Categoria: Caffè amaro

Recensione di Caffè amaro di Simonetta Agnello Hornby

Un allegro moderato, limpidissimo. Altre gocce e alla fine la melodia sbubbicava nota dopo nota, la spirale si allargava in un andante maestoso e Maria era felice.

Nella Sicilia di fine ‘800, Maria, unica figlia femmina della famiglia Marra, vorrebbe seguire la sua passione per la musica, diplomarsi e diventare insegnante. Ma lei, da figlia ubbidiente e perfettamente inserita nella sua epoca, soffocherà i desideri d’indipendenza per amore della sua famiglia, e andrà in sposa, giovanissima, a Pietro, rampollo della famiglia Sala, di trent’anni più vecchio che, avendola vista una sola volta, si è perdutamente innamorato di lei al punto di chiedere la sua mano senza pretendere alcuna dote.

Pietro è uomo colto e sensibile ma donnaiolo e dedito al vizio del gioco e di questo Maria ne è consapevole. Nonostante le iniziali perplessità, Maria voleva immolarsi, nella sua mente aveva usato proprio questa parola, e acconsente al matrimonio, dettando però alcune condizioni, tra cui quella di poter suonare ogni giorno il pianoforte e coltivare la sua grande passione per la musica.

Fin da piccola le vicende di Maria sono intrecciate a quelle di Giosuè Sacerdoti, cresciuto con la famiglia Marra dopo la morte del padre. Tra i due bambini si è creato fin da subito un forte legame emotivo, che sarà presente in ogni fase della vita di entrambi. Ma quando Maria andrà in sposa a Pietro Sala, Giosuè inizierà la sua vita accademico-militare e intraprenderà i suoi studi nel continente.

All’inizio di Caffè amaro la figura di Maria sembra debole e sottomessa, ma ben presto si comprende la sua forza e determinazione, forza che le permetterà ben presto di prendere in mano le redini nella sua famiglia.

Pietro dal canto suo ammira e ama moltissimo questa giovane moglie che lo rispetta, che è propensa a imparare da lui il gioco amoroso dei sensi e sa essere attenta ascoltatrice riguardo l’arte e l’oreficeria della Magna Grecia, di cui i Sala, e Pietro in particolare, sono collezionisti.

Con il matrimonio la giovanissima Maria si trova catapultata in un mondo lussuoso fatto di gioielli, feste, teatro, abiti sontuosi e una vita nobiliare molto ricca, ma la sua tradizione familiare “socialista” la porterà a osservare empaticamente le condizioni di vita della classe meno abbiente e a imporre importanti migliorie all’interno dei vari possedimenti della famiglia Sala. Questo contribuirà non poco ad acuire invidie e dissapori da parte di alcuni membri della famiglia, ma la determinazione di Maria saprà comunque tenere a bada pettegolezzi e malumori e, acconsentendo alle volontà del suocero, si troverà a prendere in mano la gestione dei possedimenti intestati a Pietro, privando il marito delle sue responsabilità e permettendogli di continuare la sua vita tra arte, donne e gioco.

La storia della Sicilia diventa in Caffè amaro quella dell’Italia che sprofonda nella prima guerra mondiale, nelle leggi razziali, con i soldati al fronte, i bombardamenti, e le vicende di Maria e Giosuè continueranno a intrecciarsi fino alla fine, sempre legati da un sentimento più forte della semplice amicizia.

Approfondimento

La scrittura ricca e avvincente di Simonetta Agnello Hornby ci trascina magistralmente in un affresco della Sicilia e di un pezzo di storia d’Italia, raccontandoci il colonialismo, le leggi razziali e la prima guerra mondiale visti attraverso le avventure delle famiglie Marra e Sala.

Maria rappresenta la forza di una donna che si comporta coerentemente rispetto all’epoca in cui vive, senza rammarico per i sogni perduti, senza rancori. Una figura che conosce il suo ruolo e sa stare al suo posto, che diventerà ben presto figura cardine in seno alla nuova famiglia. Lo scorrere del tempo e della narrazione ce la fa conoscere giovane moglie a madre combattiva, poi donna matura e appagata nell’aver compreso la sua vera strada.

