Categoria: Bianca Pitzorno

Recensione di La vita sessuale dei nostri antenati di Bianca Pitzorno

Ada Bertrand è una donna di trentasette anni e insegna letteratura greca all’Università di Bologna, città in cui convive ormai da cinque anni con Giuliano: un rapporto razionale, non particolarmente eccitante o passionale, ma accettabile.

Cresciuta in un ambiente in cui era impensabile che una ragazza non arrivasse vergine al matrimonio, Ada è la “pecora nera” della famiglia perché ha lasciato il suo paese d’origine, non si è ancora sposata e non ha figli. Inoltre – ma questo nessuno l’ha mai saputo – ha perso la verginità a diciassette anni. La sua migliore amica è Daria, fotografa e moglie infedele, il cui manuale di vita è rappresentato dal romanzo Paura di volare di Erica Jong, più volte citato nel testo.

Proprio Daria accompagna Ada a Cambridge nel giugno del 1979, per un congresso sulla discesa nell’oltretomba per parlare con i defunti: si tratta non solo di mitologia greca ma anche di sciamanesimo, di cui il massimo esperto è il professor Palewsky, accompagnato dalla giovane assistente Estella. Ada rimane colpita dalla bellezza e dai modi della ragazza, laureanda in antropologia al King’s College, e avrà modo di pensare a lei anche in seguito, grazie a un piccolo anello di fattura ottocentesca, smarrito da Estella e conservato da Ada nella speranza di poterglielo un giorno restituire.

La sua vita sembra continuare a scorrere senza cambiamenti fino a quando deve rientrare urgentemente nel suo paese d’origine, Donora, per un malore che ha colpito lo zio Tancredi Bertrand, uomo affettuoso e disponibile, al quale Ada è molto legata.

Siamo in tanti, noi Bertrand Ferrell, quattro generazioni divise in fazioni ondivaghe, liti, rancori, tabù, alleanze e tranelli: una famiglia complicata…

Ma Ada non ha mai saputo quanto complicata fino a quel momento, avendo sempre dato per scontato che l’onore e l’integrità della famiglia Ferrell fossero inattaccabili. Dopo la morte dei genitori, avvenuta durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale, lei è stata cresciuta da nonna Ada, una donna bigotta, rigida e severa, che fino alla morte si è fatta baluardo del buon nome dei Ferrell. C’era davvero qualcosa da nascondere? Il ritrovamento di numerose opere del “Maestro di Ordalè”, pittore sconosciuto ma molto attivo in passato in quella regione, e del diario di nonna Ada sembra incrinare tutte le certezze dei Bertrand Ferrell. E non solo: Ada stessa mette in discussione tutto quello che le è sempre sembrato accettabile. Nella sua terra d’origine, vive la sua vita ma anche quella dei suoi antenati dall’inizio del secolo: è così importante che le cose siano andate proprio come tutti credono? Non contano di più gli affetti e i ricordi?

"Un caso evidente di serendipità” aggiunse lo zio Tan. “Trovare, del tutto casualmente, una cosa preziosa che non si stava cercando."

La vita sessuale dei nostri antenati è una lettura che non si lascia divorare, ma assaporare: per quanto coinvolgente, il ritmo, infatti, non è incalzante perché gli eventi si alternano ai ricordi. Il lettore non viene travolto, ma accolto pagina dopo pagina all’interno della famiglia Bertrand Ferrell. Con il permesso di nonna Ada, ovviamente.

 
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Approfondimento

Non so spiegarne il motivo, ma vedendo in libreria La vita sessuale dei nostri antenati mi ero fatta un’idea completamente diversa del romanzo. Forse è il titolo a essere fuorviante o forse è la mediocrità di una buona parte della letteratura contemporanea ad avermi ingannata. Sono quindi rimasta piacevolmente sorpresa trovandomi di fronte ad una storia appassionante e molto articolata senza essere confusa.

È un romanzo lungo ma scritto bene, con competenza. Non risulta noioso, anzi, suscita il desiderio di andare avanti per continuare a “spettegolare” sulle vicende di casa Bertrand Ferrell e vedere cosa farà Ada della propria vita, anche se il finale non è chiaro e forse è l’unico elemento che delude un po’.

La mitologia greca pervade tutto il romanzo e anche questo è un elemento di gran fascino: in particolare viene più volte citato il mito di Orfeo, il preferito di Ada. Orfeo era un musicista senza eguali ed era profondamente innamorato della bella Euridice. Purtroppo la giovane faceva gola a molti e proprio per sfuggire a uno spasimante, Aristeo, schiacciò un serpente che la morsicò, provocandone la morte istantanea. Orfeo decise di scendere nell'Ade per cercare di strapparla dal regno dei morti; grazie alla bellezza della sua musica gli fu concesso di ricondurre Euridice nel regno dei vivi a condizione che durante il viaggio verso la terra la precedesse e non si voltasse a guardarla fino a quando non fossero giunti alla luce del sole. Ovviamente Orfeo non fu in grado di resistere alla tentazione di vedere se fosse davvero la sua amata e così si voltò, provocando la scomparsa definitiva di Euridice e condannando se stesso a una vita di rimpianto.

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