Recensione di Rivergination di Luciana Littizzetto

In Rivergination Luciana Littizzetto parla di uomini e di donne, della vita di coppia, della società, dei vizi e delle virtù degli italiani, in maniera ironica e ilare. Si comincia con gli uomini e di come li vedono le donne quando indossano i boxer, gli slip o i parigamba. Si continua parlando dei loro piedi e del perché emanino sempre quel certo odorino pungente, della loro abitudine di non tirare mai lo sciacquone quando vanno in bagno, dei loro tremendi alluci capaci di bucare decine di calzini dopo poche volte che li hanno indossati, del loro vizio di toccarsi sempre i gioielli di famiglia, della loro condanna alla calvizie con relativi tentativi di camuffamento. Si continua nel dissertare del nuovo contraccettivo anche per lui “il pillolo”, del preservativo con la suoneria incorporata, del maschio quando va al mercato a fare la spesa.

Si passa poi a parlare delle donne e della loro fissa di rimanere sempre giovani e attraenti e di sottoporsi, per questo, alle peggiori torture, come la nuova pratica di rifarsi l'imene dal chirurgo nel tentativo, purtroppo unico, di riprovare il brivido della prima volta. Per non parlare poi della bravura che le donne hanno nel simulare l'orgasmo e nel far sentire il proprio lui così maschio, c'è da rimanere sbalordire dal grado di perfezione raggiunto nella finzione. Le donne cercano di difendersi con le unghie e con i denti anche nella società, in cui non sono considerate alla pari degli uomini. Sul lavoro vengono pagate meno dei colleghi anche se fanno lo stesso lavoro, in politica sono così poche che si possono contare sulle dita di una mano, e anche la legge non le difende abbastanza considerando, per esempio, lo stupro meno grave se per la donna non è la prima volta, come se fosse un problema di numeri. Per non parlare poi dei salti mortali che la donna deve fare per far quadrare il bilancio familiare quando va a fare la spesa, più che dall'ortolano sembra che va dal gioielliere, tanto i prezzi sono esagerati. E poi, povera donna, sempre a farsi in quattro per tenere dietro alla casa, ai figli, al marito, alla cucina che anche per fare un uovo in camicia è una faticata e la colf poi, che dire della colf, che ti rovina la casa e il bucato e alla fine la devi pagare e le devi versare anche i contributi. Si potrà consolare comprando dei fiori, sì ma non dei crisantemi da portare al cimitero perché, per comprare quelli, dovrà accendere un mutuo.

Approfondimento

Luciana Littizzetto è bravissima ad affrontare tematiche anche molto serie con ironia e sagacia. Leggendo Rivergination sembra di trovarsi fra amiche a parlare un po' di tutto facendosi delle sane risate. Alla fine si percepisce che le angosce, le paure, i pensieri, sono diventati più leggeri, meno opprimenti forse perché sono stati condivisi con gli altri e affrontati senza troppi filtri e senza prendersi troppo sul serio. Comunque, di questo libro è quasi impossibile fare il riassunto, bisogna leggerlo tutto per goderne perché è come una bella barzelletta, se la spieghi la sciupi.

Punto Fermo

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