg e la sua stessa esistenza.

Ho trovato deludente il personaggio di Nerone, presentato come un incrocio tra un cattivo Marvel e imperatore talmente grottesco e vanesio da sembrare scaturito dalla penna di Goscinny e Uderzo (gli autori di Asterix, nda) più che come una vera e propria Bestia crudele e assetata di sangue come si cerca di farlo apparire.

Approfondimento

L'oracolo nascosto è un libro è abbastanza buono nel suo complesso, e lo consiglierei ai fan di Riordan e a coloro che amano la combinazione di fantasy, modernità e mitologia. In quest’ultimo caso, tuttavia, non posso esimermi dal raccomandarvi caldamente i lavori di Tolkien, vero punto di riferimento per chiunque voglia cimentarsi in opere del genere.

Andrea Margutti

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Recensione di Assassin’s Creed di Christie Golden

È un’allucinazione. Non può essere vero. Quanto accade all’Animus non è reale, non mi tocca sul serio. È solo l’effetto osmosi.

Cal è sul braccio della morte, tra poco sarà tutto finito, un’iniezione letale metterà fine alla sua vita. Non sa che invece è solo l’inizio di un viaggio nel suo passato che lo porterà a compiere il suo destino.

Quando si sveglia è ancora stordito, strane percezioni, forse è davvero morto oppure no. La bella dottoressa Sofia Rikkin lentamente lo sveglia e gli spiega che si trova lì per aiutarlo, che si trova nel reparto convalescenti della Abstergo Foundation a Madrid. Eppure Cal si sente in trappola, sente che deve fuggire prima possibile. Nel tentativo di scappare viene braccato e condotto in una sala che sembra la stanza delle torture. È l’Animus, un marchingegno sperimentale per un viaggio spazio-tempo che mostra il passato, ma non si limita a far vedere, scaraventa nel ricordo facendo provare e sentire tutto ciò che ha vissuto il proprio antenato.

Cal scopre di discendere da una Confraternita di Assassini che da tempo lottano per difendere la Mela, tesoro nel quale è custodita la chiave del libero arbitrio. Regressione dopo regressione, rivive in Aguilar, suo predecessore, acquisendo abilità e conoscenze incredibili.

Nel frattempo Alan Rikkin, che osserva le proiezioni dei ricordi dagli schermi del suo ufficio, si vede sempre più vicino al suo obbiettivo: scoprire dove è custodita la Mela, recuperarla e consegnarla all’Ordine dei Templari. Quando Cal prende coscienza del diabolico piano del padre Alan e della figlia Sofia, è pronto a ribellarsi e combattere a costo della vita, perché la Mela rappresenta tutto.

Assassin's Creed è un libro dedicato a tutti gli appassionati dell’omonima serie di videogame. Il linguaggio è molto semplice e il ritmo sempre incalzante. Siamo nel periodo dell’Inquisizione, in Spagna. La narrazione si alterna tra passato Aguilar e presente Cal, a volte ci si perde, si confonde il riferimento temporale, forse appositamente voluto da Christie Golden per rafforzare la fusione dei due personaggi che in realtà rappresentano un’unica figura: l’Assassino.

Da secoli i membri dell’Ordine dei Templari sono in cerca della mitica Mela dell’Eden: pensano che contenga non solo il seme della prima disobbedienza dell’uomo, ma anche la chiave del libero arbitrio. Trovandola, e decifrandone i segreti, avrebbero dunque il potere di controllare i pensieri di chiunque. Solo la confraternita degli Assassini intralcia il loro cammino …

Il libro lascia intendere che ci sarà un seguito. Questa lotta per contendersi la Mela, che dura nei secoli, finché esistono Templari e Assassini, entrambe le fazioni non si arrenderanno.

Approfondimento

Fantascienza non è il mio genere, eppure Assassin's Creed si fa apprezzare. Curiose sono le regressioni nella parte finale che riguardano i compagni di Cal, che raccontano l’iniziazione di ognuno loro, la scoperta in qualche modo di essere destinati a qualcosa di grande.

