Categoria: Christian Pastore

Recensione di Senza amare andare sul mare di Christian Pastore

Senza amare andare sul mare è certamente un lavoro incentrato sullo stile narrativo, volto a celebrare i vocaboli, i costrutti grammaticali e le infinite possibilità che la scrittura regala. Tuttavia le pagine del libro sono al contempo dense di una trama accattivante, capace di creare curiosità e di spingere il lettore a proseguire avidamente, nonostante il carattere impegnato della lettura.

Christian Pastore fa salire quaranta passeggeri a bordo di una nave da crociera, la Tituba, dove tutto è gratuito, tutto è lusso, cibo e alcolici abbondano e il relax fa scacco matto ai doveri quotidiani. Potrebbe sembrare un sogno, ma sogno non è: l’intera imbarcazione è intrisa di tensione e mistero. In prima istanza, nessun passeggero ricorda il perché si trovi sulla nave né come ci sia finito; tuttavia l’idea di una crociera all inclusive interamente pagata compiace tutti e, almeno inizialmente, mette a tacere ogni lecita preoccupazione.

L’unico obbligo che vincola ciascun passeggero è la cura di un diario personale, a cui affidare la propria penna e i proprio pensieri giorno dopo giorno. Tutti e quaranta i personaggi trovano infatti nelle loro cabine un quaderno bianco e, nascosta tra le sue pagine, una vecchia fotografia: un’immagine significativa capace di schiaffare ciascuno di loro nel proprio passato.

La vita nella Tituba procede lenta e monotona. I passeggeri si spostano pigramente dai ristoranti alla piscina, dal duty free al casinò: un eterno ozio scandito da qualche segno di biro sulle pagine del diario. Quando l’entusiasmo iniziale si affievolisce, i quaranta passeggeri cominciano ad essere sospettosi e a porsi domande circa quella crociera, dove mai si attracca, mai cala la notte, nessuno conosce la meta né tantomeno se una qualche meta ci sia. Il passare del tempo, troppo tempo, non porta però alcuna risposta, anzi non fa altro che aggravare la situazione: le provviste sembrano via via diminuire e le strane sparizioni di alcuni passeggeri alimentano il fuoco del dubbio.

Dov’è diretta la Tituba? Perché quelle quaranta persone sono state caricate a bordo inconsapevolmente? Qual è il significato del diario? Il mare beffardo si porta via tutte le domande, nascondendo tra le onde la risposta. Una risposta che il lettore rincorrerà con il fiato sospeso fino all’ultima pagina.

Un post condiviso da Leggere a Colori (@leggereacolori) in data:

Approfondimento

Riduttivo sarebbe parlare di racconto di fronte al lavoro di Pastore, dal momento che è lo stile letterario a dominare sulle oltre seicento pagine. L’autore si fa giocoliere di parole e si esibisce in veri e propri virtuosismi utilizzando la sintassi.

Senza amare andare sul mare è organizzato in quaranta capitoli, come quaranta sono i passeggeri. Ogni capitolo riflette infatti una porzione del diario segreto che ciascun personaggio è obbligato a tenere. Attraverso questo escamotage letterario, Christian Pastore ha la possibilità di calarsi nei panni di quaranta soggetti differenti e di sperimentare altrettanti registri e modi d’espressione. L’autore da ora voce ad una suora che soffre d’insonnia, ora ad uno scrittore frustrato, ora ad un malavitoso italiano, ora ad un anziano schiavo dell’Alzheimer. Ogni capitolo diventa un esperimento, Pastore cambia puntualmente lo stile di scrittura e l’utilizzo della sintassi – arrivando persino a stendere degli haiku – tanto che il lettore ha la sensazione di trovarsi al cospetto di quaranta autori diversi.

Tuttavia, se questo libro celebra l’abilità letteraria di Pastore, la trama lascia una punta di amarezza. Un grande mistero tiene infatti sospeso il lettore, che si aggrappa avidamente ai diari di ciascun passeggero alla bramosa ricerca della verità, per poi rimanere deluso dopo aver svoltato anche l’ultima pagina.

Senza amare andare sul mare è il libro adatto a chi ha voglia di qualcosa di diverso e di spessore. Indirizzato soprattutto a chi sa apprezzare gli esercizi di stile firmati da una mano capace.

abc

Senza amare andare sul mare di Christian Pastore

Dal 21 febbraio in libreria

Da domani sarà in libreria il romanzo Senza amare andare sul mare di Christian Pastore, edito da Frassinelli. La storia, e le storie, di 40 persone che si trovano – senza sapere né come ci sono arrivate, né perché – a bordo di una gigantesca nave da crociera, la Tituba, che vaga per un mare infinito apparentemente senza meta. Non ci sono telefoni, non c'è internet, solo carta e penna per tenere un diario. Senza amare andare sul mare è un romanzo caleidoscopico e spiazzante, una straordinaria commedia umana dove le vicende dei protagonisti – di volta in volta tragiche, spassose, amare o ridicole, sempre toccanti e coinvolgenti – si intrecciano e si fondono alla perfezione, regalando al lettore una storia intrigante e misteriosa fino all'ultima pagina. In tempi di “connessione perenne” come i nostri, Senza amare andare sul mare narra una situazione al limite del surreale, che obbligherà i personaggi a misurarsi con la propria dimensione interiore e con la materialità dei rapporti personali.

«La letteratura è letteratura e basta: non c’è volta che non parli di tutto.»

Catapultati su una gigantesca nave da crociera, quaranta passeggeri disconnessi dal resto del mondo, privi di computer e cellulari, sono tenuti solo a compilare un diario cartaceo. Oltre a riportare gli avvenimenti di bordo, i passeggeri sono liberi di lasciarsi andare alla memoria, raccontando quegli episodi che nel bene o nel male hanno reso ognuna delle loro vite qualcosa di peculiare. Ma perché sono lì? E quella lunga vacanza coatta è destinata a concludersi prima o poi? La nave prosegue in mare aperto, il carburante continua a non mancare. Non ci sono tuttavia quegli scali che di norma caratterizzano le crociere e nessuno, neanche in lontananza, riesce ad avvistare una qualsiasi terra emersa. Uomini, donne, giovani, vecchi, professionisti, disoccupati, artisti, truffatori, mistici, mitomani: di diario in diario i resoconti personali s’intrecciano e si contaminano, finché tutto non sembra confluire verso un fantomatico deus ex machina che nessuno ha mai visto e che, forse, manovra i protagonisti dalle viscere di uno scafo ben più profondo di quanto si possa immaginare. Chi andrà a cercarlo, scoprirà a proprie spese che lo scafo scende giù, sempre più giù. Fin nell’abisso.

«I ricordi non stanno mai fermi, mai, ed era il movimento dei ricordi che infastidiva Neumann, fin dal principio, era uno di quelli per cui una gioia d’amore dura un momento solo, e una pena d’amore la vita intera. Ma i ricordi qui a bordo sono solo in tre luoghi: dentro di noi, ovviamente, poi nel diario che scriviamo e in minima parte nella foto. Che c’entrava il container?»

Christian Pastore collabora con alcune fra le più note case editrici italiane come consulente e traduttore. Per il resto, al pari di questo suo primo romanzo, Senza amare andare sul mare, è difficilmente classificabile.

abc
INSTAGRAM
In lettura...
Un nuovo libro al giorno sui social: seguici!