Come una storia d’amore di Sharon Pywell

 

Dal 3 luglio in libreria

Arriva in libreria domani Come una storia d'amore, il romanzo di Sharon Pywell edito Mondadori. Come una storia d’amore celebra il legame indissolubile tra due sorelle e la forza delle donne, capaci di rialzarsi e di lottare, e dimostra quanto i libri non siano soltanto un rifugio o un momento di evasione ma anche una vera e propria scuola di vita.

Cresciute all’ombra della Seconda guerra mondiale, nel Massachusetts, Lilly e Neave non potrebbero essere più diverse. Lilly è bellissima, sicura di sé e non fa che infrangere cuori, mentre Neave vive in un mondo tutto suo e preferisce trascorrere il tempo persa nelle pagine di un libro piuttosto che mettersi in gioco nella vita reale. Comincia così a frequentare la biblioteca cittadina, ma ha accesso solo alla Sezione ragazzi, e “quel piccolo deserto di lieti fini e legami felici con animali parlanti” a lei di certo non interessa più.

Un giorno, però, incontra Mrs Daniels, un’anziana signora e avida lettrice che cerca qualcuno con la vista ancora buona che possa leggere per lei. Neave accetta la proposta e inizia a passare i pomeriggi in compagnia di Hemingway e Omero, fino a quando riesce finalmente a mettere le mani sugli scaffali “proibiti”; da qui ruba un romanzo erotico, L’amore pirata, una inebriante e avventurosa storia d’amore che la proietta in un universo tutto nuovo, fatto di passioni e tradimenti, matrimoni combinati e fughe romantiche. E sarà a questo mondo che lei continuerà a tornare una volta cresciuta, quando la vita si farà inaspettatamente dura.

Gli anni passano, gli uomini ritornano dalla guerra, in famiglia tutti si aspettano che Neave e Lilly si sposino presto, mentre le due sorelle sono fiere di essere indipendenti e decidono di realizzare il loro sogno professionale lanciando un rivoluzionario marchio di cosmesi, “Bella Più Che Mai”. Ma proprio quando gli affari vanno a gonfie vele, Lilly scompare improvvisamente… Sconvolta, Neave dovrà farsi forza e reagire, e per la prima volta sarà costretta ad abbandonare il rassicurante mondo dei libri e diventare finalmente l’unica e vera protagonista della propria storia.

Sharon Pywell vive a Boston. Come una storia d'amore è il suo terzo romanzo.

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Recensione di E qualcosa rimane di Nicoletta Bortolotti

È Margherita a raccontarci, attraverso queste pagine, la vita di due sorelle, di una famiglia un po’ sfilacciata, di un mondo che cambia senza aspettare nessuno. Da piccole lei e Viola, la sorella minore, erano sempre assieme. Lei più timorosa, terrorizzata dal non essere abbastanza, Viola temeraria, incontrollabile, persa tra le nuvole. Sognavano di vivere in una casa di Lego, come quelle che la sera costruivano con il padre: un rifugio in cui ripararsi dal mondo esterno, chiuso da un recinto così che nessuno potesse entrare né scapparsene fuori. Eppure il tempo passa inesorabilmente per tutti, e anche Viola e Margherita sono travolte da questo vortice. Sono cambiate le acconciature dei capelli, il mondo ha continuato a girare, gli anni sono passati. Quel padre che avrebbe dovuto proteggerle dal mondo è volato in una terra lontana che sapeva di mare, lasciandole da sole davanti alla vita che è entrata a fiotti dalla porta lasciata aperta. È arrivata l’adolescenza, e con lei tutti i dubbi, le paure, le nuove esperienze. È arrivato il momento dei grandi amori, che per Viola duravano una settimana al massimo e per Margherita non sono mai davvero iniziati. Poi è arrivata anche l’età adulta e le vite delle due sorelle, come i due capi di uno stesso gomitolo, hanno iniziato a intrecciarsi e allontanarsi, a perdersi e rincontrarsi. In un romanzo che ha il gusto di una lettera aperta a una sorella, Margherita parla a Viola dopo otto anni di lontananza, immergendoci in un mondo fatto di colori tenui e ricordi nostalgici, scorci di vita attuale e riflessioni sul passato. Nicoletta Bortolotti ci regala una storia fatta di affetti e ricordi, in un tono dolce e leggero, racchiudendoci per qualche ora in una bolla di sapone entro cui la realtà tutta risulta attutita. Approfondimento E qualcosa rimane è uno di quei libri che ti regalano una coccola la sera, ti proiettano per qualche ora in un mondo che sa di nostalgia. Il linguaggio immaginifico di Nicoletta Bortolotti, le sue allusioni ai cambiamenti che il mondo ha subito dal 1973 a oggi, il riferimento al cambiare delle acconciature dei protagonisti ci mostrano come tutto sia in continua, ininterrotta evoluzione. Eppure, sebbene cambino le mode, quei punti fissi derivanti dall’infanzia rimangono, persistono. Scompare la famiglia, si separano i genitori, ma ancora Margherita sogna la casa di Lego, e passa la vita misurando la propria felicità con il felicitometro di cui le parlava il padre. Anche il rapporto con Viola nel tempo si è modificato, è diventato sempre più astratto, così forte sul piano emotivo eppure fin troppo labile in realtà: eppure, dopo otto anni di silenzio, le due sorelle si parlano come se si fossero appena lasciate, discutendo di “Beautiful” e di vacanze al mare, senza sapere nulla l’una dell’altra eppure conoscendo ogni pensiero profondo delle due anime. Ecco che le pagine ci proiettano in questa realtà dai rumori ovattati, in cui tutte le esperienze di vita si srotolando davanti a noi senza rimorsi, per raccontarci una storia fatta di quotidianità, e per questo speciale. [amazon_link asins='8804649003,8820051842,8820042908,886656236X' template='ProductCarousel' store='leggacolo-21' marketplace='IT' link_id='f9cbc046-e0e2-11e7-a283-075ba883f3bd']abc

