Categoria: chiedi alla luna

Recensione di Chiedi alla luna di Nathan Filer

“Vi racconterò cosa è successo perché è un buon modo per presentarvi mio fratello. Si chiama Simon. È un tipo che vi piacerà. A me almeno piace un sacco. Solo che tra qualche pagina sarà morto. Non è più stato lo stesso, dopo”. (“Chiedi alla luna”- Nathan Filer)

Chiedi alla luna è un romanzo di Nathan Filer, edito nel giugno 2013 dalla casa editrice Feltrinelli. L’opera è disponibile sia nella versione cartacea che digitale.

È la storia di Matthew Homes, un bambino di nove anni che adora trascorrere le vacanze in campeggio con la famiglia. Egli ha un fratello, Simon, di tre anni più grande anche se in realtà sembra più piccolo. Simon è “diverso” dalle altre persone, poiché affetto dalla sindrome di Down. La luna alla quale allude il titolo, non è infatti il nostro satellite, bensì la faccia di Simon, sempre sorridente e tonda, come la luna appunto. Simon segue Matt in tutte le sue avventure, ma dopo l’estate dell’incidente a Ocean Cove, purtroppo niente sarà più come prima. Matt dovrà affrontare un enorme segreto che lo porterà a chiudersi in se stesso e a perdere lentamente il contatto con la realtà. Il ragazzo verrà ricoverato in un centro per disturbi mentali e la faccia tonda come la luna e sorridente del fratello diverrà il suo unico conforto.

Poche opere hanno saputo spiazzarmi e fare breccia nel mio cuore come questo libro. Non lo nego. La chiave di volta è un viaggio simbolico che il lettore compie, attraverso la mente del protagonista, nell’universo della pazzia. La lenta perdita della ragione di Matt è magistralmente descritta dall’autore, che è infermiere specializzato nell’assistenza a pazienti con malattie mentali. Chi meglio di lui, quindi, poteva descrivere da “paziente” nei minimi particolari la vita alienante e paradossale che si conduce all’interno di un reparto psichiatrico?

L’autore non si perde in inutili descrizioni, né anticipa mai le spiegazioni. Affida ai dialoghi e al flusso di coscienza che si sprigiona dalla mente del protagonista lo sviluppo dell’intera trama. Splendidi i personaggi, originali e ben delineati, ognuno dei quali ha dovuto reagire a proprio modo ad una tragedia immane che si è abbattuta su una famiglia unita, ma già provata e messa a dura prova dal destino. Matt oscilla fra i propri rimorsi di coscienza e la malattia che comunque si impossessa di lui come un subdolo demone, sempre in agguato e pronto a ghermirlo, che gli impedisce di vivere la sua vita e di avere reazioni e comportamenti normali.

La pazzia s’impossessa di tutto, anche dei dialoghi, anche delle espressioni stesse di pensiero del protagonista, portandolo talvolta al turpiloquio. Lo stile dell’autore è piacevole, sempre ironico, nonostante l’argomento trattato. Ci sono molte parole e concetti che si ripetono, quasi se Filer non se ne curasse, perché così come la mente di Matt, anche la prosa deve essere ossessionante.  Assume il compito di martellare e martellare nella mente del lettore. Chi legge deve arrivare a provare quel senso di angoscia che avverte il ragazzo stesso. Anche il font della stampa cambia, per evidenziare ancora di più i differenti periodi vissuti dalla sua mente. E dopo un tortuoso percorso che si snoda fra i meandri della ragione umana, Matt riuscirà a far tacere il fantasma che alberga in lui, anche se la cosa forse non sarà definitiva.

Un’opera che fa riflettere, senza dubbio. L’ho letta in poco tempo: volevo sapere cosa fosse successo, perché Matt Homes fosse diventato così distante dal più elementare concetto di “normalità”. Naturalmente non posso svelarvi tutto, ma scoprirlo ha rappresentato per me una catarsi. Dopo, tutta la mia comprensione è andata alla mente del ragazzo, e a Simon….beh, una tenerezza infinita. Quel bimbo con la faccia sempre sorridente, tonda come la luna.

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