Categoria: Beate noi

Recensione di Beate noi di Amy Bloom

Eva cresce negli anni Trenta del Novecento con una madre anaffettiva e un padre all'apparenza meraviglioso, che però compare solo ogni tanto: situazione che a lei appare del tutto normale. Improvvisamente viene caricata in macchina dalla madre e letteralmente abbandonata, con una valigia, davanti alla casa dove il padre vive con la figlia Iris. È un inizio straniante, che ci catapulta all'interno di una dimensione narrativa nella quale i punti di vista e le vicende si accavallano: Amy Bloom affida a Eva il compito di raccontare la storia in prima persona, ma grazie ad alcune lettere di altri personaggi otteniamo un quadro più completo e smascheriamo alcune bugie o mezze verità.

Il ritmo di narrazione di Beate noi è serrato e ci tiene avvinti fino al finale che – lo anticipo ora – è in meraviglioso contrasto con resto della vicenda, e ci fa chiudere il libro con un sospiro di serenità.

Una volta a casa di suo padre, Eva si accorge ben presto che lui non è quella persona meravigliosa che il loro bizzarro e discontinuo rapporto le aveva fatto credere e insieme a Iris, che sogna di fare l'attrice, parte alla volta di Hollywood. Dopo una breve parentesi nella quale sembra filare tutto per il verso giusto, la sfortuna si abbatte nuovamente sulle due sorelle, che al termine di una serie di vicissitudini si ritroveranno di nuovo in compagnia del padre, e di un truccatore omosessuale che non le abbandonerà mai più e farà del suo meglio per proteggerle.

Eva e Iris nel loro percorso incontreranno ancora tantissime persone, con le quali stringeranno le relazioni più strane che possiamo immaginare, al limite del grottesco.

Mentre Iris continuerà a guadagnarsi da vivere facendo piccole parti per il cinema, prima di abbandonare il resto della “famiglia” per un periodo abbastanza lungo, Eva diventerà adulta da sola, alla perenne ricerca di un modo per affermarsi e per guadagnarsi da vivere, soprattutto quando si troverà ad avere la responsabilità di un ragazzino al quale deve fare da madre, proprio nel momento in cui si accorge di essere lei la prima ad avere un disperato bisogno di una madre.

Sullo sfondo della vicenda c'è la guerra e le conseguenze dell'Olocausto, visti attraverso gli occhi di Gus, americano di origine tedesca che viene accusato – del tutto ingiustamente – di essere una spia della Germania: Gus tornerà, e con il suo ritorno si chiuderà il cerchio, si compirà quello che il lettore si aspetta da metà romanzo in avanti.

 
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Approfondimento

Il tema centrale di Beate noi è il rapporto tra Iris ed Eva, queste due sorelle unite da un legame unico, che nasce per necessità e si sviluppa grazie all'affetto. Inizialmente Eva ha bisogno di Iris per sopravvivere: è troppo piccola per cavarsela da sola e le manca la determinazione necessaria.

Successivamente sarà Eva a occuparsi di Iris, aiutandola a raggiungere cioè che desidera, senza porsi scrupoli di natura morale. In questo romanzo il confine tra ciò il bene e il male sembra non esistere: Amy Bloom ci racconta la vicenda, e noi ci riflettiamo sopra. E arrivati all'ultima pagina ci rallegriamo per Eva e Iris che hanno trovato – forse – la pace, e non ci curiamo dei mezzi attraverso i quali l'hanno raggiunta. Al lettore l'arduo compito di individuare la “sua” sorella preferita.

abc

Beate noi di Amy Bloom

Dal 23 giugno in libreria

È annunciata per la prossima settimana l’uscita di Beate noi, il nuovo, attesissimo romanzo di Amy Bloom edito da Fazi. Con una narrazione vibrante dal sapore picaresco, dove nessun risvolto è mai il più semplice e nessun personaggio è davvero ciò che sembra, Amy Bloom in Beate noi ci mostra come l’affetto tra sorelle sia salvifico anche quando la sfortuna è devastante, così come l’estro resti la carta fondamentale per sopravvivere in un mondo come questo, imperfetto ma bello.

America, anni Quaranta. Due sorellastre, Eva, schiva dodicenne abbandonata dalla madre, e Iris, ragazza fascinosa, cinica e aspirante attrice, si ritrovano inaspettatamente a convivere sotto lo stesso tetto: quello del padre Edgar, ex insegnante di letteratura inglese e vedovo da poco. Dopo l’inizio complicato, tra le due s’instaura un profondo affetto e insieme decidono di partire alla volta di Hollywood, dove Iris spera di lavorare nel mondo dello spettacolo. La ragazza piace e il lavoro non manca, ma tutto precipita quando, a una festa per sole donne, ad accorgersi di lei sarà la bellissima Rose Sawyer, attrice sulla cresta dell’onda, che diventa la sua amante: i paparazzi però sono dietro l’angolo e, in un paese dove aleggia ancora lo spettro del proibizionismo, è importante che la relazione non venga allo scoperto. Così Iris ed Eva sono costrette a fuggire a New York, dove devono inventarsi una nuova vita. Ma anche qui le insidie sono imminenti. In un’esistenza governata dal caso, tra riavvicinamenti col padre squattrinato, incendi, incarcerazioni, cartomanzia e rapimenti di bambini, le due ragazze cercheranno la loro strada senza perdere mai il sorriso. Sullo sfondo, i discorsi di Roosevelt, la seconda guerra mondiale e il jazz.

«Un libro davvero notevole. Non si trovano spesso romanzi di questa portata, colmi di personaggi tracciati con precisione chirurgica, un misto di commedia e tragedia che sconfina nel miracoloso, e frasi che dovrebbero stare in un museo delle frasi. Amy Bloom è sicuramente una delle scrittrici più importanti del momento, e sono certo che diventerà sempre più famosa. Scrive in modo meraviglioso e ha una visione sorprendente dell’amore, del dolore, della gioia, di ogni atto ed emozione umani significativi. Per me è il Čechov d’America». - Michael Cunningham

«Una grande scrittrice. Una delle voci letterarie più uniche e più importanti d’America». - Colum McCann

«Un libro pieno di sorprese: si apre con un attacco fenomenale e si conclude con un’immagine squisitamente risolutrice. Non saprete in che direzione vi sta portando fino a quando, improvvisamente, non vi ci troverete. Un libro vibrante, che racconta di persone di ogni genere che vivono vite di ogni genere». - The New York Times

«Se l’America ha un Victor Hugo, è Amy Bloom. Sono pochi, oggi, gli scrittori americani in grado di tenere il filo di una storia come questa in modo tanto riuscito». - The Washington Post

Amy Bloom, nata nel 1953, è autrice di tre romanzi, un libro per bambini e una raccolta di saggi. Scrittrice bestseller, è anche molto apprezzata dalla critica: è stata finalista al National Book Award e i suoi racconti sono apparsi su «The New Yorker», «The New York Times Magazine», «The Atlantic Monthly». Vive in Connecticut e insegna scrittura creativa alla Wesleyan University.

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