Per sempre mia di Jennifer L. Armentrout

In libreria dal 25 gennaio

Torna in libreria tra pochi giorni per la casa editrice Nord, Jennifer L. Armentrout con il suo nuovo romanzo Per sempre mia. L'acclamata autrice di new adult e paranormal romance si cimenta in un nuovo genere, quello del romantic-suspense e lo fa con una storia principalmente indirizzata a un pubblico adulto. Una storia ricca di mistero, con un serial killer che rientra nella vita della protagonista dopo anni che pensava di essersi lasciata alle spalle ciò che le era accaduto. Amore, sospetti, minacce, sono alcuni degli ingredienti con cui Jennifer L. Armentrout tornerà a conquistare i lettori.

Io e Cole restammo immobili, a fissarci. Erano passati dieci anni. Quando ci eravamo visti l’ultima volta, mi aveva baciato e aveva detto che avrebbe aspettato una mia chiamata… che però non c’era mai stata, perché quella sera non ero più rientrata a casa.

Sasha Keeton era una studentessa come tante quando si è ritrovata prigioniera di un serial killer, lo Sposo, e solo un miracolo le ha permesso di fuggire.

Da allora, per dieci anni, Sasha è rimasta il più lontano possibile da casa e da Cole, il ragazzo che stava imparando ad amare. Adesso però è stanca: è arrivato il momento di tornare.

Ma è davvero possibile ricominciare tutto da capo, ignorando il passato? In città nessuno sembra aver dimenticato e Sasha ha sempre l’impressione di essere spiata. Quando il cadavere di una donna viene rinvenuto proprio nel luogo dove lo Sposo abbandonava i resti delle sue vittime, Cole capisce che Sasha è di nuovo in pericolo.

Ma stavolta la proteggerà, anche a costo della vita…

Leggi un estratto in anteprima: http://bit.ly/PerSempreMia_Anteprima [amazon_link asins='B0747VFZFL,B01CNPZA3Q,8869051129,B00VUAGXZU' template='ProductCarousel' store='leggacolo-21' marketplace='IT' link_id='3d0e44f0-fafb-11e7-b930-7d6cf52e7d01']  abc

Recensione di Doni preziosi di Danielle Steel

Paul aveva fatto per loro da morto più di quanto avesse mai fatto quando era vivo.

Doni preziosi comincia con la morte di Paul. Non è una morte improvvisa; l’uomo ha 80 anni, ha avuto un ictus, e da tempo è ricoverato in una casa di cura. Paul è stato un marito e un padre distratto e assente, eppure ha avuto una moglie che gli è rimasta vicina, legata ai ricordi dei 10 anni di matrimonio felice, e tre figlie bellissime che gli vogliono bene nonostante i suoi tradimenti. C’è anche un figlio da un primo matrimonio, ma dopo che per tutta la vita ha tentato di approfittare della ricchezza e della bontà della matrigna, non è considerato elemento gradito nella famiglia.