In particolare quella di Lin, la cui antenata si scopre essere Jun, figlia di una concubina, concubina anche lei, cresciuta a palazzo dell’imperatore Zhengde. Lin è Jun, si trova a Pechino nella gabbia del sovrano circondata dalla rivalità delle altre concubine. Riesce a stringere amicizia con Zhang che diventerà più di una sua amica, con un senso di protezione verso di lei tale da prometterle di esserci in qualsiasi momento, anche quando Jun viene scelta dall’imperatore per fare la spia nel campo di guerra al Nord. Questa promessa nasce come precursore del Credo, fondamentale nella confraternita degli Assassini. Come se per Jun, l’amica Zhang rappresentasse la Mela.

Proprio queste briciole di regressioni incentrate su alcuni assassini, nella parte finale del libro, mi fanno pensare che la storia non finisca qui.

Valentina

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Recensione di Carve the Mark. I predestinati di Veronica Roth

Era come se mi conoscesse, come se sapesse qual era l’unica cosa che poteva dire per tentarmi. Non era il sollievo dal dolore che desideravo sopra ogni altra cosa, ma l’indipendenza.

Akos abita con la sua famiglia su Thuvhe, il pianeta di ghiaccio. Figlio di un contadino e di una sacerdotessa-oracolo, Akos sa di appartenere al gruppo dei predestinati: coloro cui la vita non ha semplicemente assegnato un futuro ma un fato, un destino che dovrà necessariamente compiersi.

La sua quotidianità viene bruscamente interrotta dall’incursione nella sua casa di alcuni soldati che dopo aver ucciso il padre, lo rapiscono insieme al fratello Eijeh. Mandante del rapimento è il tiranno Ryzek, Signore di Shotet e fratello della giovane Cyra. Cosa può aver spinto uno spietato dittatore a voler rapire due giovani ragazzi, uno dei quali ancora bambino? I loro fati. Il destino di Akos è, infatti, quello di morire al servizio dei Noavek, la famiglia cui appartiene Ryzek. Ad attendere Eijeh è invece una vita da oracolo, con la conseguente capacità di vedere gli eventi futuri prima che questi diventino reali. Trasportato a Shotet, Akos incontra Cyra, il cui donocorrente (di cui Ryzek non esita a servirsi con brutalità e cinismo) consiste in un potere capace di provocare dolore sia su di sé che sugli altri. Solo Akos sembra esserne immune e capace, al contrario, di portare sollievo alla giovane Cyra con il tocco delle sue mani. Mentre la ragazza non può negare di avere bisogno della presenza di Akos, lui le chiede di insegnargli a combattere per poter liberare il fratello Eijeh. Così, mentre intorno a loro continua a farsi spazio un clima di violenza, intrighi e vendette, Akos e Cyra iniziano a conoscersi scoprendo che ad essere compatibili non sono solo i loro donicorrente ma le loro stesse vite.

Con una storia scritta seguendo le vicende dei protagonisti di I predestinati da due distinte angolazioni, Veronica Roth mostra al lettore le diverse sfaccettature dell’animo umano: i timori, i desideri e i tanti dubbi con cui ognuno di noi deve imparare a confrontarsi. In questo modo, il pianeta-nazione di Thuvhe (diversissimo da una qualsiasi delle nostre città), appare popolato da uomini e donne nei quali è possibile rispecchiarsi, riconoscendo in loro qualcosa del nostro stesso modo di sentire la vita.

Approfondimento

Primo capitolo della nuova saga Carve the mark della scrittrice statunitense, I predestinati è una storia che regala al lettore la possibilità di seguire le vicende soffermandosi su aspetti diversi e su distinte chiavi di lettura. Da un lato, infatti, sarebbe interessante osservare anche solo il macrocosmo che la Roth ha immaginato, fatto di navi spaziali grandi quanto una città, di donicorrente, pozioni, oracoli, combattimenti nelle arene…, uno strano Universo cui il lettore si abitua gradualmente, imparando a conoscerne nomi, usanze e caratteristiche. C’è poi un secondo aspetto che riveste una grande importanza all’interno del romanzo: la presenza del dolore. Quello stesso dolore con cui Cyra deve convivere. Quel dolore con cui è stata costretta a identificarsi. Ma Cyra è più di tutto questo. È più del dolore che sente e che provoca. È una persona il cui valore non può essere quantificato. Una persona che sente il dolore ma che, non per questo, coincide con esso.

