Recensione di Ogni volta che mi baci muore un nazista di Guido Catalano

Nella raccolta di poesie Ogni volta che mi baci muore un nazista ce ne sono per tutte le occasioni: quelle da leggere da soli la sera, accoccolati sotto il piumone, quelle da declamare a voce alta, quelle per fare colpo sulla persona che ti piace, quelle per chi sogna labbra lontane. Ci sono poesie per chi è stato mollato e per chi, più modestamente, aspetta soltanto di far bollire le carote. Ci sono fidanzate vecchie e nuove, sbronze sotto la luna, invasioni di zombie. Ma anche tanta vita quotidiana: l’ispirazione che non arriva, i black-out estivi e un mondo di rondini, muratori e passanti ubriachi che si fa beffe del poeta al lavoro. Di nazisti, invece, non ce n’è nemmeno uno: il tasso di baci presente in queste pagine non l’avrebbe consentito.

In Ogni volta che mi baci muore un nazista Guido Catalano porta il lettore all'interno del suo mondo di poesie. I temi trattati sono diversi, ripresi e ripetuti in varie poesie. Sicuramente si tratta di un libro di poesie che si discosta molto, moltissimo dai canoni tradizionali di "libro di poesie". Anche le poesie stesse che si trovano all'interno non hanno nulla a che fare con le solite poesie conosciute dai più, insomma, questo libro non credo lo si possa mai trovare a scuola nella lista dei libri obbligatori da leggere che ci mette sotto il naso il professore il secondo giorno di scuola. Per rendervi l'idea, non ci sono rime baciate, concatenate o simili, non ci sono metafore, similitudini, ossimori ed iperbole.

Ci sono poesie d'amore, poesie di "fine rapporto" (definite così proprio da Catalano), ci sono poesie allegre e poesie tristi, ci sono poesie che parlano di donne e poesie formate da dialoghi. L'autore scrive che ci sono 144 poesie bellissime, in realtà non sono 144 ma di più, semplicemente piaceva il numero 144.

Approfondimento

Il 99% di queste poesie mi hanno trasmesso poco e il restante 1% mi ha semplicemente fatto sorridere, che è già qualcosa, è vero, ma da "un libro di poesie" di cui "144 poesie bellissime" mi aspettavo altro, forse qualcosa in più.

Lo stile utilizzato è molto semplice; non ci sono termini ostici, non c'è un linguaggio ricercato, le parolacce sono pure molte, troppe, e se questo voleva forse far trasmettere l'emozione del momento, beh, a me ha trasmesso, a un certo punto, solo fastidio e le ho trovate molto forzate. (Non voglio sembrare bacchettona, non lo sono, ho anch'io un linguaggio scurrile certe volte ma qui l'ho trovato esagerato).

Badate bene, se Ogni volta che mi baci muore un nazista non mi è piaciuto non è semplicemente colpa dello stile, non mi aspettavo poesie in stile Leopardi, ma che mi trasmettessero qualcosa in più. I temi in alcuni casi sono importanti ma trattati in modo, a mio avviso, banale, semplice, scontato. Ad esempio, nelle poesie d'amore pensavo di trovare (così come in tutto il libro) dei pensieri più profondi, invece ho trovato che non dicessero nulla di nuovo. Certo, lo stile è sicuramente originale, ma a livello di significato non mi ha colpito.

All'interno della raccolta ci sono inoltre delle piccole illustrazioni, molto minimali, che si accompagnano appunto ad alcune poesie. Questa l'ho trovata un'idea originale e carina, che dà sicuramente un tocco in più al libro.

Essendo un libro di poesie, Ogni volta che mi baci muore un nazista ha il pregio di poter essere letto in momenti diversi, anche in contemporanea alla lettura di un altro libro; può essere letto partendo dall'inizio o partendo dalla fine o seguendo un ordine puramente casuale e ovviamente può essere centellinato, giorno per giorno. Io ho optato proprio per questa modalità, leggevo una decina di poesie al giorno perché inizialmente pensavo che avrei dovuto darmi del tempo per metabolizzare il messaggio trasmesso da Guido Catalano; in realtà poi, rendendomi conto che non dovevo metabolizzare nulla, ho mantenuto questa modalità semplicemente perché avrei potuto finire in un'ora un libro di poesie che comunque non mi piaceva per cui ho preferito centellinare la frustrazione della lettura!

