Categoria: björn larsson

Recensione di Il segreto di Inga di Björn Larsson

Nell’uomo la capacità di ingannare i suoi simili era più sviluppata che negli animali. L’inganno, la menzogna, l’imbroglio - e quindi i segreti- erano condizioni necessarie perché gli uomini potessero interpretare le reciproche intenzioni.

Inganni, segreti e dissimulazioni fanno da protagonista nella vita di Inga Andersson, una ricercatrice all’università e nella vita, una donna che, da sola, sfida il grande potere delle organizzazioni militari, religiose, politiche con un’unica arma: la conoscenza. Inga apparentemente è una donna solitaria, nessuno la conosce davvero, non si fida di nessuno, sa che le verità che cerca l’hanno portata a essere un personaggio “scomodo” per molti di coloro che lei chiama “dissimulatori”, ma anche Inga ha un segreto. Ed è questo segreto che la porterà a destare l’attenzione della più potente agenzia di spionaggio del mondo, la NSA, e di Echelon, il sistema di spionaggio globale.

Per fortuna Inga non è sola, ad aiutarla a smascherare i dissimulatori ci sono Morten e Henning, due pescatori, che con coraggio, tenerezza e un senso di dignità tipico della gente di mare, accompagnano Inga nella sua avventura; con un insieme di inganni, seduzione , fughe, ricatti e segreti svelati, in una storia dove il rapporto tra finzione e realtà viene sempre messo in discussione, in un mondo dove l’inganno fa da padrone e l’unico modo per smascherare la verità è “immaginare il vero” servendosi della letteratura “l’arte menzognera per eccellenza”.

Inga viene presentata al lettore, provocando subito un sentimento di curiosità e timore, con un tono quasi tragico, per la prima parte de Il segreto di Inga viene descritta la vita della protagonista, Björn Larsson entra molto nel dettaglio, ma non risultando mai troppo pesante, lasciando che la narrazione scorra in modo fluido, riuscendo a creare subito un legame empatico tra lettore e protagonista, ma, nonostante la minuziosa narrazione, non viene mai svelato al lettore cosa veramente nasconda Inga, insinuando sempre un dubbio: cosa è vero e cosa no?

L’atmosfera, anche grazie alle bellissime descrizioni dei suggestivi paesaggi nordici, è sempre emozionante e travolgente, fin dalla prima parola si vuole entrare nel vivo della vicenda, scoprire ogni dettaglio nascosto, dare risposta a ogni domanda che ci sorge, Larsson risulta sempre attento a ogni parola, situazione,che delinea, ma non dice mai troppo, per lasciare al lettore la possibilità di immaginare e risolvere da solo il mistero.

Nella seconda parte de Il segreto di Inga, invece, il tono cambia completamente, si entra nel vivo, la vicenda diventa dinamica, le azioni e le descrizioni psicologiche ci trascinano fino alla fine, dove tutto viene svelato, lasciandoci completamente sorpresi dal finale inaspettato e tanto atteso. Colpisce particolarmente il ruolo di rilievo che Larsson riserva al mare e ai suoi protagonisti, ovvero i pescatori, che impersonano la saggezza e la libertà, la vita semplice, la felicità che si può trovare anche nelle piccole cose della vita. Una trama travolgente e mai fine a se stessa, con una straordinaria capacità dell’autore di inserire spunti di riflessione senza mai interrompere l’intreccio della storia.

La motivazione più profonda della sua teoria era dunque probabilmente che una teoria del genere avrebbe aiutato sia lei che gli altri a resistere. È così, in fondo, che vedo la teoria di Inga: come una strumento al servizio della speranza.

Approfondimento

Un thriller appassionante, con una trama a metà strada tra un romanzo di avventura e psicologico, con un tema che ti incuriosisce fin dall’inizio, un mondo di cui nessuno conosce veramente l’esistenza, ma non sono soltanto le sette a incuriosire, è un altro il punto focale su cui l’autore ci porta a riflettere: la natura dell’uomo. Perché alcuni sono portati al bene ed altri no? Perché l’uomo è portato all’inganno? perché l’uomo, a differenza dell’animale , mente? Questa è la grande teoria di che Inga cerca di sviluppare durante tutto il romanzo.

