Categoria: Candore

Recensione di Candore di Mario Desiati

Nulla è più invidiabile di una morte nell’esercizio delle proprie passioni.

Martino ci porta per mano nel suo magico mondo romantico, fatto di seta e pizzi, trasparenze e dettagli, sospiri e baci, libidine e trasgressione. La sua unica ragione di vita è questo: il porno della Golden Age, degli anni ’90, in cui le donne erano delle vere e proprie eroine, sogni erotici che potevano sollevare le sorti di una cattiva giornata anche solo con un loro sguardo felino. Per Martino è questa l’unica vita possibile, non esiste nulla che non si possa ricondurre in qualche modo a questo limbo dorato che è la sua via di fuga, il suo punto fermo.

Si trasferisce dal Salento a Roma per realizzarsi negli studi e dare lustro alla sua famiglia, senza però mai riuscirci, ma stringendo invece sempre di più la spirale che lo porterà nell’abisso più totale. Ogni aspetto della sua vita, proprio come una vera passione richiede, viene visto in chiave “a luci rosse”: ogni donna che ama assomiglia a una pornostar che conosce bene attraverso i vari film che vede, ogni lavoro è trovato valutando se lo farà stare più a contatto con il mondo hard. Tutto però lo sbeffeggia e quel suo stesso mondo dorato che lui brama con tutte le forze si allontana dagli ideali di Martino per trasformarsi in qualcosa di sempre più vile: sottomissione e violenza la fanno da sovrane. E mentre noi restiamo senza fiato dal tifo forsennato che facciamo per questo sognatore, la vita è meno simpatica ancora, quasi fino alla fine. Quasi.

Candore ci trasporta in un mondo poco conosciuto, visto per lo più come sporco e malato, senza bellezza, senza testimoni reali, proprio perché considerato vergognoso. Ma pagina dopo pagina ci fa conoscere con una dolcezza e sottigliezza incredibile che non è proprio così, almeno non tutto, almeno non tutti. Ci sorgono così delle domande spontanee sulla morale, sul pregiudizio, facendo un viaggio di introspezione in aspetti poco sondati del nostro animo, quelli più oscuri e sensibili.

Approfondimento

Martino rappresenta l’antieroe che si lascia trascinare in basso senza mantenere le promesse che si era fatto. Vive in modo doloroso pur di restare fedele a se stesso, seguendo un percorso che nell’immaginario comune è proprio quello che segue chi è con la testa tra le nuvole, soprattutto se sono nuvole rosse. Ma invece che provare pena per questo protagonista, ci suscita comprensione, affetto, una sorta di ammirazione per il coraggio che dimostra per vivere secondo le proprie inclinazioni, anche se il suo non è propriamente coraggio.

Troviamo tutta una serie di donne che legano con lui in maniera diversa: fidanzate, colleghe, maitresse, ma senza che nessuna riesca a raggiungere quel suo nucleo di sogni, farne parte e farli suoi. Accanto a queste storie di amore ci sono anche i compagni di sventura che approfittano della situazione e sfruttano questa innocenza che caratterizza Martino. Perché sì, lui è innocente, ingenuo, un soggetto che vive con candore ciò che è, accettandosi e accettando ciò che questo comporta.

Candore è un libro pieno di vita di basso rango, che palpita ad ogni parola con un linguaggio mai scabroso, mai toccando il volgare, ma che ci lascia a immaginare per tutta la sua lunghezza gli aspetti tragicomici che descrive con una leggerezza che lo rende infine un piccolo gioiello, lavorato e rifinito dall’autore per moltissimo tempo e con amorevole attenzione.

Jessica Garino

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