Categoria: Brando Skyhorse

Recensione di La casa dei padri invisibili di Brando Skyhorse

Il respiro di mia nonna. La voce di mia madre. Tutto il mio mondo. Ogni mia felicità.

Brando Kelly Ulloa è un felice bambino di tre anni. Il padre Candido, messicano purosangue, decide, dopo l'ennesima lite con la moglie, incallita bugiarda e folle, di abbandonarli a casa della nonna June, donna amabile e con un forte ca­rattere, in un ghetto di Los Angeles.

Per tutta la sua vita, Brando, è morbosamente assillato dalle mille storie che la ma­dre gli racconta ogni giorno, soprattutto sulla sua origine di indiano nativo americano. Ma a tredici anni, capisce che qualcosa non quadra, che ogni parola della madre altro non è che il frutto della malata fantasia della donna e che tutto il suo passato è stato distrutto senza lasciare traccia. Portata alle strette, Maria, bugiarda cronica e abile manipolatrice, confessa ogni cosa. Ma niente evita che nella vita di Brando entrino a far parte uomini, scelti dalla madre tramite an­nunci e sotterfugi, come piccole schegge conficcate nella sua parte mancante, quell'angolo d'amore paterno mai avu­to, se non con Frank, fidanzato tira e molla di Maria che lo ha sempre coccolato come se fosse suo figlio, anche nei mo­menti in cui nella sua vita era presente l'ennesimo marito della madre.

Paul, Pat, Robert, Rudy. Per ognuno affronta sempre lo stesso giro di giostra: imparare ad accettarlo, affezionarsi, amarlo e perderlo. Percorso alleggerito dal rap­porto con la nonna, unico legame reale, concreto e non bugiardo. Ma il percorso di Brando, ormai adulto, e tutta la sua vita si sgretoleranno quando riceverà due telefonate che gli porteranno grossi cambiamenti e la voglia di conoscere fi­nalmente il suo passato.

La casa dei padri invisibili è un libro autobiografico, poetico, vivo. Il difficile percorso umano e sentimentale del prota­gonista traspare in ogni pagina. La molla che spinge a leggere tutto d'un fiato questo romanzo è data dal continuo al­ternarsi delle bugie della madre e dai cambi di figure maschili avvenute lungo tutto il corso della vita del protagonista. Questo, rinforzato anche dal punto di vista del personaggio principale, porta il lettore a non staccarsi dalla lettura, cer­cando egli stesso verità e riscontri e arrivando a vivere in prima persona gli avvenimenti e i dolori che l'autore, Brando Skyhorse, ha vissuto sulla propria pelle.

 
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Approfondimento

In ogni cuore infranto c’è quel che sappiamo di dover fare per guarire e andare avanti. Poi c’è quello che in­vece i nostri cuori sono in grado di fare. È questo che mia madre e io chiamavamo amore.

Abbandono. Affetti mancati, afferrati e persi. Lutti. Cambiamenti. Questi sono i temi che Skyhorse affronta nel suo romanzo autobiografico con uno stile fluido e dinamico. Vent'anni per riuscire a mettere nero su bianco una vita complicata e amara.

Le due figure femminili, e i continui cambi di “paternità” sembrano arrivare concretamente addosso a noi, e farci male. I temi come il divorzio e le famiglie allargate e disordi­nate, trovano ne La casa dei padri invisibili terreno fertile su cui svilupparsi.

Brando Skyhorse, grazie al racconto della sua vita, afferma come ogni scelta adulta si ripercuota prepotentemente sulle vite dei bambini, che non sono inermi difronte a questi cambiamenti, ma bensì vittime di errori da “grandi”. L'odio e il rancore verso la ma­dre, bugiarda e violenta, non vengono preclusi dallo scrittore, ma bensì considerati sentimenti normali e conseguenze di un percorso sbagliato in partenza.

Un libro da far leggere a ogni genitore per rendersi con­to che i figli sono lo specchio di ogni loro scelta e che ogni bambino ha bisogno di verità, tempo e amore in­condizionato per diventare un buon genitore in futuro. Basta veramente poco.

Denise Dina

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