Tiziana Malisani

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Caffè amaro di Simonetta Agnello Hornby

Dal 28 aprile in libreria

È attesa per fine mese l'uscita nelle librerie di Caffè amaro, il nuovo romanzo di Simonetta Agnello Hornby edito da Feltrinelli. La Sicilia, mai così struggente e sensuale, fa da cornice ad una vicenda che si snoda dai primi vent'anni del Novecento fino alla Seconda guerra mondiale. Quella raccontata da Simonetta Agnello Hornby nel suo nuovo romanzo è una storia inusuale, carica di sensi, di desideri, di ambientazioni indimenticabili, una storia che ha il sapore del Caffè amaro, così come amara può essere la scelta di sposare un uomo che non si ama.

Provincia di Agrigento, inizio Novecento. Gli occhi grandi e profondi a forma di mandorla, il volto dai tratti regolari, i folti capelli castani: la bellezza di Maria è travolgente e suadente, di quelle che gettano una malìa su chi vi posi lo sguardo. Proprio come accade a Pietro Sala – che se ne innamora a prima vista e decide che deve averla ad ogni costo, chiedendo la sua mano senza curarsi della dote – e, in maniera meno evidente, all’amico Giosuè, che è stato cresciuto dal padre di lei e che Maria considera una sorta di fratello maggiore. Maria ha solo quindici anni, Pietro trentaquattro; lui è un nobile di Agrigento, un facoltoso bonvivant che ama i viaggi, il gioco d’azzardo e le donne; lei proviene da una famiglia socialista di grandi ideali ma di mezzi limitati. Così, dai profondi occhi scuri di Maria e dal suo volto dolce e sensuale arriva un sì alla proposta di matrimonio che Pietro le fa. Non è facile lasciare la famiglia, il paesino e l’amico Giosué per approdare nella fredda casa dei Sala, dove l'accoglienza non è delle migliori. Eppure, nonostante le differenze e la mancanza di un vero sentimento, il matrimonio con Pietro si rivela una scelta felice: fuori dalle mura familiari, Maria scopre un senso più ampio dell’esistenza, una libertà di vivere che coincide con una profonda percezione del diritto al piacere e a piacere. Attraverso l’eros, a cui Pietro la inizia con sapida naturalezza, arriva per lei la conoscenza di sé e dei propri desideri, nonché l’apertura al bello e a un personalissimo sentimento della giustizia.

«Maria si girava davanti a tre specchi che riflettevano la sua immagine. Non più imbarazzata: sapeva di essere bellissima.»

Maria ormai vede la vita con occhi diversi, vuole di più ed inizia ad andare incontro al vero amore. Durante una vacanza a Tripoli, complice il deserto, Maria scopre anche di cosa è fatto il rapporto che, fino ad allora oscuramente, l’ha legata a Giosuè. Comincia una rovente storia d’amore che copre più di vent’anni di incontri, di separazioni, di convegni clandestini in attesa di una nuova pace.

«Bruciava, quella mano, e anche il palmo di lei era rovente. Capirono.»

Dai Fasci siciliani all’ascesa del fascismo, dalle leggi razziali alla Seconda guerra mondiale e agli spaventosi bombardamenti che sventrano Palermo, Simonetta Agnello Hornby insegue la sua protagonista, facendo della sua storia e delle sue scelte non convenzionali la storia di un segmento decisivo della Sicilia e dell’Italia.

Simonetta Agnello Hornby è nata a Palermo e vive dal 1972 a Londra, dove ha svolto la professione di avvocato dei minori ed è stata per otto anni presidente part time dello Special Educational Needs and Disability Tribunal. Ha pubblicato con Feltrinelli La Mennulara (2002), La zia marchesa (2004), Boccamurata (2007), Vento scomposto (2009), La monaca (2010), La cucina del buon gusto (con Maria Rosario Lazzati, 2012), Il veleno dell’oleandro (2013), Il male che si deve raccontare (con Marina Calloni, 2013), Via XX Settembre (2013) e Caffè amaro (2016). Ha inoltre pubblicato: Camera oscura (Skira, 2010), Un filo d’olio (Sellerio, 2011), La pecora di Pasqua (con Chiara Agnello; Slow Food, 2012), La mia Londra e Il pranzo di Mosè (Giunti, 2014). I suoi romanzi sono stati tradotti in tutto il mondo e hanno vinto numerosi premi.

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