Categoria: Chico Buarque

Recensione di Il fratello tedesco di Chico Buarque

Il giovane Francisco trova per caso una lettera scritta in tedesco tra le pagine di uno dei libri di suo padre, lo scrittore Sergio De Hollanda. Da quel momento inizia un’indagine, spesso condotta in modo strampalato e casuale, per scoprire qualche notizia su un presunto fratellastro nato in Germania.

Chico scopre che mentre viveva in Germania agli inizi degli anni ‘30 lavorando come corrispondente di un giornale, il brasiliano Sergio Buarque de Hollanda aveva avuto una relazione con una giovane tedesca, Anne Ernst; lei era rimasta incinta ma non aveva potuto seguire Sergio quando era stato richiamato in Brasile dal giornale, e tra i due si erano persi i contatti. Il bambino era poi stato dato in adozione e mai conosciuto dal padre naturale.

La vicenda si svolge sullo sfondo di San Paolo del Brasile negli anni ‘60, un periodo di guerriglia urbana a avversari del regime fatti sparire dalla polizia: infatti sia il fratello di Francisco, Domingos, che l’amico d’infanzia, Ariosto, scompaiono e le loro madri finiranno la vita nella disperata ricerca dei figli perduti nei meandri della giustizia brasiliana, mentre il padre Sergio muore subito dopo la scomparsa del figlio, non reggendo la terribile tensione.

L’ultima parte de Il fratello tedesco si svolge ai nostri giorni, quando Francisco riesce a recarsi in Germania per chiudere finalmente i conti con il suo passato e suo “fratello tedesco”.

A mio parere questa ultima parte aveva le potenzialità per essere la più interessante e importante, dato che per tutto il romanzo il lettore aspetta questo momento, invece mi è sembrata troppo frettolosa e povera di dettagli. Ho notato che anche in altri momenti particolarmente significativi per la storia, come la morte del padre o la scomparsa del fratello brasiliano, Chico Buarque preferisce fornire descrizioni scarne e nebulose, e sorvolare sull’accaduto, tanto che diverse volte mi è capitato di non avere neppure capito cosa era successo e ho dovuto rileggere alcune pagine.

Al contrario Buarque sottolinea maggiormente la parti che narrano, ad esempio, le scorribande notturne dei personaggi principali, furti di auto, bevute, avventure amorose, dedicando loro descrizioni lunghe e accurate.

Approfondimento

Il fratello tedesco, libro in parte autobiografico, in parte romanzo di formazione, è stato scritto da un cantautore molto conosciuto in Brasile, quindi immagino che per i lettori brasiliani ci sia un valore aggiunto che purtroppo in Italia viene perduto; inoltre non conoscendo la storia brasiliana degli anni ‘60, ho trovato difficile ritrovarmi negli episodi e nelle vicende realmente accadute che l’autore racconta.

Un’altra difficoltà che ho riscontrato durante la lettura è stato seguire lo stile fin troppo frizzante e alternativo: spesso Buarque passa dalla narrazioni dei fatti a quella di sogni, o avvenimenti immaginari, per poi tornare alla realtà, in un continuum a cui è difficile dare un ordine, anche perché ci sono lunghissimi periodi scritti tutti al tempo condizionale. Riconosco però che questo potrebbe essere un tratto interessante per altri lettori.

Un lato positivo de Il fratello tedesco è invece indubbiamente la descrizione del padre di Chico e della sua casa: il giornalista e storico vive immerso nei libri e nella letteratura sia in senso metaforico che letterale, e la sua immensa cultura investe e plasma la vita di tutta la sua famiglia. Sono tantissime le citazioni di scrittori e romanzi da tutti i paesi del mondo, e esemplare è la dedizione amorevole della moglie verso questo originale scrittore.

Molto divertente è invece la lunga processione di donne giovani e belle a cui si applica con passione il fratello di Chico; ma tutto ciò non impedirà la sua fine misteriosa, anche questa forse dovuta alla relazione con una ragazza.

In definitiva, anche se io non l’ho apprezzato particolarmente, posso consigliare questo libro agli appassionati di cultura sudamericana e a chi è in cerca di uno stile letterario originale e onirico.

Elena Naldi

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Il fratello tedesco di Chico Buarque

Dall’11 maggio in libreria

C'è grande attesa per l'arrivo oggi in libreria de Il fratello tedesco, il nuovo romanzo edito da Feltrinelli di uno dei più grandi cantautori della musica popolare brasiliana: Chico Buarque. In queste pagine troviamo la storia di un giovane Buarque e dell'ossessione di una vita: trovare un fratello perduto nel tempo e nella geografia.

«Chico Buarque è un grande scrittore: molto divertente, innovativo e profondo.» - Jonathan Franzen

Il grande cantautore e poeta brasiliano Chico Buarque non ha saputo di avere un fratellastro fino a che ha compiuto ventidue anni. Suo padre, lo scrittore e accademico Sergio Buarque de Hollanda, aveva vissuto a Berlino negli anni inebrianti della Repubblica di Weimar e lì aveva avuto una relazione con una donna tedesca. Dall'unione era nato un figlio, poi dato in adozione ancora in fasce. Molti anni dopo aver scoperto di avere un fratello tedesco, Chico Buarque decide di investigare cosa possa essergli successo. E la ricerca porta nella scoppiettante San Paolo degli anni sessanta, quando il giovane Francisco Hollander, detto Ciccio, trova una lettera scritta in tedesco nascosta in un libro della vasta libreria del padre. Quell'istante dà inizio a una ricerca lunga una vita, la ricerca del fratello tedesco, che poi è la ricerca del padre e la ricerca di se stessi.

Chico Buarque de Hollanda, nato a Rio de Janeiro nel 1944, è conosciuto come uno dei più grandi cantautori della musica popolare brasiliana. Figlio dell’illustre pensatore, storico e critico letterario Sérgio Buarque de Hollanda, Chico fin dall’adolescenza si appassiona alla scrittura, anche se poi sarà la musica a renderlo celebre. Talento creativo di versatilità straordinaria, ha composto temi indimenticabili, poesie, romanzi, sceneggiature cinematografiche e racconti nei quali un’intera nazione si identifica. Budapest ha ottenuto un successo eccezionale di critica e di pubblico vendendo più di mezzo milione di copie nel mondo. Con Feltrinelli ha pubblicato i romanzi Budapest (2005), Latte versato (2010) - entrambi vincitori della più importante onorificenza letteraria brasiliana, il premio Jabuti - e Il fratello tedesco (2017).

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