Recensione di L’inverno di Frankie Machine di Don Winslow

Potente. Se dovessi scegliere di definire l'opera di Winslow opterei senza dubbio per il termine potente. Dopo il bellissimo "Il potere del cane", la conferma dell'intensità di questo scrittore è arrivata con l'altrettanto suggestivo "l'inverno di Frankie Machine".La storia è quella di Frankie Machianno, un tempo killer al soldo della mafia californiana, così spietato da essere soprannominato Frankie Machine, la macchina. Ormai ha sessantadue anni e da tempo ha cambiato vita. E' proprietario di un negozio di esche sul molo di San Diego, ma con una figlia da mantenere all'università, una ex moglie ed una nuova fidanzata i soldi non bastano mai, così svolge anche attività di vendita di pesce e biancheria ai ristoranti ed è amministratore di un paio di condomini. Un giorno un vecchio boss gli si presenta per chiedergli un favore e Frankie non può tirarsi indietro, anche se questo significa ritornare nel giro; peccato che ci sia qualcuno che lo vuole morto, e Frankie ha poco tempo per scavare nel suo passato e scoprire di chi si tratta. Cosa fa de "l'inverno di Frankie Machine" un libro indimenticabile?Sicuramente Frankie, il protagonista, un personaggio che Winslow delinea alla perfezione. Frankie è un killer implacabile, spietato, eppure, come e forse più del Max Dembo bunkeriano, non possiamo fare a meno di amarlo. Perchè sa cosa significano l'onore e il rispetto, e quando anche dentro la Famiglia nulla è più come prima, queste due parole perdono significato, diventando "solo stronzate" lui lascia tutto e cambia vita. Quando sarà costretto ad entrare nel giro, porterà il lettore con se dentro al suo passato. Perchè la suggestione di Winslow non sta solo nei suo personaggi, sta anche nelle sue storie. E tramite Frankie veniamo a conoscenza di una vicenda torbida fatta di sesso, soldi, politica e spartizioni di città a colpi di pistola, il tutto raccontato in uno stile scarno, duro, brutale come un film di Michael Mann, che non a caso pare sia destinato a dirigerne la trasposizione cinematografica. Winslow coinvolge piano piano il lettore fino al bellissimo finale in cui tutti, ovviamente, facciamo il tifo per Frankie. Insomma, altro capolavorone di quello che ormai è un autore feticcio per chi ama il genere, assolutamente da non perdere. Twitter: newmoon35abc

Recensione di Il marchio del diavolo di Glenn Cooper

Io sono soddisfatto della mia vita. Come può vedere, sono un uomo di successo. La profezia è molto antica e riguarda in primo luogo la distruzione della chiesa. Io mi sto adoperando perché ciò accada. Se poi dovesse finire anche il mondo, be', vedremo.

Quale pauroso filo può legare le inquietanti profezie di Malachia, il folle potere di Nerone, il genio perverso di Christopher Marlowe, il fascino ambiguo del miliardario Damjen Krek? Quale segreto nascondono gli scheletri murati in una stanza nascosta dietro una parete delle catacombe di San Callisto, presenza dissacrante in quello che è un simbolo del cristianesimo?

Quale verità avrà mai intravisto Elisabetta, la giovane archeologa impegnata agli scavi delle catacombe, tanto da subire un'aggressione dove perderà la vita il fidanzato, prima vittima di un'entità crudele e ancora invisibile? Ma è proprio in quel momento che Elisabetta, per un istante, vede la forma del male. E lo ritroverà anni dopo quando, sebbene abbia scelto di indossare le vesti religiose, viene nuovamente invitata ad occuparsi di San Callisto, e sarà costretta a conoscere da vicino cosa nascondeva la misteriosa parete, mentre Roma attende che si svolga il rito antico e sacro del conclave.

Non vi rivelerò certo l'intricato e subdolo complotto che da millenni minaccia la forza della Chiesa, portando avanti una discontinua ma tenace opera di distruzione. Sappiate solo che non è stato uno scienziato un po' folle a trafugare gli scheletri di San Callisto, così come non è l'amore per la letteratura classica a rendere tanto ambita l'antica edizione riveduta del Faust di Marlowe.

