Categoria: Bonfirraro

Recensione di Fuori piove di Serena Ricciardulli

Avete presente quella sensazione quando fuori piove? Quando sei a casa, sul divano al caldo con la tua tazza di caffè e tutto è al sicuro, le tue cose, i tuoi pensieri, la tua vita?

A volte il destino si diverte a creare delle situazioni particolari. Mette assieme persone tra di loro eterogenee che poco hanno a che fare l’una con l’altra e poi sta a guardare che cosa succede. Quello che succede è la vita. Cinque ragazze di Livorno, poco alla volta diventano donne, affermate professioniste, parti di una famiglia. Come si possa conciliare la cuccia calda e rassicurante costituita dall’amicizia con quanto di bello e di brutto sta di fuori è quello che cerca di raccontarci Serena Ricciardulli in Fuori piove. Quello tra queste donne non è un rapporto consueto, è un vero e proprio microcosmo che sopravvive nonostante la lontananza e a volte la vicinanza di chi lo compone. Chi gravita all’esterno si sente escluso e come sempre succede quando qualcosa è segreto, ne è allo stesso tempo affascinato e intimorito.

A volte fuori piove quella pioggerellina primaverile piacevole da sentire, altre volte quelle belle gocce grosse e gonfie desiderate dagli agricoltori nelle serate estive, a volte sono i gelidi ghiaccioli che ci colpiscono in inverno. Ma sempre, in ogni caso, c’è la certezza che la mente e il cuore delle proprie amiche sono un posto dove si può stare all’asciutto.

Trovo che la Ricciardulli in Fuori piove abbia azzeccato il tema. Bello, interessante con possibilità di parecchi spunti di riflessione, che lascia spazio all’ironia, ai buoni sentimenti, forse anche incoraggiante per chi ha bisogno di una pacca sulla spalla. La scelta degli episodi da raccontare, le soluzioni troppo semplicistiche e da “e tutti vissero felici e contenti”, mi sembra, però, che abbiano banalizzato e penalizzato il volume. Concordo che ci sia bisogno di ottimsismo e che a volte un libro possa essere un’ottima via di fuga dai pensieri di tutti i giorni, ma siamo adulti e vaccinati e quindi sappiamo che non sempre tutto si tinge a tinte pastello.

Fuori piove è uno di quei romanzi che si legge tutto d’un fiato. Lo si può fare perché è abbastanza breve e scorrevole da non richiedere interruzioni. Scritto con attenzione, con descrizioni accurate della personalità dei protagonisti e delle vicende in cui vanno a imbattersi. Trovo inutili invece i ricorsi a termini volgari usati per sottolineare che le cinque ricche eleganti e raffinate amiche sono rimaste livornesi veraci. Se è credibile un’imprecazione, pur ammorbidita dall’essere fatta in dialetto, in bocca a un anziano contadino, non lo è affatto sulle labbra ricoperte da un rossetto alla moda di un avvocato di grido. Avrei anche evitato nel modo di strutturare i capitoli i continui riferimenti al teatro. Questo è un romanzo, non un canovaccio teatrale, quindi evitiamo pesi inutili.

Approfondimento

Cinque donne, come le cinque dita di una mano. Capaci di chiudersi a pugno e di diventare qualcosa di impenetrabile. Ma anche di celare al loro interno quanto di prezioso hanno in comune. Capaci anche di aprirsi verso l’esterno e accogliere gli altri indicando però con decisione il limite da non valicare. Tutte parti di qualcosa di comune e votate a raggiungere l’obiettivo della felicità. Allo stesso tempo però tutte diverse, con un preciso ruolo all’interno del gruppo, e smaniose di mantenere la propria autonomia.

Si definiscono a volte “bimbe”, a volte “streghe” celando con l’autoironia quanto sono disarmate l’una di fronte all’altra, ma allo stesso tempo feroci e battagliere verso il mondo. Vivono a Roma o New York per lavoro, passano da Bombay per svago, ma tornano sempre a Livorno perché quella è “casa”.

