Categoria: Central Park

Recensione di Central Park di Guillaume Musso

Tutto comincia con due sconosciuti, un uomo e una donna, ammanettati e addormentati su una panchina di Central Park. Alice è una giovane poliziotta di Parigi, che la sera prima stava festeggiando e bevendo con le amiche sugli Champs-Elysées, mentre Gabriel, un pianista jazz americano che, la sera prima, stava suonando in un pub a Dublino. Sorgono mille domande su come hanno fatto a essere catapultati da due stati diversi in un parco a loro sconosciuto. Non gli resta che alzarsi e affrontare la situazione. Intanto, incamminandosi nel parco, si ritrovano nel bel mezzo di New York e analizzando ciò che hanno in tasca, liberando la vena investigativa di Alice.

Rubano un cellulare e, mentre scappano dalla polizia, Alice si mette in contatto con il suo collega e miglior amico parigino Seymur: gli racconta tutto quello che è successo, gli fa anche indagare su una pistola che si è trovata in tasca e su una serie di numeri che si ritrova scritta sul braccio. Nel frattempo rubano un’auto e per racimolare qualche dollaro si recano in un banco dei pegni per scambiare l’orologio di Alice, un talismano che la lega ancora al suo perduto amore Paul.

Successivamente si introducono in un appartamento di un amico di Gabriel, si cambiano e si rifocillano, mentre l’affiatamento comincia a crescere. Alice, dapprima sospettosa e reticente ad aprirsi con Gabriel, capisce che di lui ci si può fidare e gli racconta il suo terribile passato fatto di pochi momenti felici e intensi e di un grosso buco nero che le ha portato via tutto anche l’anima e la voglia di vivere. In seguito a questi avvenimenti Alice si riavvicina al padre ex poliziotto che, investigando per conto suo, riesce a far giustizia dell’uomo che ha distrutto la vita alla figlia.

Attraversando gli Stati Uniti in macchina, proseguono nella loro investigazione, fino al Sebago Cottage Hospital, dove la situazione precipita. Alice scopre che Gabriel non è la persona che credeva e per difendersi gli spara. Gabriel intanto le inietta una siringa di anestetico e il buio la avvolge. Al suo risveglio Alice comincia a mettere a posto tutti i tasselli e ricorda il motivo per cui è stata portata in clinica negli States. Ma starà a voi decidere se arrivare a scoprire tutta la verità.

Approfondimento

Central Park è uno di quei romanzi che non da tregua, che ti spinge a leggerlo pagina dopo pagina. Strepitosa la ragnatela di intrecci che Guillame Musso crea intorno ai personaggi, un rovo confuso di ipotesi, supposizioni, smentite e incertezze. La verità sembra vicina e un attimo dopo è lontana centinaia di chilometri, irraggiungibile e allo stesso tempo inimmaginabile. Come nei libri di questo genere, la soluzione viene svelata solo nelle ultime pagine e anche se il lettore fin dall’inizio si immagina la soluzione, verrà tratto in inganno, perché ciò che si immagina viene completamente ribaltato.

Central Park è un romanzo dai mille volti, che associa abilmente uno stile concitato con un contenuto profondo e travolgente. Non si tratta solo di scoprire la verità pura e semplice, ma piuttosto di conoscere i personaggi, le loro paure, i loro segreti. Ci sono pochi personaggi che ruotano attorno alla trama ma hanno qualcosa da nascondere, da tenere al sicuro. Sono questi i dettagli che fanno di Central Park un ottimo thriller e che lo rendono irresistibile e coinvolgente, al punto da non riuscire più a farne a meno.

Manuela Delfino

abc
INSTAGRAM
In lettura...
Un nuovo libro al giorno sui social: seguici!