Categoria: Cadavere squisito di Luigi Carletti

Recensione di Cadavere squisito di Luigi Carletti

Semplice nello stile ma complesso nei concetti, Cadavere squisito è un romanzo dalle molteplici sfumature. Luigi Carletti si immerge nell’introspezione del protagonista rendendoci partecipi dei suoi sentimenti, dei suoi pensieri e del suo ego; allo stesso modo, servendosi del protagonista, ci guida tra le menti dei vari personaggi lasciandoceli conoscere poco a poco. Inizia proprio con questo: il libro si apre con la visione di un evento tragico da vari punti di vista: quello della polizia, scettica e inizialmente poco interessata alla segnalazione fatta da un uomo ritenuto poco credibile, quello dell’uomo, che finalmente ha un suo momento di credibilità, quello dei curiosi, spaventati ma avidi di novità e che quindi si accalcano attorno alle transenne in attesa di un barlume nuovo che scuota la loro monotona vita.. La scena che si para davanti a tutti è il ritrovamento di un’auto con un cadavere dentro, il cadavere di una bella donna con gli occhi verdi e i capelli raccolti in due trecce. Luigi Carletti però non tralascia minimamente la trama, che si snoda intricata ma comprensibile tra colpi di scena e riflessioni.

Complessa nella logica ma semplice nella forma, è avvincente. Nel frattempo infatti il nostro protagonista, Niki, sta cercando di riprendersi dalla scomparsa della sua compagna, Dora la pittrice. Lei è fuggita dopo una furiosa litigata, legata soprattutto ad un dipinto che lui le ha tenuto nascosto, e non è più tornata né si è più fatta sentire. Chi lo circonda gli consiglia di dimenticarla, era una donna come tante che non era fatta per rimanere e che non tornerà. Per gli altri la storia finisce lì, ma non per Niki: lui ha dei fantasmi che lo perseguitano, ricordi macabri e visioni proveniente dal passato che tormentano il suo sonno e la sua veglia, memorie della notte successiva alla litigata che spingono per tornare a galla ma non hanno abbastanza energia per farlo, impedendogli di ricordare cos’è successo. Non è pesante da leggere, scorrevole e mantiene alta la soglia di attenzione del lettore con piccole accuratezze abilmente posizionate all’interno del testo, come un velato riferimento al titolo del capitolo che si sta leggendo, un ricordo del protagonista che aggiunge un tassello mancante al puzzle, una descrizione particolarmente dettagliata di un personaggio che fino a quel momento è sembrato inutile..

Torniamo alla trama di Cadavere squisito, mentre Niki sta ancora cercando di fare chiarezza dentro di sé, il corpo trovato nell’auto viene identificato: è quello di Dora. E Niki viene indagato come possibile colpevole. A questo punto gli altarini si scoprono: Dora, forse, aveva una relazione con il giovane vicino di casa, ucciso anche lui. Cosa c’entra Niki in tutto questo? È davvero tutto ovvio come appare? Infine, oltre all’attenzione meticolosa all’introspezione dei personaggi e alla trama ben strutturata e diluita all’interno del testo, c’è un altro punto a favore: non è uno di quei gialli scontati, dove “il colpevole è sempre il maggiordomo”, quei thriller commerciali dove basta piazzare sangue, stupri e delitti passionali ogni due pagine per destare l’attenzione e così si tira avanti fino alla fine di Cadavere squisito. Anzi, ha personaggi interessanti e elementi narrativi singolari eppure perfettamente coerenti con la nostra realtà, questo fa sì che al lettore sembri di essere davvero nella storia, non di seguire un caso di cronaca nera gonfiato dai media né di leggere uno di quei romanzi che sembrano avere come premessa “è tutto finto, dormite sonni tranquilli perché finirà bene”. Assolutamente consigliato, Cadavere squisito é un libro che sa appassionare, emozionare e far riflettere.

Benedetta Talluto

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