La lettura del testamento è una sorpresa per tutti e rivela un aspetto imprevisto di Paul: il grande amore per la ex moglie e per le figlie, e il desiderio di permettere a ciascuna di loro di realizzare i propri sogni. Bert, il figlio avido e imbroglione, è l’unico a non ricevere niente, avendo, spiega Paul nel testamento, già ricevuto somme più cospicue di quelle dei lasciti assegnati alle figlie, e non avendo dimostrato nessuna capacità di utilizzarle in modo utile.

Il testamento rivela anche un altro aspetto della vita di Paul, che lui aveva sempre tenuto nascosto alla famiglia, e che provoca, nelle quattro donne, shock e delusione profondi: Paul ha un’altra figlia, mai riconosciuta, che vive in Francia, nata da una relazione quando ancora il matrimonio sembrava solido e felice. A lei, insieme alle tre figlie legittime, dona un vecchio castello in Provenza, costringendo così le due metà della sua famiglia ad un incontro non voluto, che si rivelerà molto diverso da come tutte le persone coinvolte se lo erano immaginato.

Attraverso le pagine di Doni preziosi seguiamo gli spostamenti delle protagoniste, attraverso le principali città d’arte italiane, Parigi, Berlino e la Provenza. Conosciamo meglio Veronique, donna molto ricca ma allo stesso tempo modesta, che non ama ostentare, insieme con i suoi nuovi amici: un miliardario russo, che vive nel lusso sfrenato e le fa trascorrere bellissimi momenti in atmosfere molto glam, e un giovane fotografo inglese con il quale scoprirà una affinità tanto grande che la convincerà a seguirlo in una sorta di moderno “grand tour” attraverso i luoghi più suggestivi della penisola.

Molto interessanti sono le discussioni di Veronique con Aidan, il giovane fotografo nemico della ricchezza: sull’ipocrisia dei ricchi e sull’innocenza dei poveri, sul suo ruolo di madre, che agli occhi di lui si è sacrificata un po’ troppo per le figlie, sulla vita, che non può dirsi finita a 50 anni, sull’amore e il tradimento, che a volte sembrano le due facce di una stessa medaglia.

Veronique scoprirà così di avere ancora aspettative nella vita, e che la sua esistenza non si esaurisce nell’essere sempre a disposizione delle figlie. Prenderà coscienza del fatto che le figlie sono grandi e hanno la loro vita, nella quale c’è poco spazio e poco interesse per lei, e che lei ha tutti i diritti di ricevere ancora doni speciali nella sua esistenza.

La parte più intensa del romanzo è la conclusione, quando Veronique scopre la storia che si cela dietro il dipinto ricevuto in eredità, una storia fatta di soprusi e di violenze, che ha distrutto la famiglia proprietaria del quadro e che inserisce la vicenda narrata in una pagina dolorosissima della Storia, la Shoah.

Doni preziosi è un romanzo a tratti intenso, a tratti lieve, che narra la riscoperta di sé di una donna matura, di una madre, attraverso un viaggio fisico e metaforico dentro il suo animo, che tutte noi donne e madri dovremmo poter compiere per ritrovare quella parte che abbiamo dimenticato dal giorno in cui siamo diventate madri, sepolta dalle voci inconsapevolmente e incolpevolmente egoiste dei nostri figli.

Approfondimento

La protagonista di Doni preziosi, Veronique, mostra alle lettrici i molteplici volti dell’amore: quello rispettoso, maturo e fedele per l’ex marito, quello materno per le figlie, quello sensuale e spontaneo per Aidan, il fotografo incontrato in Italia. Anche le figlie incarnano i diversi volti dell’amore: quello distratto e scontato per la madre, che ai loro occhi è un’entità incorporea, che prende vita solo quando sono loro stesse ad averne bisogno, quello tormentato e destinato all’insuccesso con uomini sbagliati con i quali rivivono in modi diversi il rapporto con il padre, infine quello sano, che le fa stare bene, scoperto non per caso nel momento esatto in cui cominciano a realizzare i loro sogni dando retta ai loro cuori.

Mary P.

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Recensione di Ci vediamo un giorno di questi di Federica Bosco

Caterina fin da piccola è stata un vulcano: esuberante, vivace, sempre nei guai, sempre al verde, ma pronta al cambiamento e all’avventura, indispensabile per fare da contraltare alla riflessiva Ludovica, tranquilla e abitudinaria fino alla noia, fidanzata da vent’anni e fedele al suo impiego in banca.

