Quelli che sono contrari a' La grande bellezza
STAI LEGGENDO:

Quelli che sono contrari a’ La grande bellez...

Quelli che sono contrari a’ La grande bellezza

Dottore commercialista di Napoli del 1982, con la passione per la lettura e la scrittura. Ha scritto due romanzi e colleziona utopie e contraddizioni. Sostenitore del Tony Pisapia pensiero: "A vita è na strunzata".

  1. Benito

    5 marzo

    Cara Susanna,
    questa volta qualche elemento, seppur in maniera arrogante e saccente l’hai tirato fuori. Si possono avere opinioni discordanti è questo è naturale che avvenga, ma il modo e il come le si manifesta tante volte fa la differenza.

    Francesco Rosi afferma che la cultura cinematografica ce l’hanno gli infermieri e le guardie notturne, perché i film più colti vengono proiettati solo di notte. Forse sarebbe stato il caso di trasmettere il film La grande bellezza in seconda serata, lontana dalle lasagne,dal vino, dai sanguinacci, e dai tanti bla bla bla…perchè al tuo coro si sono uniti in tanti mio malgrado.

    La grande bellezza è’ un film complesso, profondo, denso di situazioni, atmosfere e poesia. Il film di Sorrentino non è per chi ama i film. La grande bellezza è il film per chi ama il cinema.

    Vorrei tanto spiegarti tutti i passaggi del film che non hai capito, ma rischierei di essere più lungo dell’articolo scritto. Che poi è chiaro dai tuoi interventi che sei Romana (magari mi sbaglierò ma non credo) e sei risentita dal fatto che a raccontare Roma l’abbia fatto uno che non è di quella città. In realtà ti dovrei anche spiegare che il film parla di un decadimento morale che è proprio di tutta la nostra nazione, e che contro il mal di stare al mondo l’unico antitodo è la leggerezza. Quella stessa leggerezza che permette a tutti di dare fiato alle trombe. Viva la libertà di opinioni…

  2. Susanna

    4 marzo

    Sarà pure un momento storico in cui si criticano cose a caso giusto per il gusto di criticare, ma è anche un momento storico in cui si elogiano cose senza senso col pretesto che sia arte.

    Che cos’hanno di bello la sceneggiatura e i personaggi?
    La sceneggiatura è lineare, poteva essere condensata in poco più di un’ora, un’ora e mezza, ma Sorrentino allunga il brodo con scene francamente inutili e stupide. I minuti iniziali del film, quella dei turisti cinesi o giapponesi non ha alcun nesso con il resto del film, la scena in cui Jep si reca alla cappelletta nella quale la donna cerca la bambina non ha alcun senso oltre a quello di fare una marchetta ai Beni Culturali che hanno finanziato il film (così come il Colosseo), la scena dei fenicotteri non è surrale, è insensata. E questi sono solo i casi più macroscopici che mi sono rimasti in mente perché più pacchiani, non ho sinceramente la voglia di rivedermi quella roba per citare altro.
    In generale, comunque, il film alterna scene che sono solamente squallide (devo per forza descrivere i dieci minuti iniziali della festa per il compleanno di Jep o lo spogliarello della Ferilli?) a scene senza senso, di modo che qualche gonzo possa esclamare “Quale scena onirica, quale surrealismo!” (i sopracitati fenicotteri spuntati dal nulla).
    A mio avviso, l’unico personaggio con un certo spessore è quello interpretato da Verdone, perché è l’unico che ha uno sviluppo. Francamente, io non ho capito Jep, non ho trovato (o non ho capito io) questo personaggio, la sua funzione e il suo sviluppo. Mi è parso un personaggio svogliato, senza caratteristiche che si trascina per tutto il film senza scopo. Non ho capito quali siano i motivi che hanno spinto Sorrentino a scegliere lui come protagonista. Era scrittore, ma quarant’anni prima, ora è un semplice giornalistucolo da quattro soldi; nel frattempo, va a dire di non voler essere l’anima delle feste, ma di volerle rovinare, ma non fa mai nulla per dimostrare questa sua frase.
    E vogliamo parlare dell’insensatezza del fatto che Ramona sia viva fino al momento prima e un momento dopo è morta (e se non ricordo male, non si dice nemmeno come sia morta, semplicemente viene eliminata senza troppi complimenti)?

