Categoria: bruno tognolini

Recensione di Rime di rabbia di Bruno Tognolini

Alzi la mano chi, in vita sua, non ha mai provato rabbia. Vi sto immaginando tutti, uno per uno: immobili sulle vostre sedie, lo sguardo perso nel vuoto, il cervello impegnato a rievocare l’ultimo episodio di cui vi siete resi protagonisti l’altro giorno. Ecco, vi vedete? Siete quelli che stanno urlando furiosamente contro il fidanzato, il vicino di casa, la cassiera, il fruttivendolo di turno. Non dovete vergognarvi, siamo esseri predisposti geneticamente all’ira: fin dalla più tenera età, infatti, una delle prime cose che impariamo è, senza ombra di dubbio, il litigio. Consci di ciò, è giusto porsi la domanda più importante di tutte: perché? La rabbia, questo sentimento forte e spaventoso, è forse uno dei perni più saldi e importanti su cui si appoggia la vita umana. Siamo abituati a ritenerla disdicevole: una persona perennemente arrabbiata risulta sgradevole ai nostri sensi, poiché avere a che fare con qualcuno che ringhia invece di sorridere è sicuramente poco invogliante. Eppure la rabbia è un sentimento ambivalente: se adeguatamente affrontata, infatti, l’ira non è così controproducente come solitamente amiamo dipingerla. Le rivoluzioni, le conquiste, i diritti acquisiti, e molti altri snodi importanti avvenuti nel corso del nostro infinito passato, prossimo o remoto che sia, partono tutti da una scintilla di rabbia; forse addirittura da un incendio. Tra le pagine di Rime di rabbia facciamo la gradevole conoscenza di una rabbia buona, utile allo sfogo di tutti quei sentimenti che, a lungo andare, se non liberati avrebbero il potere di corroderci l’anima. L’ira dei bambini è giusta, non pecca della presunzione degli adulti, scoppia e si estingue in qualche istante, senza lasciare segni permanenti. Come il fuoco che arde il terreno in un attimo, rendendolo poi fertile.

Non mi hai fatto niente Faccia di serpente Non mi hai fatto male Faccia di maiale Pugni di pulcino Calci di ragnetto Schiaffi di ridicolo topino deficiente Cosa credi che mi hai fatto? Niente.

Rime di rabbia è un libro che diverte e fa riflettere. Una macchina del tempo capace di catapultarci in un attimo nel passato, direttamente tra i banchi di scuola delle elementari, rammentandoci la facilità di affrontare sentimenti immensi unicamente grazie alla semplicità e al coraggio che ogni bambino, a suo modo, possiede. Anche se spesso non ci piace ricordarlo, siamo stati tutti piccoli. Ne consegue che ognuno di noi ha avuto al suo interno quella rabbia buona, che ci faceva uscire a testa alta dalle situazioni più impensabili. Crescendo ce ne siamo probabilmente dimenticati. Sia mai che la lettura di questo libro possa, finalmente, rinfrescarci la memoria!

Approfondimento

Scritto con il linguaggio semplice dei bambini, Rime di rabbia muove spesso critiche al mondo degli adulti, riuscendo ad arrivare al cuore dei lettori di ogni età. Non sono del tutto d’accordo sulla catalogazione come “libro per ragazzi”, poiché personalmente ne consiglierei la lettura a molti adulti, se non tutti. Alcune poesie in particolare sembrano scritte intenzionalmente per smuoverci dalla nostra posizione stantia di “grandi”; sembra quasi che l’autore voglia intimarci di conservare dentro di noi un pizzico nemmeno troppo piccolo del bambino che eravamo, per non sottostare del tutto alle imposizioni sociali che vedono l’adulto austero, impegnato, irremovibile. In una parola: serioso. Questo libro spinge a ricordare e, soprattutto, perseverare ciò che eravamo prima di crescere, una sindrome di Peter Pan consapevole e positiva, in grado di farci affrontare al meglio i sentimenti più complessi. Specialmente la rabbia!

Cristina Lenza

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