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Recensione di Quello che sogno con te di Beth Kery

Quello che sogno con te (in originale Since I Saw You) è il quarto capitolo della fortunata saga Because you’re mine, della giornalista americana Beth Kery.

Nei precedenti volumi, l’autrice ha raccontato le appassionate vicende dei due fratellastri miliardari Ian e Lucien e delle loro bellissime e talentuose consorti. Ora è la volta di Kam, il fratello selvaggio, recentemente ritrovato in Francia, in uno stato di isolamento selvaggio che lascia intuire le privazioni e le sofferenze della sua tormentata esistenza.

Ian e Lucien, lo accolgono a braccia aperte e, determinati ad aiutarlo, decidono di portarlo con loro negli Stati Uniti, di renderlo presentabile e socievole, e soprattutto di ampliare il patrimonio di famiglia sfruttando la sua prodigiosa invenzione. Oltre a essere bello e selvaggio, infatti, Kam è dotato anche di una sensibilità fuori dal comune per la natura e il benessere delle sue creature, che l’ha spinto a realizzare un rivoluzionario congegno: una sorta di orologio che misura e interpreta i parametri vitali di chi lo indossa.

L’arduo compito di “addomesticare” Kam è affidato a Lin, efficientissima assistente di Ian Noble. Chi meglio di lei, regina del gusto e dell’eleganza, lavoratrice indefessa e maniaca del controllo, oltre che – c’era forse bisogno di dirlo? – donna dalla bellezza più unica che rara, potrà aiutare Kam a fiorire? Il rapporto tra i due, però, sarà ben più che professionale.

Quarto capitolo della serie "Because you're mine" della giornalista americana. In Italia con @sperlingkupfer. La recensione presto sul nostro sito.

Una foto pubblicata da Leggere a Colori (@leggereacolori) in data:

Quello che sogno con te racconta la storia della loro focosa relazione. Fin dal loro primo, bollente, incontro, Lin e Kam si ritrovano a fare i conti con sentimenti incontrollabili, che si riflettono in pratiche sempre più estreme in camera da letto (e non solo!). Entrambi dovranno affrontare i loro fantasmi, risvegliati dalla potenza della passione che li agita. Anche dietro la corazza di donna perfetta di Lin, infatti, si nascondono delle grosse ferite, che forse solo l’amore vero potrà sanare…

Approfondimento

Confesso che Quello che sogno con te era il mio primo romanzo erotico, e che non ne sono rimasta soddisfatta. Nonostante la discreta leggibilità dell’opera, la trama è pretestuosa e banale. C’è perfino la scena di ricongiungimento all’aeroporto, che era già noiosa ai tempi di Cruel Intentions (e da allora sono passati quasi quindici anni)! Perché i protagonisti sono tutti belli, ricchi, felici e intelligenti? Perché lo sguardo di Kam deve sempre “trafiggere” Lin? (curiosamente, anche l’eccitazione “trafigge” continuamente i personaggi, ma questo è un altro problema) Non si poteva usare qualche altro verbo, ogni tanto?

I personaggi sono un condensato di luoghi comuni: da una parte abbiamo la donna di ghiaccio che nasconde tremende delusioni infantili, e si rifugia nel lavoro per non doversi aprire a una relazione, ma che miracolosamente crolla come una pera cotta alla prima moina di un bel tenebroso. Dall’altra il bel tenebroso, che però è tanto sensibile e infatti ama gli animali; al primo sguardo capisce le di lei ferite e non la abbandona dopo la prima notte, ma al contrario, la cerca ossessivamente, portandola con delicata e virile insistenza a scoprire i più proibiti orizzonti del piacere. Tra loro, una frotta di pupazzi buoni e perfetti, che recitano ridicole battute senza sostanza e non sono in grado di creare un ostacolo che sia uno al trionfare di questo amore di plastica.

Insomma, tutte queste scene di sesso piene di particolari e sfumature – di cui peraltro non si discute l’efficacia – sarebbero forse state più soddisfacenti se calate in un contesto appena un po’ più credibile. Così, il crescendo di trasgressione, che l’autrice vuole presentare come specchio della progressiva apertura dei protagonisti alla vita, risulta completamente fine a se stesso. Fa nascere il sospetto che per stuzzicare la fantasia bastassero molto meno di 350 pagine e quasi 17 euro.

Giulia Mandrioli

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