Categoria: brian morton

Recensione di Florence Gordon di Brian Morton

Il bello dei libri è che uniscono le persone: un autore con un editore, un editore con un altro editore, un lettore con un libraio...in mezzo a tanti collegamenti, ci siamo anche noi, con il nostro sito e il progetto che portiamo avanti. Noi siamo vivi e possibili grazie, oltre al nostro fondatore @fabiopinna, anche per tutti quegli editori grandi e piccoli che ci propongono nuove letture e avventure! Oggi dobbiamo ringraziare @sonzognoeditori che ci ha mandato una copia di "Florence Gordon", già in lettura e del quale presto avremo una recensione! Abbiamo dato una sbirciatina alla quarta e in poche frasi ci ha già intrigato! A presto lettori colorati! Stay tuned! #lac #leggereacolori #lacasadellibro #lacasadellettore #narrativa #copertina #cover #instabook #instalibri #bookworm #instabooks #sonzogno #florencegordon #brianmorton #readbooks #newbook

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Florence Gordon è un personaggio meraviglioso, è una donna che ha vissuto la vita alle sue proprie condizioni per settantacinque anni, ribelle, determinata, femminista, ebrea, scrittrice scorbutica, testarda e orgogliosa, che si ritrova improvvisamente catapultata sotto le luci della ribalta, grazie a una recensione del New York Times a firma Martha Nussbaum, nota autrice e critica letteraria, che la definisce “patrimonio nazionale”, esaltandone la sua personalità e scrittura.

Con una protagonista del genere, è difficile per gli altri personaggi tenere il passo, ma Brian Morton riesce ugualmente a creare delle dinamiche familiari interessanti: il figlio di Florence, Daniel, che ha abbandonato il mondo intellettuale e letterario dei suoi genitori, ha un rapporto conflittuale con entrambi, è un poliziotto che in tanti anni di servizio ha accumulato molte ferie quindi da Seattle per seguire la moglie, Janine, una psicologo, ritorna a New York; Janine ha vinto una borsa di studio alla Columbia University, per questo abbandona marito e figlia, cerca di diventare amica della suocera e flirta nel frattempo con il suo capo. Emily, figlia di Daniel e Janine, ragazza brillante, ama molto leggere e scrivere, proprio come la nonna, tanto che sta seguendo una corso di letteratura al femminile, e nel frattempo sta cercando di capire cosa fare di una relazione d’amore con un coetaneo conosciuto al liceo. Emily si offre come assistente di Florence, sperando di imparare da lei ma anche e soprattutto di penetrare nel suo cuore, scalfendo quella corazza dura che la tiene a distanza da tutti e da tutto. Ė lei che prenderà il testimone della nonna: per diventare scrittrice bisogna uccidere l’angelo del focolare, lo spirito che spinge una donna a pensare sempre prima agli altri, invece di prendersi cura di sé.

Se c’è una corrente d’aria, la donna ci si siede davanti.

Come un lungo fil rouge quindi da Virginia Woolf a Florence ed Emily Gordon a parlare di scrittura al femminile, a leggere di scrittura femminile, tema intorno al quale si sviluppa il quinto romanzo di Brian Morton, un libro di donne per le donne scritto sapientemente da un uomo. Florence è un personaggio inventata, ma sicuramente è metafora di tutte quelle donne americane e non che hanno lottato per ricavarsi her own room.

Approfondimento

Brian Morton è uno scrittore americano che giunge in Italia, grazie alla casa editrice Sonzogno, con il suo ultimo romanzo-saggio, un capolavoro, Florence Gordon.

111 capitoli incisivi, alcuni più brevi di una pagina, per un romanzo arguto, intelligente, sofisticato di intensa e profonda umanità. Il lettore, infatti, non è colpito soltanto dal personaggio audace e inusuale di Florence ma anche dal contrasto intellettuale ed emotivo che l’autore ha costruito con dialoghi fluidi tra Florence e i membri della sua famiglia. Su tutti come abbiamo già detto il rapporto con Emily, sua nipote, che lei addirittura la prima volta che s’incontrano chiama con un altro nome, il crescente legame tra le due è di fatto la cosa più bella del romanzo. Alla fine la simbiosi e la proiezione tra le due, nonna-nipote, raggiunge l’apice quando Emily segue Florence in una manifestazione di protesta, curiosa di vederla all’opera e quando in un finale profondamente melanconico l’accompagna a casa consapevole che quello sarà il loro ultimo incontro.

Florence Gordon, per i suoi riferimenti politici e sociali, è un romanzo sorprendentemente pieno di idee appartenenti a una classe intellettuale americana di sinistra, racconta delle speranze di uguaglianza, di giustizia, di libertà, deluse per lo più da chi si pensava che le incarnasse Barack Obama.

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