Sonia Fascendini

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Fuori piove di Serena Ricciardulli

Da fine maggio in libreria

Da pochi giorni è arrivato in libreria Fuori piove, il romanzo di debutto di Serena Ricciardulli edito da Bonfirraro. Serena Ricciardulli, psicoterapeuta prestata alla scrittura, rilegge in labronico Sex and the city, in un viaggio che ci porta da Livorno a New York attraverso la voce di cinque fantastiche donne. Per Carrie, l'affascinante protagonista della celebre serie tv, Manhattan e le sue tre amiche hanno da sempre rappresentato delle culle, posti dell'anima in cui sentirsi al sicuro dalle proprie frustrazioni. Per Anna, Marta, Lory, Tina, Laura - cinque amiche civettuole - Livorno si trasforma in un grande porto sicuro nel quale trovare coraggio e conforto...È la città toscana, infatti, a fare da cornice, silenziosa e bellissima, a Fuori piove, questo sorprendente romanzo tutto "al femminile", che però soprattutto gli uomini dovrebbero leggere. Per interrogarsi sul valore degli ombrelli. Per approfondire il concetto di protezione. Per capire.

«Mettiti comodo. Ti consiglio anche di spegnere il cellulare. Nelle prossime due ore non vorrai essere disturbato perché stai per conoscere cinque amiche. E con loro tutte le donne che hai già incontrato nella tua vita...» - Samantha Bruzzone

Nonostante tutti i drammi personali, Anna, Lory, Tina, Marta e Laura, fiori imperfetti ma reali, sono cinque amiche per la pelle, carine e sfrontate, euforiche ma inquiete che parlano anche di sesso, mariti e fidanzati con la stessa nonchalance con la quale maneggiano i loro smartphone. Così come le dita di una mano, le cinque eroine sono legate da un indissolubile rapporto d’amicizia che crea una fenomenologia al femminile dalla trama inaspettata: attraverso battute dall’ironia irresistibile e riflessioni strappalacrime, Fuori piove si snoda tra Livorno e New York, in un susseguirsi di primi piani sulle vicende “in rosa”, su una passerella di segreti e trepidazioni più o meno inconfessabili, che non vorranno più lasciare la nostra esistenza. E, poi, avete presente quella sensazione quando fuori piove? Quando sei a casa, sul divano, al caldo, con la tua tazza di caffè e tutto è al sicuro, le tue cose, i tuoi pensieri, la tua vita? Dunque, è questo senso di totalità, forse, il vero protagonista del romanzo, in un rocambolesco susseguirsi di emozioni che diventano anch’esse personaggi, in un nuovo “Sex and the city” alla livornese tutto da leggere.

Un viaggio corale, travolgente e appassionante, ammiccante, veloce, dal taglio dolce amaro all'interno di uno dei più profondi sentimenti, l'amicizia, questa volta interamente declinata al femminile. Il romanzo è impregnato dello spirito newyorchese – come si diceva - di Sex and the city e dell'animo dissacrante dei livornesi: non mancano, infatti, le citazioni modaiole né le prese in giro volgari. Si sente, infatti, anche Bobo Rondelli ("...bella Livorno mi fermo qui, dentro a un bordello di Madame Sitrì") tra le righe di questo libro, il cantautore livornese che trasuda vita, una 'voce porto', appunto, con tante navi dentro, così come porti sicuri sono, le une delle altre, le cinque protagoniste. I problemi familiari e le insicurezze, la forza d'animo e i desideri contraddittori sono il pane quotidiano di Marta, Lory, Tina e Laura che hanno sempre e comunque un riferimento certo: le amiche a cui si può raccontare tutto o non raccontare nulla, sicure della loro comprensione. E poi c'è Anna, l'unica che parla in prima persona, che da oltre oceano (si, avete indovinato, proprio da New York) le segue, le controlla e alla fine rimette tutte in gioco, "irrispettosa, arrogante, ma geniale". È così che, in questo nuovissimo libro, leggero e irriverente, prendono forma cinque spazi interiori di altrettanti personaggi all'interno dei quali fluiscono storie,  di cura, di tenacia, di relazioni. Forse non è un caso che l'autrice sia una nota psicologa - livornese, manco a dirlo, che nel suo libro d'esordio ha instillato tutto il suo know- how professionale.