Il cerchio si stringe attorno a Elisabetta e alla sua famiglia, e la storia, con il ritmo serrato di un grande thriller gotico, procede lungo piani temporali differenti e paralleli, rivelando quanto è accaduto nel passato perché si possa comprendere e giungere ad un presente assurdo e incomprensibile. Dove, sotto la magnifica volta della Cappella Sistina, sembra che la profezia di Malachia stia davvero per compiersi, o forse sarebbe meglio dire che qualcuno sta cercando di piegarla al proprio volere.

Il finale a sorpresa, addirittura quasi un'assenza di finale, lascia l'ansia del dubbio e, se Elisabetta, alla fine, sarà incerta nel scegliere tra Dio e l'amore, a noi resterà quell'incertezza che solo la presenza del male, quel male che sa nascondersi nei dettagli, radicata nel mondo, sa infondere.

È questo Il marchio del diavolo, il bellissimo e recente romanzo di Glenn Cooper, eclettico autore de La biblioteca dei morti, passato dalla scienza al cinema, alla letteratura, capace di dipingere Roma, e le sue oscure leggende, come se vi fosse davvero nato e vissuto.

abc

Recensione di Il potere del cane di Don Winslow

"I papaveri bruciano. Fiori rossi, fiamme vermiglie. Solo all'inferno, pensa Art Keller, dai fiori sboccia fuoco.Art siede su un crinale che domina la valle in fiamme. Guardare laggiù è come sbirciare in una scodella di zuppa fumante - attraverso il fumo non si vede bene, ma quella che si scorge è una scena infernale.  La guerra alla droga vista da Hieronymus Bosch."

San Diego, Messico, Cina; Don Winslow, ex detective privato, con uno stile secco, asciutto, a tratti persino cinematografico, ci racconta la guerra al narcotraffico come raramente ci è capitato di leggere, regalandoci un libro epocale, un capolavoro noir costellato di personaggi indimenticabili.

Art Keller, il Signore della frontiera; poliziotto incorruttibile, quasi un crociato,che sacrificherà tutto, rinunciando persino alla sua famiglia per combattere una guerra che non sarà mai vinta, per dare la caccia a qualcosa "che non valeva la pena di catturare".Miguel Angel Barrera, detto Tio, boss dei narcos messicani ed i nipoti Adàn e Raul che ne erediteranno l'impero. Il primo spietato e gelido uomo d'affari, la sola apparente debolezza l'amore per la figlia malata,il secondo pazzo killer sanguinario. Padre Juan Parada, sacerdote cresciuto in mezzo al popolo, potente, amato dalla sua gente e per questo temuto, disposto a tutto pur di difendere i più deboli. Nora Hayden, bellissima prostituta d'alto bordo, intelligente e spietatamente cinica, che l'incontro con Padre Parada cambierà per sempre. Sean Callan, ragazzo irlandese diventato quasi per caso killer della mafia; tutti legati a doppio filo, tutti coinvolti in una guerra dove non ci saranno vincitori.

Quelli di Il potere del cane sono personaggi da leggenda, a cui il lettore finisce irrimediabilmente con l'affezionarsi. Nel nome dell'oscura triade droga, dollari, politica dove una vita, anche quella di un bambino, vale meno del profitto, nessuna innocenza è possibile, nessuna redenzione concessa. Il racconto è brutale, spietato e colmo di infinita tristezza; ma Winslow riesce per oltre 700 pagine a tenerne le fila, regalandoci uno di quei rari romanzi da cui è difficile staccarsi.

Un libro bellissimo.

Twitter: newmoon35

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Recensione di Il tribunale delle anime di Donato Carrisi

Ci sono cose di me che non so.

Così dirà Marcus a Sandra nelle ultime pagine di questo sconvolgente romanzo, e a questo punto, lui non lo sa ma noi speriamo che non scopra mai quanto ignora di sé stesso. Sia lui che lei hanno un passato oscuro e inquietante nel quale vogliono far luce, quello di lui, spaventoso, è andato distrutto da un'arma da fuoco e riappare a frammenti nei suoi sogni, quello di lei, volutamente occultato, nasconde la causa misteriosa dell'incidente in cui suo marito David ha perso la vita.

