Categoria: book nomination

Book nominations: ubriachiamoci di parole

Ha fatto scalpore la nuova moda della necknomination, di cui abbiamo parlato in uno dei nostri articoli. A controbattere a questa tendenza, si insinua nel web la Book nominations. Di tutt'altro livello culturale, l'iniziativa deve la sua nascita e diffusione all'idea brillante di Diego, un ragazzo ventinovenne di Cento, in provincia di Bologna. Le regole del gioco sono esattamente le stesse: gli amici si nominano in rete, chi è stato “taggato” deve a sua volta nominare altre tre persone. Qui, però, la sfida è diversa: invece di essere obbligati a tracannare una birra in un secondo, i ragazzi devono aprire il libro che preferiscono e leggerne un passo davanti alla webcam. La book nominations ha avuto inizio con  “Soffocare”, di Chuck Palahniuk, e il brano tratto calza proprio a pennello, configurandosi come una sorta di slogan contro la necknomination: «Possiamo passare la vita a farci dire dal resto del mondo cosa siamo: sani di mente o pazzi, stinchi di santo o sessodipendenti, eroi o vittime, oppure possiamo scegliere da noi. E forse inventare qualcosa di meglio è proprio il nostro compito».

 

Book nominations: un´iniziativa per condividere cultura. Partecipiamo!

 

Neknomination-contro-le-sbornie-davanti-alla-web-cam-arriva-la-Booknomination_h_partbSfruttando il passaparola veloce ed immediato di Facebook, l'iniziativa di Book nominations è partita da Bologna e si è diramata in tutta Italia, raggiungendo anche Spagna e America, coinvolgendo persone che hanno dai 16 ai 36 anni. Un segnale positivo che ci fa piacere, perché questo tipo di attività può portare ad avvicinare alla lettura in modo vivace e creativo, aiutando la diffusione e la conoscenza di autori, stimolando la curiosità di chi ascolta e magari il desiderio di mettersi in gioco. Ci fa piacere perché per una volta il gruppo dei coetanei non appare nei media come quello che trascina verso condotte pericolose, ma come una risorsa capace di sfruttare gli effetti positivi del social network, confermando che, non è non è il mezzo ad essere negativo o positivo, ma l’uso che se ne fa. Inoltre, perché la lettura, come tutte le attività di tipo culturale, rappresenta un fattore protettivo rispetto alla messa in atto di condotte a rischio in età adolescenziale.

Di fronte all'entusiasmo raccolto nel web, Diego afferma:

«Quando ho iniziato a vedere girare le neknomination, mi ha colpito la tristezza di vedere ragazzi che si seccavano delle Peroni da 66 in casa da soli, mi dispiaceva fossero obbligati a farlo. Allora ho voluto accettare la sfida e rilanciare con qualcosa che a mio parere fosse più difficile. Bere una birra non è complicato, riprendersi mentre si legge è più imbarazzante» e io non posso che dargli ragione.

Concludo con le parole di Daniel Pennac, che scrive:

«Quel che abbiamo letto di più bello lo dobbiamo quasi sempre a una persona cara. Ed è a una persona cara che subito ne parleremo. Forse proprio perché la peculiarità del sentimento, come del desiderio di leggere, è il fatto di preferire. Amare vuol dire, in ultima analisi, far dono delle nostre preferenze a coloro che preferiamo. E queste preferenze condivise popolano l'invisibile cittadella della nostra libertà. Noi siamo abitati da libri e da amici.»

Quindi ubriachiamoci di libri e parole con Book nominations, e condividiamo questo sentimento con i nostri amici, anche solo per qualche secondo.

Fonte: Repubblica

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