Categoria: Carla Vistarini

Recensione di Se ho paura prendimi per mano di Carla Vistarini

Se ho paura prendimi per mano è un bellissimo romanzo di esordio di Carla Vistarini, conosciuta per aver scritto testi di canzoni indimenticabili come La nevicata del' 56 di Mia Martini.

Il protagonista, un uomo di circa trent'anni che un tempo aveva conosciuto il successo, il potere e la ricchezza, è ora un barbone che vive sotto i ponti maestosi che si ergono sul Tevere e che riesce ad avere un pasto caldo solo quando si reca in una mensa del povero, gestita da un giovane prete a cui ha dato come generalità un nome inventato, Smilzo. La protagonista, invece, è una bambina paffutella di circa tre anni, dai modi e dai vestiti apparentemente di buona famiglia, ma che non parla e riesce solo a pronunciare, quando è molto incavolata, un raggrinzito “F-f…ngulo!”. I due si incontrano all’inizio del romanzo in un supermercato dove avviene una rapina e dove una donna viene assassinata. Smilzo non ha nessuna voglia di rilasciare testimonianze ai poliziotti, di guai negli ultimi tempi ne aveva dovuto affrontare già tanti, e si nasconde, trovandosi però appiccicata addosso la bambina di cui inizialmente è convinto che la donna uccisa sia la madre. Con uno slancio a dir poco da incosciente, Smilzo la salva dalle grinze di un energumeno che tenta di rapirla e la porta via stretta tra le sue braccia. Inizia così una storia rocambolesca che sa dell'incredibile. Smilzo viene preso di mira da una banda di criminali e deve quindi fuggire perché lo vogliono uccidere, perché gli sparano addosso. Sa bene che è tutto legato alla bambina, ma non può abbandonarla finché non trova il padre, non trova qualcuno a cui consegnarla. Ad aiutarlo emergono dal romanzo altri due personaggi: il giovane prete della mensa dei poveri, Don Pietro, e un uomo anziano in pensione malato di Alzheimer, il professor De Renzis, che è convinto che il suo cane, Picchio, un chihuahua, sappia parlare. In una Roma caotica, indifferente, in un mondo imbruttito dalla crisi, dall'indifferenza i tre hanno un solo scopo quello di salvare una bambina, un angelo dai lunghi capelli fini e biondi, una bambina piccola e indifesa, ma che sa cosa vuole dalla vita e da gli altri e sa soprattutto farsi rispettare.

Il racconto della Viscarini si snoda da situazioni complicate a situazioni provvidenziali, da momenti di alta tensione a momenti di spensierata allegria in uno stile immediato e con un linguaggio scorrevole. Il romanzo si complica con l'aggiunta di personaggi di contorno poco affidabili come Charles Brandt, avvocato, e di un altro oscuro personaggio che vuole uccidere a tutti i costi Smilzo e infine di un personaggio positivo come Tano Curreri, poliziotto, che legge i romanzi di Simenon e invidia la calma e il sangue freddo di Maigret. Apparentemente non diresti che questo romanzo è un thriller, eppure lo è.

Approfondimento

La copertina è la prima cosa che ti colpisce di Se ho paura prendimi per mano e in parte ti porta fuori strada: quella bambina legata al suo palloncino a forma di cuore bianco e i colori così tenui, ti suggeriscono storie semplici e delicate, ma se guardi attentamente il pallore del suo viso e gli occhi chiusi, serrati verso il mondo, capisci subito che avrai a che fare con un romanzo che ti racconterà tutte le brutture e le ingiustizie della vita.

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