Categoria: Boy snow bird

Recensione di Boy, Snow, Bird di Helen Oyeyemi

Boy, Snow, Bird è il quinto romanzo della giovane autrice Helen Oyeyemi, nata in Nigeria, cresciuta a Cambridge, residente a Praga, dove continua ad arricchire la sua splendida collezione di teiere.

L'autrice, che in questo romanzo ha raggiunto una piena maturità narrativa, partendo dalla trama della famosa fiaba di Biancaneve, in maniera assolutamente incantevole, costruisce una nuova storia sulla vita di tre personaggi che sono appunto Boy, una giovane attraente, che fugge da un padre violento, giunge a Flax Hill, conosce un gioielliere lo sposa, diventando mamma così di sua figlia ma, con sua stessa sorpresa, a un certo punto della storia, si trasforma in un'arcigna matrigna; Snow, la figlia bella e straordinaria di Arthur Whitman, che rimasto vedovo vuole formarsi un'altra famiglia, s'innamora e sposa Boy; e Bird, figlia naturale di Boy e Arthur, che appena nata riserva una sorpresa. La nascita di Bird, infatti, porta alla luce un segreto nascosto da tempo: i Whitman, apparentemente americani dalla pelle bianca, sono di origine africana e lo dimostra proprio Bird con la sua pelle scura. La famiglia di Arthur accusa Boy di essere stata infedele, ma la verità, come tutti sanno, è ben altra e la stessa Boy la scoprirà presto.

Quello che ne segue è il contesto doloroso di una famiglia che si vergogna delle sue origini e di un passato pieno di orrori: da un lato Boy, maltrattata da suo padre sempre ubriaco e abbandonata da sua madre; dall'altro Arthur con la sua vita misera nel sud e la sua speranza, solo in parte realizzata, a nord. Nella tentativo di capirsi e accettarsi anche con le loro differenze e le loro finte apparenze, che si riflettono in immagini troppo contrastanti, Snow Whitman, dolce bambina dalla pelle color latte, e Bird Whitman, ribelle bambina dalla pelle scura, si cercano, si scrivono, si amano come vere sorelle, ma Boy, la madre di entrambe, per proteggere la figlia naturale, va contro tutto e contro tutti, diventando persino una matrigna cattiva per la figlia acquisita.

Boy, Snow, Bird è un romanzo sorprendente e affascinante che psicologicamente e in maniera profondamente intimista ci racconta le delicate relazioni familiari e come possano segnarci per tutta la vita.

Approfondimento

Come nelle favole, il tono della narrazione di Boy, Snow, Bird è dolce, sempre misurato. Helen Oyeyemi culla il lettore pur narrando con realismo estremo e doloroso l'orrore del razzismo imperante nella benestante e benpensante America degli anni Cinquanta.

Parallelamente l'autrice mostra la storia di tre donne, due delle quali, Boy e Bird, si raccontano e raccontano dal loro punto di vista la loro vita. La terza, cioè, Snow è un personaggio astratto, irreale, da fiaba. Le donne presenti nell'ultimo romanzo della Oyeyemi sono comunque tante e diverse, oltre Boy, Snow e Bird, ci sono anche Webster, Mia, Mrs. Fletcher, Julia, Olivia, Agnes, Clara.

Bird venne al mondo in primavera. Dico «venne al mondo» perché il dolore fu così mostruoso che potei solo lasciare che le cose andassero come dovevano andare. Avevo l’impressione di essere finita nelle sabbie mobili. L’unico modo per uscirne viva era smettere di lottare e consegnarsi alla sofferenza. Mi dicono che il travaglio durò tredici ore, ma il tempo per me non aveva più alcun significato. Prima c’erano le sabbie mobili, poi tutto a un tratto ecco che avevo Bird fra le braccia, sana e salva, e scura. No. Non mi riferisco solo al suo colore dorato (la tonalità più simile a quella degli occhi di mio marito a cui possa arrivare un’epidermide. Mi sembra che ci scherzai persino sopra, un po’ stupidamente: «Guarda che bambina meravigliosa, nasce già abbronzata…»), ma anche ai tratti somatici. Come disse l’infermiera, supponendo che fossi troppo esausta per udirla: – Questa bambina è nera. Non volevo che la vedessero. Non volevo mostrarla al padre né alla sorella. A nessuno. Il medico mi disse che Arturo gli sembrava un uomo ragionevole, avrebbe potuto parlargli lui per me, se ero d’accordo, e le cose avrebbero ancora potuto aggiustarsi; da queste parole compresi che riteneva di avere a che fare con una moglie infedele. Risi. Una risata inarrestabile e stridula che spinse Bird a sforzarsi di superarla con il suo pianto. Il dottore credeva che fossi andata a letto con un uomo di colore e sì, c’ero andata. Era mio marito.

