Categoria: beaton

Recensione di Jane la bruttina di M. C. Beaton

808 una nebbia fitta avvolge la città intera e penetra nella vita già tanto grigia e miserabile dei domestici di una delle tante dimore di proprietà del decimo Duca di Pelham. La sontuosa dimora al 67 Clarges Street non riusciva da anni più ad essere affittata perché ritenuta "iellata" a causa della morte del nono Duca di Pelham e di una serie di strani avvenimenti. Il maggiordomo Rainbird, il cuoco scozzese Angus MacGregor, la governante Mrs Middleton, le cameriere Jennie e Alice, il valletto Joseph e gli sguatteri Lizzie e Dave vivono in questa dimora da anni in assoluta povertà, contando sulle ricche mance dei possibili inquilini. E gli inquilini finalmente quell'anno giungono: Mrs e Mr Hart con le figlie Jane e Euphemia. Tanto scialba, piccola, bruna ma con maggior forza di carattere e dalla natura indomita, l'una; tanto bella, alta, bionda, ma altezzosa e persino a volte isterica, l'altra. Gli Hart arrivano a Londra proprio per la Stagione, quel periodo dell'anno da marzo a giugno, quando l'alta società inglese organizza feste da ballo e combina matrimoni tra i propri rampolli.

Il destino sembrerebbe lasciare Jane a casa sola, intenta a seguire le orme della misteriosa morte di un'ex inquilina del numero 67, Miss Clara Vere-Baxton, e portare invece Eufemia a flirtare e civettare con un marchese alle feste di ballo organizzate dal buon vicinato. Ma Jane Austen/Jane Eyre, e la miglior letteratura inglese di genere, "the novel of manners" ci insegna in tal senso, e Jane la bruttina, truccata e ben vestita, rivede in una rout, l'affascinante Sir Rupert Tregarthan, il suo primo e unico amore, adocchiato la prima volta durante un incontro di pugilato all'età di dieci anni. Sir Tregarth decide di darle una mano a risolvere lo strano caso di Miss Clara, perché questo lo diverte farlo, perché ha bisogno di qualcosa che lo distragga dalla noia della Stagione e, soprattutto, perché quella ragazza di provincia lo intriga.

Eufemia invece non riceverà mai quella tanto agognata richiesta di matrimonio da parte del marchese Berry. A sostenere Jane tutto lo staff, una vera e propria famiglia, del 67 Clarges Street.Tra di loro storie d' amore che finiscono bene, come quello tra la dolcissima Lisa, la sguattera, e il volubile Joseph, il valletto, o che hanno un finale dal retrogusto amaro come quella tra l'imperscrutabile maggiodomo, Mr. Rainbird e l'affascinante cameriera francese di Mrs. Hart, Felicita. Scritto in maniera brillante, l'ultimo romanzo della Beaton è una piacevolissima lettura in particolar modo per chi come me ama i romanzi inglesi di ambiente e di costume.

 

Approfondimento

"Jane la bruttina " è il secondo libro della serie che M. C. Beaton ha scritto e che ruota intorno allo staff del 67 Clarges Street e a un'altra Stagione, tutto avviene esattamente infatti un anno dopo gli eventi raccontati in "L'avaro di Mayfair". M. C. Beaton, vero nome Marion Chesney, è una scrittrice scozzese di bestseller, soprattutto nota per un centinaio di romanzi storici pubblicati con numerosi pseudonimi. Ha lavorato come libraia, è specializzata in narrativa e ha intrapreso anche a carriera di giornalista. Dopo alcuni anni trascorsi negli Stati Uniti Marion Chesney, di ritorno in Inghilterra, decise di dedicarsi ai gialli, inventandosi due personaggi diventati presto beniamini dei lettori che la seguono da anni, Hamish Macbeth e Agatha Raisin.

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