A nascondersi dietro il personaggio di Cyra è uno straordinario messaggio di speranza rivolto, come scrive l’autrice stessa, “a tutte le donne che soffrono di dolori cronici”. Un messaggio vitale che conferisce un essenziale valore aggiunto all’intero romanzo.

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Zeroes – Ogni potere ha il suo prezzo di Scott Westerfeld, Margo Lanagan e Deb Biancotti

Dal 23 febbraio in libreria

DANA, il neonato marchio editoriale di narrativa per ragazzi, tra pochi giorni debutterà in gran stile in libreria. A inaugurare il nuovo marchio per giovani adulti, infatti, il 23 febbraio arriva un titolo d'eccezione, Zeroes, il primo capitolo di una trilogia di romanzi fantastici scritti dallo statunitense Scott Westerfeld, acclamato autore bestseller del «New York Times», considerato uno dei maggiori innovatori e sperimentatori del fantastico contemporaneo, insieme alle australiane Margo Lanagan e Deborah Biancotti. DANA quindi, questa nuova collana di narrativa fantastica per lettori YA nata come scommessa editoriale di RW Edizioni, una delle più importanti case editrici italiane specializzate in fumetti, ci propone un romanzo corale divertente, pieno di azione e colpi di scena ma anche di romanticismo, umanità e spinose questioni etiche. Un libro dal linguaggio moderno che supera il classico cliché dei superpoteri per raccontare senza filtri i disagi e le contraddizioni tipiche dell'età adolescenziale. Per scrivere Zeroes - pubblicato nel 2015 simultaneamente negli Stati Uniti, Inghilterra, Canada e Australia, con i diritti venduti in molti altri paesi - i tre autori si sono dati appuntamento al pub, ogni giovedì, per due anni, a parlare di superpoteri e del modo di trattare l'argomento in modo nuovo e avvincente per i lettori di oggi. Il risultato sono gli Zeroes, un po' zeri, un po' eroi, sei adolescenti californiani dotati di poteri straordinari che li rendono diversi dalle persone normali ma che non li mettono al riparo da solitudini e sofferenze. Ogni potere ha il suo prezzo, recita il motto in copertina e, per ogni abilità ricevuta in dono, i sei protagonisti dovranno fare i conti con un risvolto amaro e sgradito, specchio delle fragilità e contraddizioni tipiche della loro età.

"Sul serio. Noi non abbiamo problemi mentali, ma dei poteri. Come quelli dei supereroi". Per poco, Thibault non scoppiò a ridere: non l'aveva mai detto a voce alta. "Dici?" "Sì. Solo che non siamo bravi a usarli". "Siamo degli zeri, non degli eroi" mormorò Ethan mentre la sua attenzione si sbriciolava.

Scam ha una voce che parla al posto suo, che sa sempre cosa dire e lo rende molto più spigliato e coraggioso di quanto non sia nella realtà. Mob avverte l'energia e le emozioni prodotte da moltitudini di persone, anche molto distanti da lei, e riesce a guidarle. Flicker vede attraverso gli occhi degli altri, e proiettandosi negli sguardi altrui supera la sua cecità. Crash è ossessionata dalla tecnologia e in grado di mandare in tilt, con la sola forza del pensiero, ogni tipo di sistema elettronico e informatico. Anonymous diventa trasparente, il suo potere consiste nel passare inosservato ed essere facilmente "dimenticabile". Glorioso Leader è il punto di riferimento del gruppo, dotato di un fascino irresistibile, esercita la sua influenza mettendo continuamente alla prova i poteri degli amici e organizzando missioni spregiudicate.

Scott Westerfeld è un popolare scrittore statunitense che vive tra New York City e Sydney. Ha all'attivo molti romanzi di genere fantastico destinati agli adolescenti. Molto apprezzato per la sua scrittura incalzante e per le sue narrazioni originali e ricche di suspense, in Italia si è fatto notare per una serie di romanzi che hanno incontrato i favori del pubblico come la trilogia di Leviathan per Einaudi e quella di Beauty per Mondadori.

