Categoria: Caren Lissner

Recensione di Lo strano mondo di Carrie Pilby di Caren Lissner

Non avrei tanti problemi ad adattarmi al mondo, se il mondo avesse un senso. Ma non ce l’ha. L’ho capito molto, molto tempo fa. Forse il mondo dovrebbe adattarsi a me.

Carrie è una ragazza di 19 anni con un’intelligenza sopra alla media, che le ha consentito di terminare gli studi tre anni in anticipo rispetto ai suoi coetanei. Questa in parte la causa della sua solitudine, del suo non avere amici. Vive sola in un appartamento a New York, pagato da un padre troppo spesso in viaggio per lavoro; un padre che fin dalle prime pagine viene accusato di averle raccontato la grande bugia. Carrie passa le giornate tra il suo appartamento, i libri, i dvd dei migliori film di tutti i tempi, le sue manie. Ma, soprattutto, sono i suoi pensieri e le sue domande a farle compagnia. Il mondo non le piace, la gente non la stimola: non trova nessuno con il quale avere una conversazione al suo livello.

“Cosa vuoi fare” mi chiede. “Stare qui seduta.” “Intendo con la tua vita.” “Cosa ti fa pensare che la risposta sia diversa?”

Ora però Carrie ha un compito, stabilito in cinque punti. Cinque passi, imposti suo analista, per riuscire a trovare un po’ di quella felicità che si merita. E Carrie deve abbandonare il suo letto, dove passa gran parte del tempo, e cercare affrontare il mondo. Così tra incontri dall’analista, conoscenze casuali e non, un lavoro saltuario, la ricerca di nuove esperienze, chissà se il mondo della stravagante Carrie cambierà rotta?

Lo strano mondo di Carrie Pilby è una sorta di diario mentale, una visione quasi claustrofobica della realtà. Il lettore si muove all’interno della storia attraverso gli occhi del narratore, di Carrie, che parla sempre in prima persona, a se stessa, certo, ma anche a noi che la stiamo “ascoltando”.  La scrittura lineare e semplice, senza tanti fronzoli e paroloni, di Caren Lissner aiuta in questo scopo: ci prende per mano e ci guida nei meandri della mente di una ragazza di diciannove anni, illustrandoci il suo modo di vedere, attraverso quelle domande alle quali cerca di dare una risposta. Carrie si interroga su tutto, dalle cose più banali al sesso, dall’etimologia delle parole, al senso di dover perdere tempo lavorando; ma, soprattutto, continua a chiedersi: possiamo andare oltre alle regole morali che ci siamo imposti? Fino a che punto possiamo giustificare le nostre scelte sbagliate? È giusto cambiare per essere accettati?

Approfondimento

In alcuni momenti il personaggio di Carrie può risultare antipatico, saccente. Lei è depositaria di quanto è giusto e tutto il resto del mondo sbaglia, proprio perché pensa diversamente da lei. Ma, proseguendo nella lettura, ci si accorge che proprio questa è la fragilità di Carrie: il suo essere diversa, il suo non riuscire ad accettare che le cose sono così e basta. Piano piano ci si affeziona a questa ragazza, una sorta di Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany, che, appollaiata sulla scala antincendio di un appartamento newyorkese, osserva i vicini di casa, sperando in un invito a cena. E, alla fine, arriviamo a essere noi quelli che vorrebbero invitarla.

Monia Merli

[amazon_link asins='B0748GQYCK' template='ProductCarousel' store='leggacolo-21' marketplace='IT' link_id='982b08c4-b406-11e7-a80d-cb8d019bcd32']abc
INSTAGRAM
In lettura...
Un nuovo libro al giorno sui social: seguici!