    Messaggio del cinema. C’è la critica all’arte contemporanea, che poteva essere sviluppato nel corso di tutto il film (come confronto fra arte contemporanea caciarona e bellezze archeologiche), ma Sorrentino si limita a un paio di scene senza approfondirle. C’è la critica alla ricerca di bellezza artificiale a tutti i costi, ma Sorrentino si limita a inserire la scena della fila di persone che vanno a fare le iniezioni (di botulino?). C’è una critica a chi lucra sulle figure di santi (mi viene da pensare a Don Bosco, Madre Teresa o Padre Pio) e forse è il nucleo sviluppato nella maniera meno peggiore, ma la figura della santa mi ha lasciata quantomeno perplessa: fare una persona normale no, eh?

    Ho trovato questo film sopravvalutato: poteva essere potenzialmente un buon film, ma Sorrentino mette tanta carne al fuoco, non svolge nessun tema approfondendolo in maniera adeguata, ma lancia qualche idea senza svilupparla e la alterna a qualche buona ripresa dei monumenti romani e scene francamente sensa senso (sì, i fenicotteri mi hanno proprio fatta piangere per la loro insensatezza all’interno del film) e ci aggiunge scene e costumi pacchiani (vedi la Ferilli e il suo mantello blu da Conte Dracula).

    E comunque non ho detto che sia piaciuto solo agli Statunitensi, ho detto che agli Statunitensi è piaciuto perché ha tante scene pacchiane. In ogni caso, credo di capire perché sia piaciuto all’estero: ha tante buone riprese dei monumenti di Roma, c’è una fotografia se non buona, quantomeno accettabile, un paio di personaggi e qualche buona scena. In più non so quanto gli stranieri sappiano chi siano personaggi come Verdone o la Ferilli (e vogliamo parlare della marchetta di Venditti?). E, al di fuori di polemica, mi piacerebbe sapere quali sono stati i criteri di scelta dei critici che lo hanno premiato, visto che certe scelte in ambito di questi grandi festival mi paiono incomprensibili (Kubrick con 14 nomination e un unico premio minore vinto, mentre La Grande Bellezza ha trionfato. Bah)

  3. Tamara Lusardi

    1 marzo

    L’Italia è pacchiana, il jet-set è pacchiano, l’incapacità di fermarsi è pacchiana… Il film è delicato e potente allo stesso tempo, la fotografia perfetta… La bellezza l’ho vista proprio nel contrasto tra il rumore della festa totale e a tutti i costi e la negazione sottile che traspare nelle parole del protagonista. Poi alcune immagini oniriche, surreali, come le donne che giocano a carte, la morte, che compare più volte, i fenicotteri che volano via… Sublime, per me.

  4. Benito

    1 marzo

    Non mi stupisco del tuo commento. Siamo in tempi in cui si perde la maggior parte del tempo a criticare. E molte volte lo si fa giusto per il gusto di farlo. Tuttavia, quando si parla di arte la critica dovrebbe basarsi su dei contenuti.

    Cosa non ti è’ piaciuto non ce l’hai detto.

    La scenografica? Impossibile!
    La sceneggiatura? Vedi sopra!
    I messaggi che il film lancia? Su questo si potrebbe discutere, ma tu non l’hai fatto.

    Inoltre dici che è’ piaciuto solo negli Stati Uniti. Ti ricordo che il capolavoro in questione ha vinto anche il Golden Globe e a Cannes gli hanno tributato 9 minuti di applausi.

  5. Susanna

    1 marzo

    Fosse almeno un bel film, ma non è nemmeno bello, è solo candidato agli Oscar.
    Diciamocelo: questo film piace agli Statunitensi solo perché è pacchiano (cosa ben diversa dalla bellezza, termine ormai abusato e svuotato di significato): se c’è qualcosa di bello è solo per la bellezza di certi colori e dei monumenti che compaiono in certe scene, non per la storia in sè o per i personaggi (che sono pure piuttosto tristi).
    Per piacere, piantiamola di pubblicizzare roba mediocre solo perché “è opera italiana, quindi dobbiamo sempre essere patriottici”. Iniziamo ad apprezzare e pubblicizzare cose che siano veramente belle indipendentemente dal dove provengono e non per triste campanilismo, grazie.

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

INSTAGRAM
In lettura...
Seguici anche su...