Categoria: Chi è senza peccato

Recensione di Chi è senza peccato di Jane Harper

Una prolungata siccità, una cittadina dove tutti sanno in fretta tutto quello che succede, e molti pregiudizi.

Queste sono le caratteristiche dell’australiana Kiewarra, dove, da adolescente, Aaron Falk viveva con i suoi coetanei, ma una tragedia lo fece allontanare dal paese e da suo padre che non riuscì mai ad accettare quello che successe.

Nel frattempo Falk diventa un poliziotto federale, e viene richiamato nel suo paese natale per commemorare la morte del suo amico d’infanzia Luke e, molto peggiore, anche di sua moglie e di suo figlio. Un’indagine non ufficiale, ma necessaria per la sua giustizia morale, e per il forte legame che li univa, se non fosse per ciò che lo ha spinto ad andarsene da adolescente.

Chi è senza peccato racconta storie di personaggi che all’apparenza sembrano normali abitanti di un piccolo paese, normali come lo sono i fatti che portano all’uccisione della famiglia di Luke, il vecchio amico di Falk, il protagonista.

Ma ciò che accade in superficie spesso nasconde ciò che succede dentro all’animo di una persona. In Chi è senza peccato, infatti, risaltano i tratti più bui dell’essere umano, dall’egoismo, alla paura, dalla diffidenza, ai pregiudizi. Ma tutti mostrano una facciata, e per l’agente Falk sarà faticoso risalire alla verità e condannare il colpevole, se di uno si può parlare.

Scoprire e scavare a fondo di una piccola comunità, i cui rapporti sono basati sulla paura e sul timore dei giudizi che l’uno ha verso l’altro, non fa che prolungare le indagini per il nostro protagonista, ma in ognuno di essi esiste una sfumatura del nostro agente, che si ritrova a riesumare ricordi che teneva ben celati dentro di sé.

Affrontarli non sarà semplice, non lo è per nessuno, ma bisogna farlo, per essere più forti e per continuare a vivere senza rimorsi, senza pesi sulla coscienza che possono rovinare il nostro vivere.

Approfondimento

Il mestiere dell’agente federale può essere molto difficile: capire le persone, come mentono, affrontarle nella maniera corretta per raggiungere la verità. Non solo, ma se ci aggiungiamo il fatto che l’indagine è personale allora non si può seguire la procedura, non si può rimanere estranei alla vicenda senza influenzarla.

Confrontarsi con chi mente, o con ogni possibile colpevole, conoscendolo da molti anni, può sviare le indagini. Spesso, magari inconsapevolmente, ci ritroviamo a proteggere le persone che ci stanno accanto, per qualcosa che hanno fatto, deviando dai nostri princìpi, ma mantenere la nostra integrità e la nostra dignità ci afferma nel mondo, chi siamo e da dove veniamo.

Il testo di Chi è senza peccato è variegato da fasi narrative e da dialoghi che, conducono il lettore verso una conclusione ovvia, ma Jane Harper non fa altro che farci riflettere sui nostri lati negativi, i pregiudizi verso alcuni personaggi saranno netti, quindi ci si ritrova nei panni di Falk, che inseguendo il colpevole può cadere vittima delle prime impressioni, magari negative o positive.

Assistiamo a molti flashback, che spiegano in modo chiaro il passato del protagonista e dei suoi concittadini, necessari per far fluire la storia, e per stare a fianco del nostro e delle sue vicende.

Valentino

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