Fuori piove è entrato a pieno titolo nella collana "romanzo Bonfirraro", la quale racchiude le opere di forte impatto emotivo, la casa editrice continua così la sua riflessione sulle creazioni "al femminile", non smettendo di gettare luce sull'altra metà del cielo, perché - come spesso ripete l'editore Bonfirraro – "quello femminile è un punto di vista che naturalmente valuta la complessità del reale". Proprio per questo motivo la Ricciardulli è stata tra le autrici invitate al grande incontro "Oltre i confini in rosa" tenutosi al Salone Internazionale del Libro di Torino lo scorso 21 maggio.

«Divertente, profondo e leggero come una tazza di tè (corretta) da bere in un pomeriggio di pioggia. » - Nadia Terranova

Serena Ricciardulli, nata a Livorno, vive nella sua amatissima Castiglioncello con il marito e due figli. Laureata in Psicologia, Specializzata in Psicologia Clinica, Dottore di Ricerca, svolge attività libero professionale nell'ambito della psicopatologia dell'adulto e psicoterapia di coppia. Il suo universo emotivo è stato irrimediabilmente segnato, sin da bambina, dalla lettura di Piccole donne, poi nutrito dalla prosa lirica della sua adorata scrittrice Margaret Mazzantini. Fuori piove è il romanzo d'esordio.

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abc

I bambini non hanno mai colpe di Selmanaj Ismete

Da aprile in libreria

Da pochi giorni è arrivato in libreria I bambini non hanno mai colpe, il thriller mozzafiato di Selmanaj Ismete edito da Bonfirraro. In una regione difficile e impervia dell’Albania post- comunista, i fratelli Gjergj e Sokol si trascinano misteri inconfessabili, chiusi da tempo nei cassetti più profondi della memoria. Le loro verità occulte si incrociano con le ricerche di Martin, appena arrivato dall'Inghilterra, che segue i due come un’ombra. Il giallo si infittisce quando, presso il parco della città, viene trovato il corpo senza vita di un uomo dal passato turbolento. È un caso per Andi, l’astuto capo della polizia esperto nella lotta al traffico degli esseri umani. Facendosi guidare da un’estrema sensibilità, combatterà contro gli incubi peggiori della sua mente e si troverà a fare i conti con un raccapricciante caso di pedo - pornografia. I bambini non hanno mai colpe è un thriller corale, in cui tutti sono protagonisti e su tutti gravano sospetti e misteri che coinvolgono e confondono personaggi e piani temporali. Ognuno ha qualcosa da nascondere e zone d’ombra nella propria esistenza da dover dimenticare. La fa da padrona l’attualità e le sue piaghe più mostruose, dove si interseca il Kanun, un codice di comportamento albanese di tradizione medievale che grida perennemente alla vendetta. Niente è come sembra in questa storia cruda e piena di suspence e colpi di scena fino alla fine, che induce a una riflessione: la lotta all’abuso sui minori chiama inevitabilmente in causa la responsabilità collettiva.