Il loro legame viene rinsaldato dalla gravidanza inaspettata di Cate dopo un viaggio all’estero: Gabriel diventa il bambino che Ludovica non ha il coraggio di avere con Paolo e riempie di gioia la sua vita. Al contrario il rapporto con Paolo gradualmente si trasforma in una gabbia dorata, in cui Ludovica sacrifica la sua libertà in cambio dell’amore; per fortuna la tenacia dell’amica riesce a salvarla da questo rapporto malsano e a farle assaporare di nuovo la felicità delle piccole cose.

Dietro l’angolo però è in agguato la malattia di Cate, inaspettata quanto devastante per le loro vite: per Cate però questa disgrazia significherà anche trovare finalmente un rapporto di amore maturo e salvifico con il suo medico.

L’amore, quando si è grandi e si sono fatti un bel po’ di errori, ha un sapore ancora migliore.

Per saldare i conti con il passato ora Cate deve chiedere a Ludovica un ennesimo favore, cercare il padre di suo figlio al suo posto per metterlo finalmente al corrente dell’esistenza di Gabriel. Appena lo rintraccia Ludovica capisce perché l’amica si era innamorata di lui: Caterina le ha lasciato un regalo immenso, e nemmeno la prova più difficile potrà ora distruggere la loro amicizia.

Le appoggiai la testa sulla spalla. Rimanemmo a guardare l’orizzonte, due vecchie amiche, unite contro quello che arrivava.

Approfondimento

Ad una prima impressione Ci vediamo un giorno di questi sembrava essere poco più di un modo piacevole per passare qualche ora di svago, invece proseguendo nella lettura si incontrano temi considerevoli, come la violenza psicologica nella coppia, le gravidanze indesiderate e le loro conseguenze, la malattia e il suo impatto nella vita quotidiana, il rapporto con i figli adolescenti, e soprattutto il non detto, lo scegliere la via del pudore invece di manifestare i propri sentimenti, a cui l’autrice dedica diverse riflessioni e perfino una esortazione nei ringraziamenti a vivere intensamente la vita senza paure.

Non lasciate passare un giorno nel rancore. Oggi potrebbe davvero essere l’ultimo giorno che passiamo qui, fate in modo di essere in pace con tutti.

Lo stile di Federica Bosco stempera però la durezza di questi argomenti: la narrazione è fluida e frizzante, con riferimenti alle serie televisive e momenti comici e liberatori, ricordando i romanzi di Sophie Kinsella, ad esempio nell’episodio della vendetta al matrimonio dell’ex fidanzato.

I personaggi risaltano in modo chiaro e definito, con caratteristiche molto umane e riconoscibili, che fanno sorridere e riflettere: ognuno ha i propri difetti, anche la supereroina Caterina o l’amato figlio Gabriel non sono esenti dal giudizio inflessibile di Ludovica, a sua volta aspramente criticata dall’amica.

La trama è forse un po’ troppo prevedibile e divisa a blocchi di avvenimenti separati troppo nettamente, ma ciò non toglie che si tratti di una lettura molto piacevole e consigliata.

La dichiarazione dell’autrice stessa: Scrivere questo romanzo mi è stato necessario per fare pace con un dolore che ancora non ha trovato la sua collocazione e che mai la troverà, rende l’idea della preziosità del messaggio lasciato.

Elena Naldi

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Recensione di Quando tutto inizia di Fabio Volo

Mi sono accorto di essere innamorato quando già c’ero dentro fino al collo. È stata una sorpresa, ero convinto che non ne sarei stato più capace.

Gabriele ha appena fatto quello che qualche volta anche noi abbiamo immaginato di poter fare: scappare via da un matrimonio quando le consuetudini e il galateo non lo permetterebbero. È un pomeriggio di maggio in cui l’aria di primavera sembra esultare per l’inverno ormai archiviato. Mentre respira quell’aria capace di amplificare le emozioni, facendolo sentire leggero, Gabriele decide di fermarsi per mangiare un gelato. Ed è allora che arriva Silvia, la ragazza che provoca in lui una subitanea vertigine. È un incontro di quelli destinati a lasciare un segno: un incontro che cambierà il corso delle cose.

