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Recensione di È il tuo giorno, Billy Lynn! di Ben Fountain

252“Qui in patria hanno tutti una tale sicurezza sull’argomento. Parlano per certezze, imperativi, assoluti, opinioni che nel contesto sembrano del tutto ragionevoli. C’è una sorta di abisso che separa la guerra vista da qui dalla guerra vista da lì, e il trucco, per come la vede Billy, è non inciampare quando si salta da un lato all’altro.”

L’America di È il tuo giorno, Billy Lynn! è l’America delle contraddizioni. Un’America dove gli opposti non solo si attraggono, ma si fondono indissolubilmente. Un’America in cui, la parola pace può essere usata come alibi per il concetto di guerra. Una Nazione per la quale l’apparenza sembra contare molto più della sostanza. Anche il tour della squadra Bravo si riduce a uno straordinario show capace di attrarre consensi e allontanare paure. D’altronde, cos’è la Bravo se non un gruppo di soldati qualunque da utilizzare come trofeo? Il Victory Tour diventa così un semplice spettacolo: l’ennesima farsa in cui non si può far altro che indossare una maschera e recitare una parte. Ci saranno mani da stringere, autografi da firmare, silenzi da rispettare e sorrisi da sfoderare… Tutto già deciso. Il fronte è lontano se pur costantemente presente nei pensieri di Billy e dei suoi compagni. Perché il loro viaggio, il loro Viaggio della Vittoria, non è altro che una breve parentesi mascherata da premio. Al termine di quelle due settimane, dovranno, infatti, tornare in Iraq tra la polvere, il sangue e la presenza costante della Morte.

È possibile far convivere due realtà così diverse? Che relazione può esserci tra una partita di football e una Beretta 9 mm? Agli occhi di Billy, tutto sembra destinato ad apparire incredibilmente fasullo, come se si trattasse di un rituale cui dover prendere parte senza però poterne conoscerne il senso. Anche l’amore per una cheerleader, unico sentimento a cui Billy spera di potersi aggrappare per non precipitare nel baratro del più nero cinismo, sembra non poter fare a meno di suonare ipocrita e artificiale. E allora viene da chiedersi: davvero l’America dei grandi spettacoli, l’America di Hollywood e della Enron, è riuscita a strumentalizzare anche i sentimenti?

È il tuo giorno, Billy Lynn! è un romanzo scomodo, a cui non importa di apparire accondiscendente. Ben Fountain si serve di un linguaggio schietto, capace di riportare in superficie la realtà più vera. È un’altra America quella di Fountain: un’America lontana dalla retorica di Bush. Un’America che, una volta svelata, non può non suscitare una straordinaria inquietudine...

Approfondimento

“A un certo punto non meglio identificato, l’America è diventata un gigantesco centro commerciale con una nazione accanto.”

Le pagine di È il tuo giorno, Billy Lynn! ci mostrano le quinte di un teatro che, quotidianamente, diversi canali multimediali sono impegnati a occultare. Una giungla di manager, produttori, politici e petrolieri, pronta a ricordare a Billy (e a noi tutti) quale sia il suo posto all’interno della Società.

Ben Fountain ha avuto l’audacia di provare a squarciare un’intricata trama di finzioni e ipocrisie, ricordandoci quanto, se pur nascosta, la verità delle cose vada sempre e comunque ricercata.

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