Due bambini, Gjegj e il fratello Sokol, sono gli unici testimoni della morte del padre. Loro malgrado, entrano nelle terribili trame del debito di sangue, accusati dal loro nonno che grida alla vendetta, secondo l’antica regola del Kanun, codice di comportamento albanese di tradizione medievale. L’unica strada per la salvezza, sarebbe stata quella di restare reclusi in casa, dove si prospettava un’unica possibilità, ovvero morire giorno dopo giorno. L’aiuto di uno zio e la forza morale della madre è provvidenziale e, con molta determinazione, decidono di allontanarsi dal paese e trasferirsi in una piccola città. Adesso da uomini maturi cercano di andare avanti, portandosi nell’anima le conseguenze di quel tragico giorno; Gjergj con i suoi incubi e Sokol con la sua irascibilità che emerge dalla sua psiche giusto quando si tratta di abuso sui minori. Il passato li ha segnati fortemente e molto presto dovranno affrontare altre verità inconfessabili, chiuse per molto tempo nei cassetti più profondi della memoria. La loro vita subisce un cambiamento radicale quando al parco della città, viene trovato il corpo senza vita di un uomo con un passato turbolento e dalla comparsa improvvisa di un’ombra misteriosa che segue i due fratelli ovunque. Chi è e cosa vuole da loro? E riuscirà Andi, l’astuto e integerrimo capo della polizia, a rivolvere l’intreccio, forte della sua esperienza da professionista, da profondo conoscitore delle dinamiche del Kanun? Fin dove si fermeranno le sue paure di padre, la sua sensibilità traboccante e i suoi incubi più terribili?

L’Albania post-comunista guarda adesso insicura alla fragile democrazia instaurata nel paese dopo una chiusura totale di quasi mezzo secolo. I vecchi rancori e i conti lasciati in sospeso dal pugno di ferro della dittatura, sono riaffiorati prepotentemente senza regole e senza pietà alcuna. Non si risparmiano più né donne né bambini. Il Kanun, dopo un sogno letargico di quasi cinquant’anni, si è svegliato e ha iniziato a mietere vittime per un’assurda logica di vendetta esattamente da dove un tempo lontano si era fermato. Gli omicidi, provocati anche per una parola in più, per impossessarsi di un metro di terra del vicino di casa,  per una zappa rubata oppure per un sguardo storto, sono all’ordine del giorno. Ci sono bambini già nati in debito di sangue che non hanno mai visto il mondo fuori dalla loro casa che si è già trasformata in una prigione. Ci sono donne che impugnano il fucile e che, nel nome del Kanun, uccidono a sangue freddo uomini e ragazzini. A questo si aggiungono gravissime problematiche, fino a poco tempo fa sconosciute alla cultura secolare tradizionale, con cui l’Albania adesso deve fare i conti: pedofilia, abuso sui minori, incesto, tratta degli esseri umani, prostituzione e malavita in generale.

Ismete Selmanaj è nata a Durazzo, in Albania. Nel 1991 si laurea all'Università di Tirana presso la Facoltà di Ingegneria Edile, ma la passione per la letteratura, che l’ha accompagnata sin da quando era bambina e che le ha fatto vincere medaglie e numerosi premi, non l’ha mai abbandonata. Vive sulla sua pelle la crisi politica albanese: nel 1992, infatti, decide di trasferirsi in Italia, risiedendo da allora in provincia di Messina. Con Bonfirraro lo scorso anno ha pubblicato il libro di successo Verginità Rapite che segna il suo esordio in lingua italiana, adottato dalla cattedra di “Cultura e Letteratura Albanese” presso l’Università di Palermo. I bambini non hanno mai colpe è il suo secondo romanzo.

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Critica a Rights of Man di Thomas Paine di Vincenzo Fontana

Da gennaio in libreria

È uscito per Bonfirraro Critica a Rights of Man di Thomas Paine, un saggio filosofico acuto e originale direttamente dalla penna dell'autore agrigentino Vincenzo Fontana, disponibile in tutte le librerie indipendenti e in quelle Mondadori d'Italia. Un libro che ci parla di rivoluzione e libertà rileggendo il capolavoro senza tempo dell'intellettuale inglese.