Mentre i due iniziano a parlare e a ridere con incredibile disinvoltura e naturalezza, Gabriele nota la fede al dito di Silvia. Lei è già sposata. C’è già un uomo nella sua vita. Questo potrebbe essere il momento in cui fermare tutto, fare marcia indietro e impedire alla vita di percorrere una strada accidentata e pericolosa. Ma nessuno dei due ha il coraggio di farlo. Gabriele e Silvia iniziano a vedersi, a frequentarsi, ad amarsi. I momenti passati insieme riescono a portarli via dalla loro vita, regalandogli la possibilità di vivere in una bolla magica e irreale. Quando sono insieme tutto il resto rimane confinato in un angolo. Non ci sono problemi, preoccupazioni quotidiane o futili litigi. Forse, in realtà, non ci sono neanche loro. C’è infatti solo una parte del loro essere completo: la parte bella, quella che ama e sa di essere amata.

La vita vera preme per entrare e riappropriarsi di ogni aspetto della loro esistenza. Silvia fa i conti con un costante senso di colpa che le ricorda di avere un marito e un figlio. Gabriele deve convivere con una sensazione di incompletezza e frustrazione provocata dalla consapevolezza di poter condividere con Silvia solo fugaci momenti. Per la prima volta la possibilità di creare un legame stabile non genera in lui la voglia di scappare: per Silvia sarebbe pronto a mettere in discussione tutta la sua vita, senza dare niente per scontato. Con Silvia vorrebbe poter condividere l’essenzialità del quotidiano: preparare insieme la cena, guardare un film durante le vacanze di Natale, trovarsi al supermercato per fare la spesa dopo una giornata di lavoro.

Mentre la loro storia diventa più grande di quanto avessero immaginato, la bolla dentro cui hanno vissuto inizia ad apparire soffocante: non è più un angolo di evasione e felicità. Il tempo per condurre due vite parallele sembra essere terminato. È il momento di fare una scelta: o dentro o fuori. Ma cosa può succedere ad un sogno quando si prova a confinarlo dentro i limiti della vita vera? Si finisce con il soffocarlo o con il renderlo autenticamente tangibile?

Approfondimento

Quando tutto inizia racconta una storia estremamente semplice ed è forse questo il suo merito più grande. Non ci sono colpi di scena inaspettati, rivelazioni sconvolgenti o stravolgimenti epocali. È la storia di un amore ma prima ancora è la storia di due persone che decidono di fare un piccolo pezzo di strada insieme. È la storia di chi ha bisogno di prendersi una pausa dalla vita per vivere un sogno per poi scoprire che, in fondo, è proprio dalla vita normale che si è affascinati.

Gabriele e Silvia siamo un po’ tutti noi, con i nostri problemi, le nostre ansie, la nostra voglia di trovare qualcosa capace di illuminare le nostre giornate. E quando troviamo quel qualcosa vorremmo non lasciarlo andare, anche quando tenerlo acceso significa scombussolare tutto il resto. Ma alla fine arriva il momento in cui chiedersi quale tipo di felicità stiamo inseguendo: vogliamo semplicemente essere felici o desideriamo essere felici insieme? È la nostra realizzazione quella che cerchiamo o una felicità da condividere con chi amiamo?

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Recensione di I coraggiosi saranno perdonati di Chris Cleave

I coraggiosi saranno perdonati è ambientato in una Londra che verrà presto sconvolta dai bombardamenti e comincia con l’arruolamento di una delle protagoniste femminili del libro, Mary North. Il War Office le assegna un posto temporaneo di insegnante in una scuola operativa per bambini che verranno sfollati in campagna. Qui conosce Zachary, un ragazzino americano figlio di un musicista nero, analfabeta e ribelle con cui instaurerà un bellissimo rapporto. Purtroppo, avendo un modo alternativo di insegnare, Mary non viene ritenuta adeguata all’incarico e viene esautorata; questa situazione le permetterà di incontrare il suo primo amore, Tom, il quale, in qualità di dirigente del distretto scolastico, le assegnerà una nuova classe di bambini particolari a cui si aggiungerà, dopo qualche mese, Zachary.

La storia d’amore tra Tom e Mary procede a piccoli passi, visto il carattere opposto dei due, ma cresce piano piano anche se tra loro si frappongono Hilda, la migliore amica di Mary, e Alistair, amico di Tom e personaggio assai intraprendente e aitante che attirerà l’attenzione delle due ragazze.

Purtroppo Alistair si arruola e parte per la Francia, dove vivrà le sofferenze di Dunkerque e verrà dopo poco tempo riassegnato alla divisione stanziata a Malta, dove soffrirà la fame in un assedio lungo un anno.