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Boy, snow, bird di Helen Oyeyemi

In libreria dal 2 febbraio 2016

Sarà in libreria da domani Boy, snow, bird, il nuovo promettente romanzo della giovane Helen Oyeyemi edito da Einaudi. L’enfant prodige della letteratura britannica, dopo il sorprendente debutto, ormai più di dieci anni fa, con La bambina Icaro, torna con i suoi personaggi a tutto tondo, le immagini sorprendenti, le osservazioni originali e le lucide verità che rendono Boy, snow, bird un capolavoro che parla al cuore e alla mente del lettore. Una gioia di stile che flirta attraverso narrazioni fiabesche capaci però di far propri anche elementi oscuri e sanguinari.

È una notte d’inverno del 1953 quando Boy Novak – lunghi capelli biondo ghiaccio e lineamenti delicati – scappa di casa lasciandosi alle spalle il padre violento di professione acchiapparatti. Da New York il caso la porta a Flax Hill, una cittadina del Massachusetts. Qui conosce Arturo Whitman, un gioielliere rimasto vedovo: è antipatia a prima vista e infatti, dopo poco, si sposano. Corollario del matrimonio è il ruolo di madre, prima vicaria e poi naturale. Ma se inizialmente il rapporto con la bellissima ed eterea Snow è magico, nel momento in cui nasce Bird tutto cambia. Arturo e la sua famiglia nascondevano un segreto che la bambina ha svelato e Boy si trasforma, con sua stessa sorpresa, nella crudele matrigna delle fiabe. Sono tante e diverse le donne che popolano il libro: Boy, Snow e Bird in primis, ma anche Webster, Mia, Mrs Fletcher, Julia, Olivia, Agnes, Clara. Tutte, chi dietro una facciata frivola, chi determinata, chi burbera, chi affettuosa, nascondono in maniera più o meno consapevole una parte non trascurabile della loro natura. E poi, ovviamente, c’è Frances. L’identità: è questo il tema al centro di Boy, snow, bird. Quanto c’è di vero in quello che appare quando un abito può mascherare, un viso può mentire? Possiamo scegliere chi essere – prendere la porta, tagliare i ponti, coprire le tracce – o il passato, prima o poi, tornerà a inchiodarci? Esiste un modo giusto di reagire quando si scopre che la persona che ci dorme accanto, quella che ci ha tenuti in braccio da piccoli non è chi diceva di essere? I cattivi sono cattivi o hanno le loro ferite e giustificazioni? Non ci sono risposte semplici in Boy, Snow, Bird, dove anche la protagonista, smarrita, ammette: «Non so piú chi o cosa siano gli altri».

«La fiducia in sé stessa della Oyeyemi è palpabile: è chiaro che questo è il libro che l’autrice stava aspettando. […] Mentre la popolazione aumenta, le nostre comunità si restringono e la nostra terra si ammala sempre più, mentre le nostre possibilità digitali diventano sempre più grandi e le nostre vite elettroniche più sedentarie, scrittori come Oyeyemi possono capire cosa sta succedendo e collegarlo a un’altra realtà, fondendo confronto e volontà di fuga. La dicotomia è un’ossessione centrale in Boy, Snow, Bird […]. Immagino Oyeyemi giungere finalmente nello strano universo da lei sognato già da tempo – quello che Saltz chiama una “un-self-consciousness filtrata attraverso iper-coscienza-di-sé, assurdità non elaborata, grandezza del desiderio” – e chiedersi, forse con trepidazione ma più probabilmente con maliziosa felicità, dove andare in questo strano mondo». Porochista Khakpour per The New York Times

Helen Oyeyemi (10 dicembre 1984) è una scrittrice britannica. Boy, Snow, Bird è già il suo quinto romanzo, nonostante la giovane età. The Icarus Girl, il libro d'esordio, scritto durante il liceo, è stato pubblicato in Italia con il titolo La bambina Icaro (Fabbri 2005). Laureata in scienze politiche presso l'Università di Cambridge nel 2006, nel 2007 pubblicò The Opposite House, ispirato alla mitologia e cultura cubana. Nel 2009 Oyeyemi è stata inserita nella lista "25 under 25" dalla rivista Venus Zine ed ha pubblicato il suo terzo romanzo White is for Witching, descritto dalla critica come "radicato in Henry James ed Edgar Allan Poe”. Nello stesso anno è stata finalista per il Shirley Jackson Award e nel 2010 ha vinto il premio letterario Somerset Maugham Award. Nelle sue storie la realtà si fonde con elementi del mito, del folklore e delle fiabe. Il risultato è un'atmosfera incantata in cui anche le cose più banali assumono valenze nuove. Attualmente vive a Praga con un numero sempre crescente di teiere che ormai colleziona da anni.

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