Categoria: charles foster

Recensione di L’animale che è in noi di Charles Foster

Siamo creature così prive d’attenzione e sensibilità che per noi non fa alcuno differenza.Abbiamo mani estremamente sensibili, eppure maneggiamo i mondo con spessi guanti e poi, annoiati, ci lamentiamo defletto che è amorfo.

Un giorno come un altro si decide che si vuole sapere cosa significa essere un animale, cosa vuol dire essere predatori o essere una preda, cosa vuol dire vivere come una volpe di Londra o un tasso del Galles. Questo è lo scopo di L'animale che è in noi, conoscere il mondo naturale per riscoprire il vero significato di essere uomo, per poterci sentire parte del mondo e comportarci non come padroni assoluti di esso ma come uno dei tanti coinquilini di questa enorme casa, che ci accoglie tutti e come tale ne dobbiamo rispettare le regole. Charles Foster ha provato a fare questo, ma non basta osservare l’animale dalla nostra altezza, quello che l’autore fa è abbassarsi all’altezza del tasso, dormire nel bosco, assaggiare i vermi, nuotare come una lontra; e questo per poter esplorare il mondo percepito in molti modi diversi, ogni animale vede il bosco in un modo unico e andarlo ad esplorare diventa una avventura che l’autore trova stimolante e quasi divertente. Scoprire questo libro significa scoprire un mondo che si allontana dalla solita visione antropocentrica, cercare di umanizzare l’animale per avvicinarlo al nostro modo di essere, qui il viaggio lo si fa al contrario, si cerca di avvicinare l’uomo all’animale, di riscoprire l’aspetto selvaggio che è in noi.

L'animale che è in noi è un libro che fin dalle prime pagine appare “strano”, questa è la sensazione che ho avuto fin dalle prime righe, non riuscivo a comprendere il motivo secondo il quale un uomo decide di mangiare vermi o di seguire i rondoni attraverso l’Europa, ma poi pagina dopo pagina cominciavo a capire, l’autore ammette di aver fallito nel suo tentativo, non riusciamo a capire fino in fondo questo libro, che a volte appare pieno di parole senza un filo logico, di perle di saggezza sull’essere uomo di fronte al mondo e alla natura, perché fondamentalmente, nuotare nel fiume non lo ha reso una lontra. Questo è ciò che ho capito, ma quello che rimane è anche la sensazione che compiere un viaggio simile sia molto più elettrizzante di quanto possiamo immaginare.

Approfondimento

Sicuramente qui non si parla del solito documentario sugli animali, dove ci identifichiamo del leone che caccia o nella gazzella che scappa a seconda del protagonista del film che stiamo vedendo, il modo alternativo con cui l’autore affronta l’argomento è senz’altro interessante, non è sicuramente un libro facile da seguire e a volte ci si può perdere tra le tante riflessioni o a volte scappa un sorriso pensando a un uomo che dorme in una buca imitando un tasso. Ma senza dubbio vale la pena la sua lettura per la sua portata educativa e per la narrazione così distante da una semplice ricerca scientifica che rende la storia ancora più interessante anche se a volte si rimane increduli sulla sua veridicità.

Non serve a nulla poter ridiscendere a livello neuronale l’albero evolutivo (…) se si è troppo schizzinosi per lasciare i rami più alti.

Chi di noi avrebbe il coraggio di fare un’esperienza simile? Ma domanda più giusta sarebbe: chi di noi sarebbe veramente interessato nel farlo?

Gioffrè Giulia

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