Quando il conflitto a Londra diviene una realtà cupa di incursioni aeree notturne, bombardamenti e macerie il romanzo cambia registro, la leggerezza lascia il passo al dramma e i quattro personaggi, Mary, Hilda, Tom e Alistair, avranno modi completamente diversi di fronteggiare la paura dell’ignoto: Mary si arruolerà come autista di ambulanze, la sua fedele amica Hilda come infermiera e Tom tirerà fuori il suo coraggio per salvare la vita di Zachary nel bel mezzo di un bombardamento notturno.

Alistair ci farà conoscere un capitolo meno noto del secondo conflitto mondiale, ovvero la resistenza di una guarnigione di soldati inglesi assediata dalle forze italiane e tedesche nell’isola di Malta.

Chris Cleave si è basato sulle testimonianze dei nonni per scrivere I coraggiosi saranno perdonati, anche se poi la sua narrazione si allarga fino a riflettere sulle ragioni della guerra e sul senso della pace; parla di una generazione costretta a scegliere in fretta e a lottare per costruire un futuro migliore per tutti.

Approfondimento

I coraggiosi saranno perdonati è una storia di sentimenti, un dramma alleggerito da un’ironia molto british, un libro ricco di pagine che affrontano tematiche quali il razzismo, l’autoaffermazione femminile e l’integrazione sociale.

Un romanzo che parla di una grande amicizia tra donne che in qualche momento vacillerà ma ritornerà a essere più forte di prima e di una grande amicizia tra compagni d’armi e dimostrerà che anche senza avere la divisa cucita addosso si può essere comunque eroi in guerra.

Manuela Delfino

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Recensione di Hotel delle Muse di Ann Kidd Taylor

Qualsiasi cosa che ti faccia sentire viva merita la tua attenzione. Se ti rende felice, allora vale la pena seguirla.

Maeve a 12 anni è stata morsa da uno squalo.

Vidi uno degli occhi dello squalo, una piccola, nera notte ininterrotta. In quel momento fui certa che lo squalo si fosse pentito di avermi azzannata.

E infatti va via risparmiandole la vita. Quello che è considerato da tutti un episodio traumatico, ha determinato invece in Maeve una grande passione per gli squali a cui ha deciso di dedicare i suoi studi e le sue ricerche.

Hotel delle Muse inizia con la trentenne Maeve che rientra all’hotel di sua nonna, in un’isola della Florida nel Golfo del Messico. Ha appena concluso uno dei suoi periodi di ricerca con il collega Nicholas nell’isola di Bimini, lei a studiare gli squali limone e lui le razze: due studiosi diversi che hanno collaborato a stretto contatto per 6 mesi.

Il rientro a casa di Maeve, però, è tutt’altro che tranquillo: viene subito informata di un contrabbando di pinne di squali.

Cominciai a sentire un forte senso di nausea salirmi lo stomaco…ci sono un centinaio di squali morti sul fondo del golfo, e sono solo quelli di cui sappiamo, alcuni di loro probabilmente fanno parte della ricerca che ho fatto per la Riserva.

Sente che deve intervenire in qualche modo, perché è sempre stata animata dall’amore per gli squali, il mare, gli animali e il loro habitat, e non solo….

Quando da ragazzina è stata morsa dallo squalo con Maeve c’era Daniel, che poco prima le aveva dato il suo primo bacio. È Daniel che Maeve ha amato da sempre, è con lui che aveva deciso di trascorrere il resto della sua vita! Ed è per il suo lavoro, per le sue passioni e per la sua ricerca che si sono allontanati creando delle spaccature difficili da risanare.

È la figlia di Daniel, la piccola Hazel, che Maeve incontra all’Hotel delle Muse il giorno stesso del suo arrivo, ed è con Daniel che si ritrova faccia a faccia dopo sei anni senza vedersi né sentirsi. Grazie all’interesse comune per gli squali Maeve si avvicina a Hazel, che ha perso da poco la mamma, e che a poco a poco la conquista. Ma affezionarsi ad Hazel implica il riaffezionarsi a Daniel…

Maeve si trova di fronte ad uno sliding doors, la vita sembra concederle una seconda possibilità: capire cosa sarebbe successo se… se lei lo avesse perdonato, se la figlia di lui fosse stata la sua, se le cose fossero andate diversamente, come lei aveva sognato dall’inizio.

