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Recensione di La scelta di Giulia di Brunella Schisa

In La scelta di Giulia Emma, neolaureata in lettere con 110 e lode, è una ragazza alla continua ricerca di risposte che non trovano corrispondenza alle proprie domande. Legata ad un ragazzo che non ama, invaghita ma non del tutto presa dal suo professor Moretti, stretta tra le mura di casa e insicura sulla propria carriera professionale vede nel futuro un punto interrogativo che galleggia sul nulla. Un regalo misterioso, promesso via telefono da sua zia Carolina, è il pretesto ideale per cui Emma decide di sospendere momentaneamente il caos della sua mente per indossare una realtà antica, paradossalmente nuova, racchiusa nelle dimensioni di un anello dalla corniola ovale con una figura incisa sostenuta da una catena liberty d’oro rosso. Accettando un regalo destinato a tramandarsi di generazione in generazione all’interno della famiglia Cortesi, Emma è invitata da sua zia Carolina ad addentrarsi affondo nella storia di famiglia e, incoraggiata da una cospicua somma di denaro, accetta di trascorrere l’estate riordinando documenti e fotografie.

Dapprima incoraggiata dall’offerta della zia per potersi sottrarre alla vacanza in Panarea in compagnia del suo fidanzato Guido, volta dopo volta, Emma impara ad immergersi in storie che, tanto diverse tra loro, le offrono l’opportunità di scoprire se stessa e l’importanza dell’anello che le cinge il dito. Cominciando dal lontano 1843, Emma ricostruisce nella terra napoletana la vita di Alessandro Cortesi, il capostipite della famiglia, che, imbarcato su una nave della flotta Rubattino diretta a Marsala, aveva dato origine all’impresa di famiglia, focalizzata sulle ghiacciaie di Massaua per poi trasmetterla ai figli di generazione in generazione.

Tramite lettere e dialoghi con zia Carolina, viene a conoscenza della storia di Giulia Grotti, originaria proprietaria dell’anello che le era stato regalato, la cui vita era stata devastata dai continui tradimenti di suo marito Carlo e la morte del figlio Sasà, costretto ad andare in guerra ancora ragazzino. Sorte sfortunatamente non diversa seguì anche per Letizia Colletti, nonna di Emma, costretta a dover convivere con l’infedeltà del marito sfociata nella nascita di una bambina da parte della contessa Raimonda Boilani durante la sua permanenza ad Asmara. Il nonno, artefice del crollo dell’impresa famigliare, tentò invano di cercare fortuna in America per poi ritornare nella terra napoletana nel marzo del ’47 , dopo essere stato lontano dalla figlia Giulia dieci anni e dalla moglie Letizia sei.  Trasmettendosi l’infelicità coniugale attraverso i geni, la famiglia Cortesi adotta un motto destinato a durare in eterno nella storia della propria famiglia: ricordati di dimenticare. Facendosi mentore di voci perdute, Emma veste i panni di scrittrice e scoprendo le verità sempre più sconvolgenti, ricostruisce una storia carica di intrighi, passioni e colpi di scena: la sua.

Brunella Schisa, giornalista e scrittrice, dopo aver pubblicato numerosi romanzi di successo, ricordiamo La donna in nero (2006), vincitrice del premio Rapallo Carige o Lo Strappo (2008), scritto con Antonio Forcellino e tradotto in diversi Paesi, si cimenta con La scelta di Giulia in una narrazione che insidia le proprie radici nella sua città natale, Napoli. Ricostruendo una vicenda famigliare che attraversa le più svariate epoche della storia italiana, curando con particolare intensità la guerra e il periodo fascista, fa sì che il lettore possa scollegarsi totalmente dalla realtà per immergersi in un’epoca da cui si immagina uscir reduce da testimone, più che da semplice osservatore. Intervallando le varie ricostruzioni famigliari con la vita di Emma, in cui la protagonista si esprime in prima persona, è possibile notare come più essa si addentra nelle vicende di famiglia più riesce ad allontanarsi con facilità sempre maggiore dai dubbi e le incertezze riguardanti la propria sfera personale che la attanagliavano all’inizio del racconto. Nonostante i propri antenati fossero ormai un ricordo vivo unicamente sulla carta, Emma riesce a crescere e conoscere se stessa attraverso le vicende che hanno reso protagonista l’anello che porta al dito. Il rapporto con zia Carolina assume una direzione diversa da quella che si potrebbe immaginare. Lontana da sentimenti di affetto e amore nei confronti della propria nipote, questa si fa portatrice di verità sconvolgenti che la stessa Emma soppeserà con la giusta reazione. Di una donna singolare sin dall’aspetto, caratterizzata dal portamento tipico della famiglia Cortesi e un astuccio pieno di chiavi in vita, Emma ricorda a se stessa la massima più importante: ricordati di dimenticare.

 

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