Recensione di Tre metri sopra il cielo di Federico Moccia

Step e Babi...

Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare di Tre metri sopra il cielo. Oppure chi non ha mai visto un fotogramma del film… Lo sapevo, tutti abbiamo sentito parlare di questa storia, almeno una volta nella vita.

Quindi tutti noi sappiamo che Step è il tipico ragazzo ribelle, sempre incavolato con il mondo intero, in questo caso perché la madre lo ha abbandonato per seguire il suo nuovo amore. Però è leale verso gli amici, infatti fa di tutto per aiutare il suo amico Pollo nella difficile vita di tutti i giorni. Purtroppo quest’ultimo rimane ucciso in una gara fra moto, proprio quando aveva trovato l’amore con Pallina. Pallina, la migliore amica di Babi, la ragazza che sin dall’inizio odia Step con tutte le proprie forze. Salvo poi per innamorarsene, fare di tutto per stare con lui per poi lasciarlo alla fine per le solite incomprensioni giovanili e mettersi con un bravo ragazzo ricco, molto più consono al suo status sociale.

Tutto qui, quindi? Per ora sì, la seconda parte è rimandata al seguito, “Ho voglia di te”.

3MSC è un ritratto sociale di un paio di lustri fa, ragazzi firmati da capo a piedi, gare in motocicletta, guai con la giustizia… Una sorta di ribellione vista attraverso gli occhi di un ribelle che alla fine poi tanto ribelle non è, una storia d’amore tormentata che cerca il lieto fine e che forse non lo troverà…

Federico Moccia deve la sua fama a questo libro e alla fantomatica leggenda della sua divulgazione attraverso fotocopie. Fama meritata? Ai lettori l’ardua sentenza… Se volete una storia d’amore tormentata, fatevi sotto. Se siete cresciuti con Liala, Levy o Musso, forse questo libro non farà breccia nel vostro cuore come invece ha fatto con migliaia di ragazzini. Da leggere e valutare.

Roberto Baldini

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