Margo Lanagan è una scrittrice australiana specializzata in narrativa per giovani adulti e in racconti brevi. Molto conosciuta in patria, ha conseguito un grande successo con la raccolta di racconti brevi Black Juice, che ha vinto il premio World Fantasy Awards e il 2006 Printz Honor Award.

Deborah Biancotti è una scrittrice australiana di racconti brevi e graphic novel che con Zeroes si cimenta per la prima volta nella stesura di un romanzo. Ama i generi urban fantasy, horror e steampunk.

abc

Recensione di La corona di fuoco di Sarah J. Maas

Il terzo capitolo della saga de Il trono di ghiaccio, La corona di fuoco, comincia con Celaena Sardothien, un’assassina al soldo del re di Adarlan, che si ritrova senza più un vero obbiettivo in una città che la considera una clandestina. Qui decide di attuare il suo piano di distruggere il regno del re di Adarlan, ma per farlo ha bisogno dell’aiuto di sua zia nonché la regina dei fae, Maeve, colei che sa tutto perché immortale e vecchia come la terra. Da lei vuole sapere come si possono distruggere le chiavi Wyrd, le stesse chiavi che il re di Adarlan aveva usato per costruire il suo regno. La regina Maeve anticipa il piano di Celaena e manda un principe fae, Rowan, per trovarla e portarla da lei. Celaena è una fae dagli strabilianti poteri e Maeve conosceva questa sua caratteristica e voleva constatarne di persona la bravura della ragazza, ma fin da piccola la madre di Celaena, conoscendo l’ interesse della regina Maeve, aveva tentato in tutti i modi di reprimere i poteri della bambina per salvarla da attenzioni non gradite.

Quando il principe Rowan la trova, Celaena resta impressionata dalla stazza del fae, ma decide comunque di seguirlo dalla regina. Passano così intere giornate di viaggio in assoluto silenzio. Quando la regina fae la vede ordina al principe Rowan di addestrarla per poter constatare il suo vero potenziale e il principe, legato alla regina da un patto di sangue, non può che accettare. Celaena, però, vuole uno scambio: si addestrerà con Rowan, ma solo in cambio delle preziose informazioni che cerca. Da qui comincia l'estenuante addestramento di Celaena, che la costringerà a dissotterrare i tanti demoni interiori che la tormentano.

Nel frattempo al castello di Adarlan il clima è molto pesante, il re, impazzito per il suo odio nei confronti della magia, continua ad attuare piani atroci nel tentativo di annientarla, e l’unico modo che ha è quello di sterminare le creature magiche che siano esse umane o no.

Nel tentativo di fermare la furia omicida del re, Chaol e Aedion uniscono le loro forze mentre il principe Dorian, figlio del re di Adarlan, grazie alla guaritrice Sorscha che gli prepara una pozione apposita, riesce a nascondere al padre che anche lui ha dei poteri magici.

In tutto questo il re di Adarlan si prepara a una furente guerra schierando in battaglia i tre gruppi di streghe più temute, le Bacconero, le Sangueblu e le Gambegialle e per renderle ancora più spaventose, dona loro dei draghi feroci, il tutto per arrivare al suo scopo, quello di eliminare la magia.

Approfondimento

La corona di fuoco è il terzo capitolo di una serie fantasy scritto da Sarah J. Maas. Il libro è scritto con un linguaggio assolutamente comprensibile e semplice che rende la lettura scorrevole e, grazie alle numerose vicende, anche molto avvincente. Lascia il lettore con la curiosità di sapere come prosegue la storia ma allo stesso tempo si ha il desiderio che questa non finisca mai, perché entrare in questo libro è come entrare in un universo parallelo sbirciando dallo spioncino di una porta.

Celeana è un personaggio molto complesso e pragmatico a causa di tutte le sue vicende spesso tristi, per non dire devastanti, che non solo ha dovuto subire, ma che è costretta a rivivere per la sua stessa sopravvivenza. Non nascondo che, dopo Celaena, il mio personaggio preferito è Manon, la strega erede delle Bacconero, che secondo me ha molto da dare alla storia.

Lorena Grasso

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