Raramente sconsiglio una lettura, perché sono convinta che un libro che non piace a me possa comunque trovare altre dieci persone a cui invece piace, per cui, se volete cimentarvi nella lettura di un libro di poesie che non hanno nulla a che vedere con le poesie classiche studiate per lo più a scuola potete leggere Ogni volta che mi baci muore un nazista!

Erika

abc

Recensione di D’amore si muore ma io no di Guido Catalano

La tecnica migliore del mondo si chiama “l’avviso di bacio”. Il quando, insomma, hai tu da deciderlo. Al limite ti prendi un pugno.

La storia di D’amore si muore ma io no ruota intorno al timido Giacomo, poeta semiprofessionista part-time e ipocondriaco cronico di rare fobie, e della sua ricerca dell’amore delle favole. I suoi reading, le sue insicurezze e la sua passione per i baci lo porteranno a innamorarsi di Agata, bellissima studiosa di ragni, a confidare le sue pene alla pazza amica Francesca, assunta in un negozio per cani viziati e dipendente dagli ansiolitici, e a tutta una serie di personaggi, reali e immaginari, che animano la sua vita.

La storia è attraversata e si mescola a discorsi semi-seri con la madre ultracorpo (secondo lui posseduta da un alieno) che non dorme mai, con Tonio Cartonio del Fantabosco e la cassiera troppo magra del supermercato sotto casa, con il collega del lavoro per cui usi solo un decimo del tuo cervello, con il sesso e la posta del Colon tenuta online, con le ex fidanzate e il parlare da solo sotto alla sciarpa, con il bulgaro Todor e i suoi proverbi, con i film e le pizze surgelate. Capo saldo del racconto sono soprattutto le donne, l’amata Agata, ma anche tutte quelle che sono entrate e uscite dalla sua vita in passato e nel recente presente. Un protagonista che afferma che potrebbe bastare solo un gatto, ma che poi perde la testa per le forme femminili, cantore di amori e sentimenti fiabeschi che poi viene rapito da fanciulle sui tacchi alti, nonostante la sua piccola statura. Una storia fatta di paure, di realtà che sembrano troppo belle per essere vere, di errori fatti sapendo di sbagliare, di dialoghi dolcissimi, ironici e paradossali al tempo stesso. Giacomo e Agata avranno un lieto fine?

Guido Catalano si rivolge direttamente al lettore, lo coinvolge nella vicenda, ne chiede a tratti l’opinione personale. Le frasi lunghissime fanno da specchio ai capitoli di pochissime pagine. Trattieni il riso, rifletti sulle tue esperienze amorose, senti il sapore dei baci e della neve sulla pelle in una grigia Torino attraversata in bici.

Abbiamo tutti le medesime paure, ma non smettiamo di sognare di trovare quell’amore capace di non farci dormire la notte. Lettura divertente, ironica, poco impegnativa nonostante affronti uno dei temi cardine della nostra vita: l’Amore.

 
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Approfondimento

Leggere D’amore si muore, ma io no è come sedersi a un bar con Giacomo, chiacchierare con un amico della nostra vita davanti ad un Negroni e a un caffè. Veniamo catapultati nel suo mondo, nei suoi pensieri e, in un attimo ci ritroviamo nel suo appartamento minuscolo a mangiare la pizza surgelata, a ridere delle sue paure e a condividere la sua passione per l’amore, a sgridarlo per le sue cazzate e a tifare per lui per tutto il finale. Menzione d’onore per la mini Agata, piccola donna che racchiude la forza di Hulk.

“Sì, e io ti piaccio?” “Molto.” “Quanto?” “Come la lama della ghigliottina che si inceppa al condannato a morte.”

CinziaV

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