Categoria: bracbah

Intervista a Daniele Donisi

Il Fantasy è un genere molto apprezzato e su Leggere a Colori ne parliamo regolarmente. Certamente è uno dei generi più scelti dagli autori emergenti, basta dare una occhiata ad Amazon per rendersene conto. Oggi ospitiamo Daniele Donisi, autore di Bracbah, primo volume di una trilogia fantasy. Abbiamo parlato di Bracbah nella nostra recensione, oggi soddisfiamo qualche vostra curiosità in merito alla storia e all´autore certi che questi particolari possano incuriosirvi ancora di più.

Bando alle ciance, ecco la nostra intervista a Daniele Donisi!

Benvenuto su Leggere a Colori Daniele! Come è cominciata l’idea di scrivere un libro?

La mia risposta è sincera anche se può sembrare al quanto strana. Ma l’idea di scrivere un libro nasce dalla mia “pigrizia” di leggere i libri. Nel senso che, ogni volta che leggevo dei libri mi fermavo ad immaginare e proprio in quei momenti avvertivo un’improvvisa voglia di cambiare la storia e la trama secondo la mia fantasia.

E come mai proprio un fantasy?

Credo che con il genere fantasy ci sia più spazio per la fantasia dello scrittore senza essere legati o obbligati a delle basi reali come potrebbe succedere per un romanzo di fantascienza, dove si può inventare, ma bisogna inserire dei fatti veri e rendere la storia veritiera agli occhi del lettore. Per esempio, se un’astronave deve partire per un viaggio dalla terra ad un’altra galassia, lo scrittore deve parlare della curvatura dello spazio o della pericolosità di un passaggio attraverso un buco nero.

Sei sempre stato appassionato del genere o l’hai scoperto col tempo?

Sono sempre stato appassionato del genere fantasy e della fantascienza, però i primi libri che ho iniziato a leggere sono stati quella della collana “Urania”.

Quanto tempo ti ci è voluto per concepire e mettere per iscritto tutti gli eventi del libro?

La prima bozza (molto grezza) risale a quasi dieci anni fa, poi da quando ho deciso di scrivere “seriamente” il libro, l’ho completato in quasi diciotto mesi. Soprattutto perché il tempo che dedico alla scrittura è molto risicato in quanto il mio lavoro occupa gran parte della giornata, quindi quasi sempre scrivo la notte o nei weekend.

P80715121Leggendo su internet ho scoperto che la tua idea iniziale era di scrivere solo Bracbah, ma alla fine hai optato per scrivere una trilogia, data la mole di materiale che avevi. Come mai quando si comincia a scrivere un libro fantasy, poi la trama si espande così tanto da finire per scriverne più di uno?

Sì, confermo. La mia idea è quella di scrivere una trilogia e poi altri due libri su due personaggi che vengono citati o sono protagonisti in Bracbah. Tornando al discorso della lunghezza della trama, per quanto riguarda la mia esperienza, posso dire che la trama non si è allungata, perché mentre si scrive si ha sempre ben chiaro sia l’inizio che la fine della storia, quello che ha fatto dividere la storia lunga in tre/quattro/cinque libri sono tutti gli elementi, i particolari che servono per costruire la storia di un luogo particolare o il carattere e il passato di un personaggio specifico. Non so se ho reso l’idea, cerco di spiegarmi con un esempio. Non vedremo mai un “giallo” diviso in più libri perché le componenti sono quasi sempre le stesse: un morto, un assassino, un poliziotto che indaga e un testimone chiave. A fine libro l’assassino deve essere sempre catturato (che è sempre il maggiordomo - battuta). Al massimo possiamo trovare una collana di “Gialli” dove il poliziotto o l’investigatore risolve n casi in n libri (vedi Agatha Christie), mentre il fantasy ha tanti personaggi, ha tanti luoghi (molto spesso sono totalmente inventati) che ti portano a divedere il manoscritto in più parti se non si vuole pubblicare un volume da mille pagine. Questo è solamente il mio pensiero da esordiente, e non vorrei offendere gli amanti o gli scrittori del genere Giallo/Thriller

Da dove vengono fuori tutti i nomi fantasiosi e complicati?

Devo ammettere che la scelta dei nomi è stata molto articolata, soprattutto per quei personaggi che sono più o meno secondari. Per inventarli ho usato molto spesso, come base, i nomi di stelle che ho trovato su internet. Altri invece li ho inventati mescolando diversi nomi.

I personaggi di Bracbah rappresentano qualcuno nella tua vita reale?

Sì, sia in questo libro che nel seguito, ci sono alcuni personaggi che rappresentano persone a me care. Come per esempio l’essere magico: Ålehx, che era il mio cane, ma soprattutto per me, per dieci anni, è stato come un fratello.

E i luoghi che hai descritto?

No, diversamente dai personaggi, i luoghi sono nati solamente dalla mia fantasia.

La famiglia di Danyĕħl abita in una casa-albero. Come mai? È un tuo sogno d’infanzia?

La casa sull’albero non è mai stata un mio sogno, però l’ho scelta come dimora per il mio personaggio principale perché l’albero apparteneva ad una antica foresta dei giganti prima che fosse stata abbattuta per far spazio agli uomini e all’agricoltura di un avo di Danyĕħl (che si rivelerà essere molto importante nel suo destino) e che decise di farne una casa invece di abbatterlo.

Dato che questo è il primo libro di una trilogia, immagino che avrai già delle idee per i prossimi. Avranno sempre come protagonista Danyĕħl o daranno spazio ad altri personaggi?

Sicuramente ci saranno nuovi personaggi e nuove creature magiche e anche un drago.

Quando è prevista la pubblicazione dei seguiti?