Sandra è una fotorilevatrice della polizia scientifica, sa scomporre e ricostruire la scena di un crimine in ogni dettaglio. Per mesi ha negato a sé stessa la morte del  marito, fino al momento in cui la telefonata di un misterioso funzionario dell'Interpol la esorta ad investigare su quello che in realtà è solo il piccolo anello di una lunga e oscura serie di cruenti delitti.

Marcus è un personaggio dal fascino ambiguo, esperto cacciatore di quei dettagli dove il male si nasconde, la sacralità del suo incarico lo pone in una pericolosa e duplice posizione di giudice inquisitorio e di salvatore. La sua memoria però è andata distrutta, la sua identità perduta, egli possiede solo la consapevolezza di essere responsabile di quanto avviene lungo quella sottile linea che divide il bene dal male.

E' nei luoghi più segreti di Roma, tra opere d'arte che nascondono invocazioni e messaggi, che i destini di Sandra e Marcus si incrociano, uniti da un serial killer in punto di morte, dall'ultima sua vittima, ancora prigioniera e forse ancora viva, e da un misterioso meccanismo che, a distanza di anni o addirittura di decenni, ricongiunge le vittime e i carnefici dei crimini del passato, in modo tale da dare ai superstiti la possibilità della vendetta.

Intanto, sullo sfondo di questa inquietante storia, che si svolge in pochi giorni, si muove l'ombra di un assassino disumano e geniale, capace di mutare e di replicarsi, un'entità spaventosa e inafferrabile uscita allo scoperto nella confusione di un disastro nucleare avvenuto molto tempo prima...

Non dirò altro su Il tribunale delle anime, lo straordinario romanzo con il quale Donato Carrisi (ricordate Il suggeritore?) è tornato a terrorizzarci, scoprirete voi stessi, nel piacere quasi perverso della lettura, cosa lega un giustiziere che agisce quasi per volontà divina ad un assassino implacabile perché incapace di riconoscere il male che egli stesso continua a generare. Scoprirete cosa sia in realtà questo tribunale delle anime, capirete chi sono i custodi del male più oscuro, profondo e, forse, davvero invincibile...

Invincibile perché troppo forte, perché troppo difficile da riconoscere e da trovare... Perché, spesso, altro non è se non il lato in ombra di chi lo combatte.

abc

Recensione di Tre volte all’inferno di Cristian Borghetti

Nel bene più alto abita il male più oscuro, nella profondità del male vive il bene più prezioso: questa è la verità più nascosta.

Un consiglio: non leggete i racconti di Cristian Borgetti prima di dormire. Il rischio è quello di risvegliarvi tra le catene di un incubo tanto angosciante quanto irresistibile, un labirinto terribile e affascinante dal quale non riuscirete, né vorrete, liberarvi.

È quello che accade ai protagonisti dei tre racconti thriller/gotici contenuti in Tre volte all'inferno, dove l'atmosfera allucinata e il ritmo frammentato della scrittura ricorda vagamente la narrativa visionaria di Allan Poe. Personaggi il cui destino è segnato dalle loro stesse azioni, storie oscure e sorprendenti dove anche i lettori finiscono per perdersi come in un quadro di Escher.

I capitoli brevi accentuano la tensione di questi romanzi brevi dove la natura umana viene scissa nei suoi più profondi e terribili componenti incontrando spesso sentimenti forti e contrastanti, amore e vendetta, eros e violenza, crudeltà e nostalgia, passione e perversione, in un continuo alternarsi e fondersi di romanticismo, terrore, magia, esoterismo, avventura, tra i colpi di scena e il complicato svolgersi di un classico thriller.

C'è un assassino misterioso, spietato e perverso, un romantico e temerario ufficiale che gli dà la caccia, un folle uomo di potere che nasconde un orrendo segreto, c'è un celebre drammaturgo inseguito da un macabro incubo di morte, lussuria e follia, c'è un uomo oppresso da spaventose visioni sullo sfondo di enigmatici crimini avvenuti tra le mura di una chiesa...

Ogni scena è descritta con una nitidezza agghiacciante, dove noi ci troviamo costretti ad assistere, quasi fosse una forza oscura anche a condurre il nostro sguardo, al destino di follia e dannazione a cui sono soggetti i protagonisti. Un destino terribile come una condanna, dal quale è impossibile sfuggire o liberarsi, o forse altro non è se non quell'oscurità latente in ognuno, e spesso da ognuno persino invocata.

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