Categoria: Christopher Galt

Recensione di Prima dell’apocalisse di Christopher Galt

Tutto ha inizio con i sognatori. Così vengono definite le persone, migliaia, che all’improvviso si immobilizzano per strada e, con gli occhi assenti e persi nel vuoto, sembrano osservare qualcosa che è reale solo per loro. Poi arrivano le morti violente e i suicidi di gruppo. E l’inquietante frase “stiamo diventando” compare sui muri di tutte le città, scritta in cinquanta lingue diverse. L’impressione è che l’umanità sia sull’orlo di un baratro e l’ipotesi che le allucinazioni siano provocate da un virus non convince a pieno il mondo scientifico.

Nel frattempo le visioni diventano talmente reali che le persone iniziano a essere ferite o addirittura uccise da cose che non esistono o da fenomeni, come terremoti, che in realtà non si sono verificati, mentre si susseguono, sempre più numerosi, gli attentati contro i più importanti luoghi di ricerca e chi vi lavora. Ma chi può avere interesse a uccidere le menti più brillanti che l’umanità abbia prodotto? Gli adepti di Fede Cieca, forse, o i Simulisti ma la motivazione sfugge, la risposta sembra essere impossibile da comprendere. Se ne accorge presto Josh Hoberman, esperto psichiatra, chiamato ad aiutare Elizabeth Yates, Presidente degli Stati Uniti d’America. Al contempo John Macbeth, ricercatore psichiatrico, sarà costretto ad affrontare il suo passato, a rivedere tutte le sue convinzioni e, soprattutto, a riconsiderare il progetto a cui lavora e nel quale crede fermamente.

Ma il tempo stringe e bisogna capire chi sia davvero l’enigmatico e pericoloso John Astor, di cui tutti parlano ma che nessuno ha mai visto, e cosa ci sia scritto nel suo famigerato libro I fantasmi della nostra mente: chi lo legge diventa folle! Sarà un viaggio difficile, perché nulla è realmente come sembra e, spesso, bisogna semplicemente accettare di non avere tutte le risposte.

Non ha mai preso in considerazione l’idea che tutto ciò che la circonda – ogni cosa, ogni essere umano – sia solo nella sua mente? Come può dire che ero in questa stanza prima che lei entrasse?

Prima dell’apocalisse ha un ritmo serratissimo, e alterna con grande sapienza colpi di scena, allucinanti visioni e speculazioni psicologiche. I fenomeni allucinatori sono descritti in maniera vivida e realistica, come, ad esempio, quello di cui è vittima Markus, improvvisamente catapultato a Dachau, dove si ritrova a osservare da vicino gli ebrei segregati nel lager nazista.

I due psichiatri protagonisti, estremamente razionali e convinti del fatto che anche la mente umana, per quanto sia uno strumento potentissimo, possa essere compresa, devono lottare duramente per conciliare la propria visione del mondo e del tempo con fenomeni che sembrano sovvertire ogni legge della natura. Tutta la realtà viene messa in discussione e il lettore, sballottato da un’allucinazione all’altra, girerà le pagine di questo romanzo il più velocemente possibile, fino ad arrivare al colpo di scena finale.

 
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Approfondimento

In un’epoca in cui le intelligenze artificiali stanno diventando, pian piano, sempre più intelligenti, Prima dell’apocalisse di Christopher Galt colpisce un nervo scoperto e fa venire a galla paure che nemmeno sapevamo di avere. Siamo davvero sicuri che la nostra sia l’unica realtà? Chi ci garantisce di non essere solo i protagonisti di un esperimento scientifico? Domande all’apparenza assurde, ma che, gradualmente, acquisiscono nella nostra mente sempre maggiore consistenza.

Prima dell’apocalisse ci spinge a dubitare, a porci domande su quello che ci circonda, sull’importanza della tecnologia nelle nostre vite e, forse, a scoprire aspetti della realtà di cui non sospettavamo l’esistenza.

Valeria Rago

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