Ma non c’è soltanto la storia in sé a catturare l’attenzione del lettore, ci sono le atmosfere, i paesaggi del libro, i dialoghi dei marinari che ti riconducono in un’atmosfera affascinante, come solo quella dei paesi nordici possono rappresentare. Meravigliosa è poi la caratterizzazione dei due pescatori, che nella loro semplicità nascondono un passato da eroi, che incarnano l’esempio di uomo comune che riesce a contrastare, nel piccolo, le grandi ingiustizie del mondo. Con un finale a sorpresa, Larsson ci accompagna a esplorare un mondo che sembra a volte fantasioso a volte reale, e che ci lascia con il fiato sospeso fino all’ultimo, immedesimandoci nella forza di una donna che, in un mondo di inganni, tenta di compiere un atto rivoluzionario: dire la verità.

La cosa peggiore naturalmente erano i segreti non dichiarati. Finchè non si sapeva della loro esistenza,la fiducia restava intatta. Ma nel momento stesso in cui trapelava che qualcuno aveva avuto un segreto senza dichiararlo,veniva meno completamente.

Giulia Gioffrè

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Recensione di Il porto dei sogni incrociati di Björn Larsson

Non si può costruire la vita su un sogno...

L'atmosfera è quella di una fiaba, il finale è inquietante, gli eventi si svolgono lungo una catena di strane coincidenze dai profondi significati filosofici. Complicato e insolito anche nei giochi stilistici, questo romanzo dello scrittore e velista norvegese Björn Larsson segue un percorso inatteso e stravolge ogni possibile previsione dei lettori.

Come è tipico dell'opera letteraria di Larsson, anche ne Il porto dei sogni incrociati il primo protagonista è il mare, non mare aperto questa volta, ma quel mare incorniciato dallo scenario di un porto, misteriosa e transitoria dimora di personaggi indefinibili e sfuggenti.

Così infatti è Marcel, affascinante capitano di una nave mercantile priva di itinerario preciso, viaggiatore senza fissa dimora, navigante intrepido al limite dell'incoscienza, sembra passare di porto in porto per regalare sogni e speranze, lasciando, volutamente o meno, il desiderio e la nostalgia in ogni persona che incontra.

Quattro porti diversi d'Europa per i quattro incontri di Marcel: una giovane e bella orfana spagnola incantata dall'astrologia, un'attraente vedova francese che inspiegabilmente raccoglie e archivia i dati dei marinai di passaggio, un fantasioso ingegnere informatico danese dimenticato da moglie e figli e un gioielliere irlandese deluso del poco amore per la bellezza che la gente dimostra. Contrariamente ai marinai del suo equipaggio, le cui aspettative non vanno oltre l'acquisto di un'automobile o l'ambita vittoria della nazionale di rugby, gli incontri di Marcel svelano ambizioni elevate, disperati tentativi di contrastare la morte attraverso una sia pur lieve traccia di eternità. Il breve scambio che essi hanno con l'enigmatico e sorridente capitano, produce in loro non solo la voglia immediata di dare una svolta alla loro vita, ma anche la convinzione che la presenza di Marcel sia necessaria per attuarla. Lui, invece, li sfiora soltanto, nemmeno la ragazza spagnola, che per qualche giorno sarà la sua amante, riesce a lasciargli una traccia di ricordo o rimpianto. Sembra quasi che egli voglia fuggire da ogni sentimento, incatenato alla sua stessa brama di libertà.

Ma ormai, con le sue parole e il suo sorriso, Marcel ha intrecciato le loro storie alla propria rotta, e il suo ferreo autocontrollo verrà messa alla prova quando i quattro personaggi, quasi fossero animati da un tacito accordo, si riuniranno ad attendere Marcel nel suo prossimo porto d'approdo. A questo punto, la figura di Marcel inizia a sbiadirsi, da soprannaturale che era diviene profondamente umana, cede il passo ai quattro amici, ed essi si renderanno conto, lentamente che la forza di Marcel è solo una loro fantasia, sulla quale non possono fare alcun affidamento per cambiare vita. La cambieranno comunque, alla fine, grazie al loro coraggio e all'aiuto del mare, che avvicinerà i loro destini, oltre ai loro gesti.

E la decisione ultima di Marcel, per quanto possa sembrare avventata e irresponsabile, è l'unica possibile per lasciare lui nella luce eterea del sogno, e gli altri nel mare impetuoso della vita.

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