Categoria: beth hoffman

Recensione di La bottega dei sogni smarriti di Beth Hoffman

Teddi Overman è una donna single, intraprendente, possiede e gestisce con l’aiuto di Albert, restauratore scorbutico e di poche parole ma dal cuore grande e di Inez, donna spiritosa e vivace (non certo caratteri originali, forse l’autrice avrebbe potuto sforzarsi leggermente di più e donare a questi personaggi una vita al di fuori del mare affollato e nostalgico di vecchi clichè e inossidabili stereotipi), un piccolo negozio di antiquariato in Charleston, frutto della sua passione per le cose vecchie e del suo attaccamento per gli oggetti dimenticati.

Il lettore smaliziato noterà subito la metafora non propriamente sottile riguardante la vita di Teddi, che avrebbe forse bisogno di alcune piccole riparazioni. Nel caso fosse sfuggita a qualcuno  l’autrice non esita a metterla in evidenza in varie occasioni.

Gli oggetti vengono descritti con così tanta cura che quasi è possibile vederli (sempre che il lettore non si sia addormentato nel frattempo): il vecchio comò, lo splendido cannocchiale con una leggera ammaccatura nella parte bassa... Confesso però che mi ha fatto nascere la curiosità di dare un'occhiata prima o poi a un Garage sale!

Il passato oscuro e tormentato della nostra protagonista viene prontamente raccontato da una serie di flashback (altro grande classico): la vita nella fattoria del Kentucky, l’adolescenza con un padre di poche parole e con una madre insoddisfatta della propria vita, ma soprattutto la narratrice ci racconta di Josh, il ragazzo introverso e solitario, il fratello adorato, quasi una sorta di divinità campestre, che scompare in circostanze misteriose.

Teddi non riesce a convincersi che il fratello sia morto e rimane in questo modo appesa a un filo sottile che inesorabilmente la tiene attaccata al suo passato.

Quando muore la madre, Teddi si rende conto che è il momento di affrontare il futuro, di accettare le cose passate e di lasciarle lì dove sono, sciogliendo così i lacci che la tengono legata.

Approfondimento

La bottega dei sogni smarriti è un libro lieve, che scorre via, come una foglia in autunno, ma che ha lo spessore di una foglia e che il lettore dimenticherà tanto presto quanto il nome di una persona che ci è stata appena presentata. Anche se i personaggi vengono tratteggiati un po' ingenuamente, senza approfondire i caratteri e seguendo certi cliché (Olivia, l'amica bellissima e intraprendente ma incapace di scegliere l'uomo giusto e con una paura tremenda di rimanere da sola) la scrittrice riesce comunque a strappare un sorriso a chi legge e a spingere il lettore ad arrivare fino in fondo. La scrittura è lineare, lieve, senza grosse incongruenze. I vari flashback che la scrittrice usa per raccontarci il passato della protagonista sono ben orchestrati e non lasciano il lettore smarrito più di tanto.. La trama banale risulta comunque leggibile e in alcuni momenti, quando non si dilunga troppo nelle descrizioni dei boschi e degli oggetti abbandonati, e quando non vaneggia su divinità campestri, anche godibile. Perfetto per una lettura sotto l'ombrellone (anche se siamo un po' fuori stagione), La bottega dei sogni smarriti non è un capolavoro, non insegna, non spinge a riflettere, ma scorre via, leggero, lieve....

Sara Papini

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