Si può ripartire da dove si è lasciato? si possono superare conflitti che hanno generato delle ferite profonde? Meave dovrà trovare le sue risposte… “Quando le persone partono, non sempre ritornano”

Approfondimento

Hotel delle Muse è decisamente una storia d’amore nel senso più completo: amore per gli squali, inteso come lavoro, come passione di vita, e l’amore per un uomo, inteso come progetto di vita, di famiglia. È una storia sulla fatica di conciliare e di far sopravvivere in ognuno di noi le nostre infinite sfaccettature, che aiuta a capire che qualcosa va smussata e qualcosa invece è giusto che esploda con tutta la sua forza!

Amelia Sara Macca

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Recensione di Un messaggio per te di Natasha Boyd

«Ti ho già detto che mi agita il pensiero di farmi vedere in giro con te. Di cosa significherà. Di come mi farà sembrare.»

Incontrare uno degli attori più sexy e acclamati è probabilmente il desiderio segreto di ognuna di noi. Ma se il sogno si trasformasse in realtà, siamo così certe di riuscire ad affrontarne le conseguenze? La protagonista di Un messaggio per te, Keri Ann, è stata travolta dall’amore improvviso per qualcuno che vive in un mondo totalmente diverso dal suo, fidandosi di quel ragazzo di cui ha potuto vedere la vera anima e non solo la facciata di star. Vederlo andarsene nel peggiore dei modi e non sentirlo per mesi l’ha distrutta emotivamente, ma le ha anche permesso di prendere in mano la propria vita cercando di realizzare il proprio sogno di diventare un’artista e proseguire gli studi momentaneamente interrotti.

Natasha Boyd ha scelto una protagonista semplice, dai sani principi, forse un po’ insicura delle proprie capacità ma assolutamente tenace e capace di sacrificarsi per chi ama. Keri Ann è orgogliosa e vuole farcela con le proprie forze, senza l’aiuto di nessuno e, soprattutto, senza il timore che gli altri pensino di lei che sia un’approfittatrice o “una delle tante” che hanno circondato Jack negli anni. Quando pensava di averlo finalmente dimenticato, o meglio di aver rinunciato a lui, ecco che lui riappare nella sua vita.

Jack è stato lontano da Keri Ann per sette mesi, durante i quali ha dovuto affrontare tutto il marcio che lo circondava e che fa parte del mondo dorato in cui ha sempre vissuto; è rimasto incastrato da quei compromessi che lui stesso aveva accettato in nome del successo e della fama. Sette mesi che ci vengono mostrati attraverso alcune pagine del diario che Jack consegna a Keri Ann per farle capire le ragioni del suo allontanamento. Jack Eversea in Un messaggio per te non è l’attore ma l’uomo, un uomo che deve affrontare un sentimento che non ha mai provato, riappacificarsi con il suo doloroso passato e continuare a fare ciò che ama cercando di stare lontano da tutto ciò che di falso gli gira attorno.

Natasha Boyd riesce a trasformare la favola alla Cenerentola, ridimensionandola e mostrandone tutti i limiti e gli ostacoli che deve affrontare scontrandosi con la realtà della vita. Keri Ann è andata avanti, sta realizzando se stessa, scoprendo cosa vuole e le sue capacità; far entrare nuovamente Jack nella sua esistenza vorrebbe dire essere sotto i riflettori, fuggire dai paparazzi, resistere ai pettegolezzi e alle malelingue. I compromessi che sarebbe costretta a fare potrebbero portarla a rinunciare a una parte di sé, perché se lei non può rinunciare ai suoi sogni, non chiederebbe mai nemmeno a Jack di farlo per lei, ma lui non potrà per sempre proteggerla dal suo mondo.

L’autrice è stata riuscita a descrivere invidie, bugie, inganni e ipocrisia dello star system e allo stesso tempo a creare un protagonista con un suo vissuto, che ha uno spessore e riesce a compiere un percorso di introspezione che lo rende una persona vera. Per le lettrici è impossibile non amarlo, ma allo stesso tempo si possono immedesimare nella protagonista vivendone con lei dubbi e dolori, insicurezze e confusione.

Un messaggio per te è una lettura scorrevole, emozionante e ben costruita. Protagonisti ben descritti in ogni caratteristica e con i quali si entra in empatia, anche grazie alla scelta dell’autrice di utilizzare un punto di vista alternato. Viene dato spazio anche ai personaggi che gravitano nelle vite di Jack e Kari Ann, esaltando anche altri sentimenti oltre all’amore, come l’amicizia e il senso di protezione. Un romanzo adatto a lettrici romantiche che vogliono perdersi in un sogno.

