Categoria: Caffè Babilonia

Recensione di Caffè Babilonia di Mehran Marsha

Marjan sapeva che la vedova gentile era ansiosa di conoscere la storia della loro fuga, ma sentì che non riusciva a raccontargliela. Non ancora.

È la storia delle tre sorelle Aminpour protagoniste di Caffè Babilonia ha inizio proprio a seguito di una fuga. Le tre decidono di scappare dalla violenza di Teheran e si trasferiscono dapprima a Londra e poi in Irlanda, dove aprono un caffè che sarà capace di stravolgere le loro vite e le vite degli abitanti del posto, che pian piano verranno catturati dalla magia delle ricette e anche dal fascino delle tre.

In Caffè Babilonia, checchè se ne dica, il cibo e la magia evocativa che una ricetta sa trasmettere sono protagonisti tanto quanto le tre sorelle. Ogni capitolo è infatti accompagnato da una ricetta completa di ingredienti, che in appendice al libro sono anche corredati di suggerimenti su come sostituirli con altri meno esotici.

La fuga è un’altra protagonista del libro. Dalla fuga delle tre sorelle, infatti, scaturiscono una serie di vicende che ci portano a conoscere il “diverso”, che ci mostrano un incontro tra popoli e tradizioni differenti e che scacciano via la routine.

La trama e anche il modo in cui Caffè Babilonia è scritto portano il lettore a immaginare perfettamente e vividamente tutti i colori e i profumi che vengono descritti durante le ricette e in qualche modo riescono anche a far riscoprire, tramite le pagine e le parole il gusto della convivialità e dell’amicizia.

Caffè Babilonia mi è piaciuto ma non tanto come credevo e speravo. È un romanzo dolce-amaro e piacevole che però, nonostante il potere evocativo, presenta una trama fin troppo lineare che a volte appare piatta. Non ci sono colpi di scena e c’è, in alcuni momenti, una prevedibilità che un po’ abbassa l’interesse del lettore. Lo definirei, anche se forse alcuni non saranno d’accordo, una lettura da ombrellone. Rilassante, carino ma niente di più.

Lo stile è semplice, scorrevole e facile da leggere. Non è pesante pur essendo il libro, come ho già detto prima, un po’ “banale” in certe dinamiche.

I personaggi sono molti e tutti hanno un carattere ben delineato. Tra tutti le sorelle: Marjan è la più razionale, quella materna che custodisce le ricette di famiglia,  Bahar, la secondogenita, sposata ad un uomo violento è una donna molto sensibile, Lyla, la più piccola è quella spensierata e libertina che fa perdere la testa agli uomini pur essendo molto giovane.

I personaggi secondari, anche loro abbastanza presenti, sono un ottimo accompagnamento alla storia di queste tre ragazze.

Nel complesso un libro che consiglierei a chi non ama le letture troppo impegnative.

 
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Approfondimento

Eccoci al connubio libri/cinema/tv.

Ora, sarà per l’atmosfera esotica, per quel pizzico di mistero che sa di spezie e passione, di coraggio e avventura, ma io qui ci vedo un bel film in stile in Bollywood. Con Aishwarya Rai a fare la protagonista Marjan.

Invece se dovessi pensare a una serie tv mi verrebbe in mente, come Marjan, Cote De Pablo. La ricordate esotica e risoluta nel ruolo di Ziva David in NCIS?

Chissà che magari un giorno non avvenga una delle due cose o che non sia già avvenuto ma non sia ancora stato mostrato.

Ad ogni modo, buona lettura!

abc
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