Categoria: Binari Storti

Recensione di Binari Storti di Vincenza Fava

Secondo Ungaretti lo scrittore o il “poeta” è sempre “engangé” : impegnato, obbligato a fare ritrovare all’essere umano le fonti della vita morale che strutture sociali, di qualsiasi costituzione siano, hanno sempre tendenza a corrompere e a disseccare. Ma come si fa concreto questo messaggio, il timbro inequivocabile del poeta in azione nel trasfigurare in fantasma poetico questa sofferenza umana?

«Il poeta è necessariamente nella storia» diceva Giuseppe Ungaretti in un intervista per “Il popolo” Roma,  «non può non accorgersi della sofferenza umana che lo circonda, e per le vie che gli sono proprie e che non possono essergli dettate nell’esprimersi sarà naturalmente portato a dare alla propria attività un significato di liberazione che è nell’essenza stessa della poesia!»

Si percepisce da subito nella poesia di Vincenza Fava questa “assoluzione”, lo scioglimento del male attraverso una disciplina dell’intelletto che è in grado di sanare le ferite dello spirito. Si riafferma tra le righe di questa raccolta la dignità della persona umana, che vuole vincere la sua battaglia tra le difficoltà morali e tragiche che hanno sempre levigato l’animo umano fino all’eccesso.

“Se ti scendono le lacrime\ gocce inquiete di purgatorio,\ è stato un elefante\ che ti ha calpestato\ o una vipera che ti ha morso,\ oppure l’autista\ ti ha portato dove non volevi\ e alla fermata c’eri solo tu.\ Sola, come quando sei nata\ dopo il taglio di Dio.”

Sola – Vincenza Fava

 

Le poesie di questa raccolta hanno in senso generale un linguaggio universale, capace di esprimere in modo chiaro l’unità sostanziale del pensiero, impersonando completamente il carisma dell’autrice che mescola una metrica moderna all’elemento romantico-simbolista adottato anche dai poeti del novecento italiano come Amelia Rosselli(1930–1996), godibile il nesso tra inconscio\coscienza che viene spesso evidenziato in alcuni brani con una chiusura non evitabile di alcuni significati che divengono un organismo separato nella versificazione di Binari storti. Anche se in alcuni versi la dimensione testuale oscilla un poco tra proclami più eruditi rispetto ad altri, intaccando l’autenticità del discorso collettivo dell’opera per celarsi dietro l’ermetico. Ma solo quando la tematica diviene sempre più personale e toccante.

 

Peste E così la passione frana,

i baci consumano rughe

un abbraccio stringe le ossa,

uno sguardo spara alle tempie.

La camomilla fredda sul comodino,

un libro aperto a terra

e tu non puoi farne a meno,

ridi della poesia,

scomodo ebbro lebbrosario,

dici,

è peste di mendicante.

Devo fucilare i sensi,

soluzione rapida

al conflitto d’interessi.

Ora dormo, quieta, sui folli versi

che un giorno scrissi

per nascondere il fiele dell’amore.

Colpisce la violenza dello stile, la comunicabilità che si fa estrema nella metafora dove affiora dirompente un senso logorato della penna. È facile intuire una certa propensione per la poesia, un senso navigato di chi ha passato anni alla ricerca inconsueta di trarre ogni beneficio da questa fonte inesauribile.

Mentre ridi, giochi, scherzi\ o forse canti le note melodiose\ in lode alla realtà\ io mi scopro insofferente,\ gelida visionaria\ che della pioggia\ conosce solo il pianto\ e non vede l’arcobaleno\ che gira tondo nel cielo.

Arcobaleno – Vincenza Fava

Approfondimento

In conclusione mi sento di consigliare vivamente questa raccolta poetica, l’ho trovata completa e per nulla tediosa, una di quelle raccolte intense da gustare pian piano magari con un buon bicchiere di rosso, proprio quello da abbinare alle carni rosse dal sapore dolciastro e sopraffino. Vi lascio ad alcuni appunti sull’autrice che danno un quadro ben preciso della sua passione per la scrittura e l’arte della poesia.

La poetessa Vincenza Fava, è anche giornalista pubblicista collabora con alcune testate come Il messaggero e Italia Sera, ha esordito nell’ambito della poesia nel lontano 2006 con la pubblicazione Segni dell’istinto, (Edizione del Giano, Roma) portando dal 2008 diversi suoi componimenti nei teatri, uno dei più celebri è quello basato sulle poesie di Federico Garcia Lorca nel 2009 dal titolo Non dorme nessuno nel cielo.

Di recente ha pubblicato anche un romanzo in formato ebook dal titolo Un sorriso perfetto(Narcissus), e ancora per il teatro ha portato in scena le poesie di Marina Cvetaeva nella performance Verrà pure il loro turno. Nel 2015 ha curato la performance teatrale Sogno di Orfeo di e con Ennio Cavalli nel ruolo di attrice e video maker.

 

Contenuti aggiuntivi: per conoscere meglio la poesia di Vincenza Fava vi consigliamo questo video molto suggestivo e delicato in cui apprezzerete i versi interpretati dall'autrice accompagnata da musica e testo di Carlo Ruggiero. Grande sincronismo tra i sensi per una poesia che scende addosso con delicatezza. Buon ascolto e visione!

abc
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