Categoria: Carlo Loforti

Malùra di Carlo Loforti

 

Dal 2 novembre in libreria

Dopo il successo di Appalermo, Appalermo!, tra pochi giorni arriverà in libreria Malùra, il nuovo romanzo di Carlo Loforti edito da Baldini&Castoldi. Malùra è un viaggio al cuore delle nevrosi, che evaporano dall’asfalto rovente siculo-calabrese tra risse e paesaggi mozzafiato, musi lunghi e perdoni, furti e cotte adolescenziali, inseguimenti e scoperta (senile) delle droghe, sparatorie e redenzioni. Il tutto, condito da uno stile che è già un segno distintivo.

«Loforti ha uno stile umoristico che ricorda Nick Hornby e una garbata prosa macchiata di dialetto.» - La Repubblica

Uscito da un carcere palermitano dopo 13 mesi di custodia cautelare, Mimmo Calò, ex star di una trasmissione sportiva locale, non ha un piano, non ha un lavoro, non ha più una moglie. Ha solo una figlia, che però già a soli quattro anni sembra aver capito di doverlo odiare. In questo stato di crisi c’è però un’altra dolorosa frattura da sanare, anche se Mimmo non vuole ammetterlo: la fine del rapporto con il migliore amico Pier Francesco. Suo padre Pietro insiste ripetutamente perché i due facciano pace, preoccupato che anche il figlio possa distruggere un’amicizia importante come lui, più di quarant’anni prima, ha fatto con Fefè. «Se tu fai pace con lui, io faccio pace con quella cosa inutile», gli promette Mimmo, convinto che la cosa non possa verificarsi. Quando si accorge che il club di calcio che gli ha offerto un lavoro come allenatore è solo una copertura per attività illecite e si mette nei guai con dei criminali palermitani, l’ex giornalista decide di mollare tutto, togliere le tende per un po’ e accettare la proposta del padre: compiere un lungo viaggio alla volta della Calabria, per recuperare l’amicizia perduta con Fefè. Mimmo, invece, non sembra disposto a onorare la promessa fatta. Per intercessione del padre, però, il giorno della partenza si presenta anche Pier Francesco. I tre sono costretti a partire insieme a bordo di una Ritmo dell’88, per un rutilante viaggio attraverso una Sicilia rovente e sgangherata, alla ricerca di se stessi e del vero significato dell’amicizia, dell’essere padri e dell’essere figli.

«Una piacevole sorpresa nel paesaggio spesso povero della commedia di qualità.» - Il Mucchio

«Una scrittura spiritosa, leggera e senza pudore. Loforti ha una prosa dall’impasto rude e insieme scorrevole, (senza, deo gratias, plagiare Camilleri), da cui viene fuori una narrazione sapida e mai banale. In cui tutto viene raccontato con un umorismo che regala momenti di autentico spasso.» - Premio Italo Calvino

Carlo Loforti, è palermitano, classe ’87. Ha scritto Suicidi d’onore (2013) e ha lavorato come autore per web e cinema. È stato tra i finalisti della XXVIII edizione del Premio Italo Calvino. Nel 2016 ha pubblicato il suo primo romanzo di successo, Appalermo, Appalermo!.

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APPALERMO, APPALERMO! di Carlo Loforti

Dal 14 aprile in libreria

Tra pochi giorni potremo trovare in libreria APPALERMO, APPALERMO!, il romanzo di debutto di Carlo Loforti finalista al Premio Italo Calvino ed edito da Baldini&Castoldi. Loforti ci trascina in un susseguirsi di vicende bizzarre che si gustano con un ritmo cinematografico. C’è la Palermo dei vicoli e delle borgate, polverosa e popolare, che ci arriva dalla scrittura asciutta e quotidiana di un palermitano sincero che ben si coniuga con i personaggi che racconta. APPALERMO, APPALERMO! ci racconta le vicende di Mimmo Calò, una sorta di Amélie Poulain con la licenza media, un Alvy Singer di borgata, un Montalbano senza pudore, un Oronzo Canà col dottorato in filosofia. Tutto questo racchiuso in "Un romanzo spiritoso, leggero e senza pudore – si legge nella scheda del Premio Italo Calvino - In cui tutto viene raccontato con un umorismo che regala momenti di autentico spasso".

Mimmo Calò ha 44 anni, pochi vizi e ventimila euro sul conto dopo vent’anni di lavoro da commentatore televisivo delle partite del Palermo. Non è calvo, ma ci sta lavorando. Ha una donna, Barbara, ma è da poco che se n’è accorto davvero. E vive nella casa che gli ha lasciato il nonno, circondato dalla carta da parati. Un ottimo lascito, se non fosse che oggi come oggi «Niente ti ricorda più della carta da parati in salotto che nella vita non hai concluso una benamata minchia». Calò è cinico e svogliato, cafone e filosofo. Rompe il ghiaccio con il politically scorrect per poi sedurti con i principi saldi: la famiglia, l’amicizia, la fedeltà. È l’eroe moderno che lascia agli altri il sogno di un chiringuito in Costa Rica, che al calcetto con gli amici preferisce le aste giudiziarie. Ed è proprio da questo anomalo hobby, e da una paternità inattesa, che iniziano le sue disavventure: aprire un locale dove servirà soltanto sfincione – una squisita pizza siciliana, molto lievitata, con pomodoro e cipolle. Da qui una cascata di problemi: mutui, fidi, permessi, burocrazia infinita, pizzo, concorrenza sleale, una rapina in banca, una pistola puntata alla tempia, l’offerta di partecipare a un «rapimento social» per saldare i debiti e sfiga. Tanta sfiga.

«Una bella e precoce capacità di osservare caratteri, rapporti umani e paradossi di una Sicilia che non è poi così lontana - per quanto stravolta - da quella di Sciascia». Luca Ruffinatto, Premio Calvino

Carlo Loforti, palermitano, classe ’87. Ha scritto Suicidi d’onore (2013) e ha lavorato come autore per web e cinema. È stato tra i finalisti della XXVIII edizione del Premio Italo Calvino. APPALERMO, APPALERMO! è il suo primo romanzo.

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