Approfondimento

Essendo Un messaggio per te il secondo libro di una serie, per comprendere appieno la storia occorre leggere anche il primo volume, Eversea. Un’incantevole tentazione.

È una lettura leggera e fresca, ma, se ben si guarda, al suo interno vengono esaltati valori come l’amicizia, il senso del dovere, l’integrità morale. In alcuni momenti vengono descritte scene d’amore abbastanza esplicite, ma ho apprezzato la scelta dell’autrice di non entrare in dettagli che le avrebbero rese volgari e di aver dato più risalto alla parte emotiva e sentimentale.

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Recensione di La sala da ballo di Anna Hope

Ella, una giovane donna della classe proletaria, si ritrova rinchiusa in manicomio dopo una crisi isterica dovuta alle condizioni estreme del suo lavoro in una filanda: nella struttura sono ricoverate, o meglio, tenute prigioniere, due migliaia di persone tra uomini e donne, rigorosamente separati.

Solo in occasione del ballo del venerdì sera alcuni di loro hanno la possibilità di incontrarsi e ballare insieme, anzi questa pratica è caldamente consigliata dai medici, in particolare da Charles, che ha incentivato anche l’uso della musica come terapia.

John, irlandese di poche parole ma colto e gentile, è in manicomio a causa della depressione dovuta alla morte della figlioletta e all’abbandono della moglie; il lavoro manuale gli permette di lavorare all’esterno e comincia a sognare di fuggire, finché incontra Ella e da quel momento  la sua vita viene scandita dai fugaci attimi in cui i due riescono a incontrarsi e a scambiarsi delle lettere e dei preziosissimi regali: un fiore selvatico, una piuma di rondine, parole poetiche.

Ella accoglie questa inaspettata gioia, e sembra conoscere finalmente un minimo di felicità, ma è analfabeta, e deve per forza coinvolgere Clem, un’altra paziente, nella lettura delle lettere; la gelosia di Clem, unita a un inasprirsi delle condizioni di vita dei ricoverati e alla scoperta da parte dei medici della storia tra John e Ella, porta al precipitare degli eventi, e anche se la vita avrà altri progetti per loro, sapranno fare tesoro di questi preziosi momenti.

La lettura di La sala da ballo risulta molto coinvolgente ed emozionante: la storia è scritta in modo dettagliato e ricco di descrizioni di colori, suoni, sensazioni. Anna Hope riesce a ricreare perfettamente l’atmosfera all’interno del manicomio, facendoci partecipi dei cattivi odori, del caldo terribile, della voglia di fuggire via, ma anche della delicatezza di una piuma di rondine o della leggerezza della musica.

Approfondimento

L’intreccio di La sala da ballo è molto interessante, perché i vari capitoli sono descritti dal punto di vista dei diversi protagonisti, così che il lettore riesce ad avere una panoramica delle opinioni e dei pensieri dei personaggi, stile che può richiamare quello della scrittrice Jodi Picoult.

In particolare i capitoli dal punto di vista del dottor Charles narrano molto bene il suo percorso da medico scrupoloso e sensibile a fanatico della eugenetica e della catarsi dalla corruzione, che lo portano a giudizi errati e decisioni fatali per i pazienti del manicomio.

Infatti se in un primo momento Charles sembra capire l’importanza della musica e del miglioramento delle condizioni di vita dei pazienti come terapia, poi egli cambia completamente atteggiamento: impedisce il ballo del venerdì e la lettura dei libri ai pazienti, non capisce la passione di Clem verso di lui, e anzi la spingerà verso il baratro, promuove e cerca di mettere in pratica la sterilizzazione nei pazienti.

Invece nei capitoli dal punto di vista di Ella e John sono le emozioni a farla da protagonista: prima la voglia di fuggire e la ribellione, poi la tenerezza e l’incredulità dell’innamoramento; la tensione erotica che sentiamo crescere a poco a poco coincide anche con la situazione sociale dell’epoca, in cui stavano aumentando le preoccupazioni politiche e sociali che avrebbero portato alla prima guerra mondiale.

Caos. Lo sentiva incombere al margine delle cose.

Consiglierei questo romanzo a chi ha amato le atmosfere di Follia di Patrick McGrath e di Qualcuno volò sul nido del cuculo, ma anche a chi vuole leggere una bella storia d’amore struggente e delicata, con un finale non scontato, ma sicuramente emozionante e commovente.

Elena Naldi

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