Titolo: Mai avuto una famigliaAutore: Bill Clegg
Pubblicato da Bompiani - Maggio 2016
Pagine: 242 - Genere: Narrativa Contemporanea
Formato disponibile: Brossura
Collana: Narratori stranieri
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June Raid รจ la sola sopravvissuta a un terribile incendio nel quale hanno perso la vita la figlia, il fidanzato di questa, il suo ex marito ed il suo nuovo giovane compagno. Devastata dal dolore, June parte in un viaggio alle cieca alla ricerca di brandelli di se stessa, un viaggio che la condurrร fino ad un motel sulle rive dell'oceano, dove la figlia ed il suo fidanzato si erano promessi amore.

Perchรฉ ha sempre imparato le lezioni piรน importanti solo alla velocitร di un dolore enorme?
In una notte terribile, June perde tutto. Mentre tutto รจ pronto per le nozze della figlia, le fiamme di un incendio divorano la sua casa e tutti gli affetti piรน cari; le fiamme si portano via, insieme alle decorazioni per la festa nuziale, la sua esistenza lasciandola devastata da un dolore immane, troppo grande persino per parlarne.
E June parte, senza parole, senza valigie, senza meta, brancola nel buio del suo cuore, annaspa nei ricordi, rotola nella disperazione che acceca e annienta; parte per un viaggio senza meta e senza ragione, accompagnata solo dal rumore sordo della sofferenza.
Accanto a June, si stringono tante voci, tanti dolori diversi, tante perdite; tanti volti che raccontano la solitudine, la disperazione, il rancore, il dolore. ร una comunitร intera che si racconta tra le pagine del libro, ognuno con la sua veritร , ognuno con il suo antidoto per sopravvivere.
Troviamo la voce di Lydia, una โElisabeth Taylor di paeseโ, che si porta dietro il peso di scelte sbagliate, di amori troppo fragili per resistere agli urti della vita; ci sono Rebecca e Kelly, che hanno trovato un pezzettino di felicitร e lo hanno nascosto nel loro motel; cโรจ Cissy, spalle larghe e cuore buono, e un termos di zuppa per curare il dolore.
Dietro le tante voci che animano Mai avuto famiglia cโรจ un dolore sordo, persistente e tenace, uno strazio denso come melassa che si appiccica addosso e annienta, che sfuma i contorni e lascia le mani vuote.
Il lettore conosce sin dalle prime pagine la storia, non si aspetta colpi di scena perchรฉ sa bene qual รจ il finale che lo attende; ma voce dopo voce, tassello dopo tassello, aiutato da una prosa lirica e limpida, impara a trasformare il dolore in ricordo, e il ricordo in nostalgia, ed infine la nostalgia nel perdono; impariamo, con June e Lydia, a riconoscere il dolore, a non ignorarlo, a masticarlo e spezzarlo e ridurlo in poltiglia, fino a che quasi non fa piรน male.
Mai avuto una famiglia รจ un romanzo corale e doloroso, senza riscatto, perchรฉ da un dolore cosรฌ grande come la perdita della propria famiglia, non si torna piรน indietro; ma allo stesso tempo รจ il racconto del perdono, verso se stessi, per essere sopravvissuti alla tragedia, per non aver detto o fatto abbastanza, per esserci lasciati sfuggire la vita tra le mani in attesa di tempi migliori, ignari che questi non sarebbero mai arrivati.
ร soprattutto un romanzo di speranza, perchรฉ รจ vero che al dolore si sopravvive, acciaccati e stravolti, si riprende comunque il cammino, a fare la nostra parte, e zoppicando andiamo avanti.
Approfondimento
I tanti personaggi che compongono Mai avuto una famiglia ci raccontano, ognuno a modo suo, il dolore, e lo fanno in maniera schietta, senza tentare di addolcire o nascondere il dramma in cui tutti sono coinvolti. Ed รจ proprio il modo in cui ciascuno percepisce il dolore a caratterizzare i personaggi, dei quali non abbiamo quasi descrizioni fisiche, ma sono solo voci, emozioni, parole sussurrate.
E su tante parole, cโรจ un suono di speranza, cโรจ unโarmonia di ripartenza, di nuovi iniziโฆ.ed il rumore delle onde, lโarmonia dellโoceano che arriva sino a June e la riporta in vita.
E gente nuova verrร e scenderร alla spiaggia, al vasto oceano. Saranno innamorati, o saranno smarriti, e non avranno parole. E le onde suoneranno per loro comโรจ stato per noi la prima volta che le abbiamo sentiteโ
E per quanto sia forte il nostro dolore, June ci invita e ci spinge a sentire ancora la voce delle onde.
Romina Celani
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