Categoria: buio

Mi vedi? (ti amo)

Per te suona una sveglia. Ogni mattina. E se è puntuale la odi. E se a svegliarti sono io, mi ami. Di più. Il gioco delle distanze. E delle possibilità. Dei pensieri rotti, di quelli a metà, delle inevitabili speranze. Di uno specchio che serve a dirti che non ti piaci granché prima di uscire, ma per paradosso sai che piacerai. Di un mio messaggio lontano e quasi di una verità superflua, bella, la verità, tu. Se non lo sai ancora. Nel tuo silenzio vestita apposta per me in un giorno che non mi incontrerai. Sarà un altro viaggio, di silenzio, di mille passi. Di mille treni. E gocce. E baci. Ricordi tra tempo che passerà a nostro favore, per sbagliare, per rimediare. Per fermare. Per non rassegnarsi, per non piegarsi alle bugie di chi dice che la vita è sempre la stessa, troppo facile, troppo difficile, troppo, troppo…. Destinazioni. Sceglie per te qualcuno. Una guida turistica in più, una torre, una piadina, un angolo buio nella luce. Una sciarpa da dividere in due. Qualcuno ti solleva da terra e ti porta nei portici di Bologna per farti passare prima degli altri. E ti salva da mille autobus assassini. Con un passato senza allegria, senza affascinante simpatia, un passato come un deserto, aspetto di di essere salvato mentre ti salvo. Mentre riscopro il sorriso. Aspetto che il trucco scivoli via con le lacrime del treno in partenza. Per me suona la vita. Ogni mattina. E se è puntuale la odio. E se a svegliarmi sei tu, ti amo. Di più. Ti riservo. Ti nascondo. Ti ascolto. Mi fermo. Mi chiedo. Mi curo.

Sarà un altro viaggio di sole o di pioggia per provare come si sta con le dita intrecciate fino in fondo. Sarà un regalo, una fetta di una torta in vetrina, sarà cercare quel che si è già trovato in un silenzio di logiche opposte. Arrivare un pochino più in su, per giungere a te. La paura non c’è. La paura non esiste se non la fai esistere. E se tu sei davvero tu, ti prendo come un foglio appena fatto. In equilibrio su quel profumo. Ti riservo come un tavolo di nessuno.Ti nascondo come un prestigiatore. Ti ascolto proprio come sai fare tu. Ti liscio i capelli come per calmare le onde dei miei pensieri impazziti. Mi fermo. Mi curo. Mi vedi. Ti amo. Cinque lettere.

abc

C’è vento

C’è vento, stasera

c’è vento anche in camera mia,

un vento che spezza

Ieri eri niente

ed oggi sei una ferita.

forse tra il niente ed il dolore ci passa proprio la tua volontà di ferire

Ho avuto un silenzio lunghissimo

che non saprai mai perché ci parlavo sopra per farlo tacere

Ma le parole erano come quadri comprati al supermercato,

messi lì proprio per coprire le crepe sui muri.

Su quei muri c’è scritto il tuo nome

che è un inferno…

Poi il tuo distenderti…

e mi perdo, d’accapo.

Provo a spegnere la luce..

c’è lo stesso buio di prima

Ma la notte è il periodo migliore per scoprire quanto effimeri e mendaci siano i sogni di un uomo. False realtà, o realtà colorate con tempere più accese che si mescolano nel buio della solitudine. E per poco, essa, non esiste più.

Vincenzo Pisani

abc
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