Categoria: cefalù

Recensione di L’eccelsa rupe di Rosario Ilardo

L'eccelsa rupe* è un'opera diversa da quelle che recensisco di solito e da quelle di narrativa che leggete giornalmente su Leggere a Colori. Si tratta di una ricerca, profonda, di Rosario Ilardo, innamorato di Cefalù che pare misurare il passato, da cui non si discosta, ma anzi rigorosamente ci tramanda, di chi ha fatto la storia di Cefalù e della Sicilia e di chi storia è stata. Un libro che ci presenta le loro civiltà, i protagonisti, fatti storici, indizi, supposizioni, e una mole di dati di natura antropologica, morfologica, architettonica.

Elimi, Fenici, Romani e altre popolazioni conquistatrici, a loro tempo, diventano le mille facce di una Sicilia soggiogata o forte, florida, misera, divisa, affascinante. L'eccelsa rupe inizia con una disanima delle popolazioni che abitarono la regione partendo dai Ciclopi, i Siculi, i Greci, i Sicani che si ritiene siano i primi edificatori di Cefalù.

Pagina dopo pagina conosciamo meglio i Fenici, grandi navigatori, che arrivano in Sicilia nel VII secolo A. C, i cosiddetti popoli del mare composti da Libi, Sardi, Siculi, Achei e altri, agricoltori e pirati. Ma anche i Pelagi probabilmente cacciati dall´Egeo settentrionale che in Italia fondano la città di Spina e poi di Cerveteri, gli Elimi, di probabile origine ligure, conquistatori della Sicilia nel XII A. C, i Morgeti discendenti degli Enotri il più antico popolo italico. Ancora gli Ausoni civiltà del bacino orientale del Mediterraneo, i Cicladici, Cretesi, Micenei, Egizi e gli insediamenti di natura nuragica, anatolica e tardo-appenninica. Popolazioni che in diversi casi furono capaci di valorizzare ed estendere il proprio valore storico-culturale, perseguire con forza le proprie idee, invenzioni, stili di vita, valori. Una Sicilia che è stata dunque anche plasmata nel corso della sua storia; per esempio il piano di strategica difesa della regione da parte dei bizantini modificherà i connotati urbani facendo abbandonare le città poste in pianura per prediligere fortezze ubicate sulle alture vicine alle coste. Proprio questo porterà Cefalù a diventare, dopo svariati lavori di fortificazione che l'autore analizza con dovizia di particolari, una delle fortezze meglio difese dell´isola.

Un rapporto speciale sarà quello tra rupe, rifugio per l´uomo e simbolo di difesa e culto, e città. Luoghi raccontati, apprezzati, analizzati meticolosamente dall´autore che rileva che questo patrimonio debba essere preservato con una “politica di recupero, restauro e costante monitoraggio”.

cefalù-la-rocca-340x255La Sicilia fu preda degli Arabi dopo l'800 che si stabilirono a Palermo, conquistata nell'857/8 non senza sanguinosi scontri. Diventerà un'oasi rigogliosa, e un territorio ben organizzato. Gli Arabi non lasceranno invece molte tracce architettoniche a Cefalù. Lasceranno il posto ai Normanni che prenderanno Messina nel 1601. In seguito Ruggero II guiderà una regione dall´entità nazionale frammentata che comprenderà Greci, Arabi, Longobardi e i rimasti Normanni in un periodo luminoso nel campo architettonico e artistico. Cefalù giocherà, ancora una volta, un importante ruolo di difesa del territorio, saranno realizzati interventi di riparazione e costruzione atti a fortificarla. Ricordiamo il successore di Ruggero, Federico II, poco presente in Sicilia a causa dei suoi frequenti spostamenti, in particolar modo per la sua lotta contro la Chiesa, anche quella Cefaludente. Federico promuoverà lo sviluppo di arti e scienze, ne è simbolo la nascita della Scuola Poetica Siciliana. In relazione a Cefalù il regnante dispose la ristrutturazione del castello. Seguì un periodo di anarchia feudale in cui città di rilievo, tra cui la stessa Cefalù, verranno concesse ai privati con la formula del rettorato, per conto della corona. Per diversi anni, per esempio, la famiglia feudale dei Ventimiglia assumerà il controllo del territorio fin quando il re stesso lo ricomprerà. Dal 1415 per 400 anni la regione siciliana fu retta da viceré e fu sostanzialmente un periodo sereno, animato però politicamente. Sempre a proposito di Cefalù in quel lasso di tempo Cefalù fu oggetto di lavori di manutenzione che erano fortemente richiesti. L'opera si concentra poi sulle origini del castello su cui oggi non restano che rovine dal passato glorioso. Esso fu dimora di vescovi durante il regno di Ruggero II e poi roccaforte imperiale. Castello che fu nientemeno che messo all´asta nel 1866 e “salvato” dalle mani di estranei al territorio da una commissione del consiglio comunale che ha preso particolarmente a cuore il destino di quella che doveva essere una parte della città. A giusto motivo, e acquistato, il castello divenne parte del patrimonio comunale.

Oltre al castello, Ilardo compie un “tour” permettendo al lettore di visitare e immaginare la città alta e la sua acropoli (la più grande in Sicilia, di ben 25 ettari di superficie). L´edificio megalitico, la muratura e le pietre si può dire che parlino e abbiano molto da raccontare a occhi interessati. Il testo “ascolta” e ci riferisce rivelando molto del passato di Cefalù. Nella nostra visita guidata virtuale di carta e inchiostro scopriamo anche le grotte della rupe, abitate nel paleolitico superiore, e insieme ai ripari usati già dal 1490 (si suppone) per contenere il bestiame, e ancora cave, cisterne, chiese, torri.

Ilardo racconta i particolari delle aree e dei loro muri di cinta, la loro storia in particolar modo, descrivendone la conformazione attuale fino agli interventi recenti. Colpisce il rigore dell´esposizione storica, la quantità delle fonti d´archivio consultate e citate che impreziosiscono il testo con una rassegna storiografica d'eccezione, i contributi, le foto e le tavole pittografiche, i contenuti di tipo naturalistico, morfologico, geografico, cartografico, topografico, cronologiche. Elementi che rendono L´eccelsa rupe un testo completo, affidabile, piacevole da leggere per chi desidera conoscere meglio il proprio territorio o per chi in ambito accademico esegue degli studi per cui è necessario consultare e confrontare fonti attendibili su questo argomento e necessita di un faro per muoversi nella storia di queste terre. Un lavoro di ricerca imponente, durato nove anni, che unisce molteplici aspetti e particolari, testimonianze, conoscenze, capace di trasmettere l´amore per questo territorio e l´amore per la storia. Un amore da coltivare, rispolverare e da leggere.

Perché la Storia siamo noi.

* Contributi di Valeria Calandra, Salvatore Cefalù, Antonio Franco, Nicola Imbraguglio, Pino Lo Presti, Pietro Lunardi, Domenico Portera

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