Beh spero nel 2016 il secondo libro, dipende da quando finisco di scrivere la seconda parte. Sto impiegnando tutto il mio tempo libero, e quello della mia ragazza, a pubblicizzare il primo libro e nell’organizzazione delle presentazioni.

Visto che hai affrontato la scrittura di un libro decisamente articolato, come consiglieresti di muoversi a chi magari ha l’idea per farlo ma non sa come organizzare il lavoro?

Secondo me, NON sono l’unico che può dare dei consigli. Come dicevo poc’anzi, le prime bozze del manoscritto sono state tante e molto incasinate. Posso, però suggerire di tracciare su di un foglio un timeline con un inizio una fine, poi al centro dei grossi quadrati o contenitori, diciamo degli step intermedi, dove iniziare a mettere in linea generale i primi pezzi della storia, poi man mano fare altri piccoli riquadri per entrare sempre più nel dettaglio. Oltre a questo, anche se non si è bravi nel disegno, è utile rappresentare graficamente un personaggio così riesce meglio la sua descrizione.

Avresti mai pensato di vedere un giorno il tuo libro pubblicato e venduto online?

Sinceramente? No, non ci speravo. Quando ho iniziato a scrivere, l’ho fatto solamente per distrarmi dalla realtà e solo dopo aver finito il primo libro ho pensato ad una eventuale pubblicazione. Così ho inviato la bozza a varie case editrici senza ricevere alcuna risposta, poi è arrivata la mail della BookSprint ed il libro è nato.

Hai altri progetti oltre ai due libri in lavorazione?

Il mio progetto più grande è il matrimonio con la mia ragazza, spero di realizzarlo presto.

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Bracbah è acquistabile in versione cartacea oppure come eBook. Buona lettura!

abc

Recensione di Bracbah, Il ritorno dei demoni di Daniele Donisi

Prima di cominciare questa recensione, devo fare una confessione: devo ammettere, a malincuore, che non sono mai andata oltre il primo libro de Il Signore degli Anelli. Questo solo per dire di non arrabbiarvi se dico cose che per gli appassionnti del genere sono senza senso. Detto ciò, per me Bracbah, soprattutto nella parte finale, è stato troppo. Troppi nomi, troppe lettere strane, troppi posti, troppi spostamenti, troppi personaggi. Per questo non riesco a dare più di 3,5 stelle nella valutazione. Non è un brutto libro, ed è scritto bene, ma penso che ci siano state troppe idee e troppe poche pagine. L'idea iniziale di Daniele Donisi era di scrivere solo questo volume, ma quando si è trovato sul punto di sviluppare la storia, ha capito che non gli bastavano le pagine a disposizione, quindi ha optato per una trilogia. E questo bisogno di descrivere e far accadere cose si sente in ogni riga, si vede che dietro ogni parola ci sarebbe un mondo. L'autore ha avuto una fantasia pazzesca per inventare e riuscire a descrivere il mondo che si ritrova tra quelle pagine, e vi assicuro che non tutti ne sarebbero in grado di farlo.

A parte una certa confusione finale, la trama non è complicata. Quello che succede è sostanzialmente questo: Danyĕħl, nato da dei genitori contadini a Lifetown, fa la conoscenza della principessa Ŷesĩm mentre questa sfugge al controllo del padre e se ne va a spasso per il paese. Decidono di allontanarsi per mostrare il mondo alla ragazza, ma si ritrovano in una grotta con una veggente ad ascoltarla prevedere il futuro come salvatore del mondo di Danyĕħl. Ritornati al castello, dopo un breve malinteso con il re che credeva avessero rapito la figlia, comincia la prima avventura di Danyĕħl e il fratello leone Ålehx (fratello di cuore, perché salvato da Danyĕħl quando entrambi erano piccoli). Partono alla volta delle terre degli Gnomi (sulle quali giustamente c’è la maledizione della morte eterna) alla ricerca di un frutto magico per riportare in vita una giovane caduta vittima di un incantesimo rivolto al re. Quando tornano vincitori, comincia l’allenamento di Danyĕħl vero e proprio: prima con le armi e la forza bruta, poi con la magia. Finché non scopre che il suo maestro è stato sostituito da un impostore grazie a un incantesimo. Decide quindi di partire per salvarlo. Mentre Danyĕħl è in viaggio, comincia la guerra contro i demoni in tutte le terre conosciute, e lui arriva quando ormai non si sperava neanche più di rivederlo.

Quella che ho scritto è una trama sommaria, quindi ci sono moltissime cose che so di non aver scritto. Per capire per filo e per segno quello che succede, vi conviene aprire il libro, perché io non saprei dare un ordine migliore a tutte le parole che ho letto in quelle pagine.

Un'altra cosa che ho notato a volte è che sembrava mancassero dei passaggi in alcuni punti, come se esistesse un libro precedente a questo che non avevo letto.

Non consiglierei Bracbah a chi non ha mai letto fantasy prima d'ora, ma se invece vi piace il genere e ne leggete a bizzeffe, non vi deluderà di sicuro!

 

Approfondimento

L'ultima parte del romanzo è stata un po' pesante e ripetitiva: c'erano demoni su demoni che venivano uccisi ma poi ritornavano in vita. Mentre lo leggevo mi tornava in mente la scena di guerra de Il Signore degli Anelli con l'esercito infinito di orchi. Finché la storia non prevedeva guerre, il testo filava liscio, ma poi prende la foga della battaglia, e non finisce più!

Evitate di leggere Bracbah prima di andare a dormire, rischiate di sognarvi i demoni tricorni dagli occhi di fuoco e gli orchetti malefici che vi assalgono nel buio della notte. Abbasso gli incubi, evviva la fantasia!

 

Videorecensione

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