"Partecipare a due rivoluzioni è avere dato uno scopo alla vita" T. Paine

Lo scritto di Vincenzo Fontana, un'analisi puntuale del classico di Paine Rights of Man (1791-92), nato dalla rielaborazione della sua tesi di laurea discussa circa 40 anni fa, rimette al centro della scena politica e civile la questione dei diritti umani, un ritorno al soggetto – uomo, in una società caratterizzata sempre più dalla prepotenza di pochissime multinazionali, con il monopolio assoluto sui mercati, e dalla finanza, smodata e incontrollata, che contiene al suo interno tantissime sofferenze. Di sconvolgente attualità, dunque, la Critica a Rights of Man di Thomas Paine viene pubblicata in occasione di un'importante ricorrenza storica, ovvero il 240° anniversario della Declaration of Indipendence - 1776 degli Stati Uniti, cui Paine stesso - politico inglese, grande intellettuale e filosofo idealista – ha contribuito personalmente combattendo a fianco di George Washington. Un serbatoio di idee e di nuove correnti rivoluzionarie che, una volta trasferitosi in Francia, si riversarono, appunto, in "Rights of Man", dove viene dichiarata per la prima volta la non superiorità dei nobili rispetto alla gente comune, perché ogni uomo ha dei diritti naturali che non sono basati sulla ricchezza o sulla nascita. Fontana contestualizza il lavoro dell'inglese all'interno della sua opera omnia, con riferimenti particolari a Common Sense(1776) e Agrarian Justice (1796). Esso è svolto in un confronto critico serrato con le opere più note su Paine, opere in lingua straniera di autori come Best, Conor O' Brien, Cole, Collins, Dos Passos, Foner, Kramnick, Roger, Williamson, Woodward, e in lingua italiana di autori come Vittorio Gabrieli e Tito Magri. In particolare quest'ultimo studioso è utilizzato dall'autore per la sua analisi della teoria painiana dei diritti dell'uomo alla luce di alcune categorie interpretative marxiane. Il professore Salvatore Vaiana, storico autore della stessa casa editrice che firma un saggio acuto e ragionato arricchendo il testo, evidenzia come il nuovo libro sia "un lavoro con aspetti filosofico-giuridici quando avanza una critica marxista al giusnaturalismo painiano. Fontana, infatti, rileva «due filoni principali di analisi e di interpretazione» di Rights of Man: il primo, «liberale e radicale», considera l'autore «un precursore della democrazia moderna» e un teorico del «giusnaturalismo moderno», secondo cui «i diritti della Dichiarazione [del 1789] (libertà, proprietà, uguaglianza) spettano all'individuo indipendentemente da qualsiasi rapporto sociale»; il secondo, ritenuto «più completo», analizza l'opera alla luce del pensiero di Marx e ha, come scrive Magri, «di mira il giusnaturalismo (e il liberalismo)», ma «solo in quanto si configura come particolare sistema storico di potere». Sono due filoni di pensiero che si proietteranno nella stesura della Dichiarazione Universale dei diritti umani del 1948".

Vincenzo Fontana è nato il 17 settembre 1955 a Naro (Ag), dove vive da sempre. Ha conseguito la laurea in Lingue e Letteratura straniere discutendo con ottimi risultati la tesi di laurea "Right of Man di Tomas Paine".  Oltre ad aver ricoperto negli anni ottanta importanti incarichi dirigenziali in qualità di sindaco della sua città e di presidente della cooperativa "La Comarca", negli anni novanta ha svolto le attività di docente d'inglese nelle Scuole medie e di docente formatore nell'ambito dell'Ufficio Scolastico Provinciale. Attualmente è Dirigente Scolastico dell'Istituto Tecnico "Galilei" di Canicattì (Ag). Nell'ambito di questo contesto ha presentato, in occasione di interessanti convegni, diverse relazioni a carattere didattico-culturale, fra cui Orientamento formativo e competenze orientative e Relazione sul "Riordino dell'istruzione tecnica".

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