Categoria: Città in fiamme

Recensione di Città in fiamme di Garth Risk Hallberg

New York, Capodanno. Da poco è passata la mezzanotte che ha dato il benvenuto all’anno 1977. La diciassettenne Samantha Cicciaro viene trovata incosciente e in fin di vita a Central Park, dopo aver ricevuto un colpo di pistola. Samantha poco prima della fine dell’anno, aveva lasciato il suo migliore amico Charlie Waisbarger per incontrarsi con l’amante segreto Keith Lamplighter. Il corpo della ragazza viene scoperto da Mercer Goodman, un professore afroamericano di letteratura, il quale avverte immediatamente la polizia. Non si sa il motivo della morte, si pensa a una possibile tentata rapina, ma tutte le piste sono percorribili senza nessuna esclusione. Mercer è il compagno di William Hamilton-Sweeney, discendente ribelle di una delle famiglie più ricche della città e fratello di Regan, ex moglie di Keith, l’amante di Samantha.

Inizia così un intreccio di personalità e destini che s’incrociano con l’episodio di cronaca, il quale non è altro che un avvenimento in background.

Sentimenti, persone, canzoni, sesso, fuochi d’artificio, esistevano solo nell’attimo; e quando l’attimo finiva, finivano anche loro.

Mentre si cerca il colpevole, si diramano le storie delle personalità che vivono in Città in fiamme: Mercer deve fare i conti con un compagno che non riesce a disintossicarsi, Regan deve affrontare la nuova situazione di madre single e combattere per l’azienda di famiglia, Keith deve combattere i suoi demoni oppure Charlie che spera nella ripresa di Sam.

Ogni personaggio ha una storia da raccontare e lo fa nel corso del racconto, dando libero sfogo ai propri pensieri, insieme a tanti altri personaggi collaterali, ma comunque di relativa importanza.

Perdizione, ossessioni, dipendenze, tradimenti, truffe e inganni sono solo alcuni degli argomenti trattati da Garth Risk Hallberg sullo sfondo di una metropoli in pieno fermento: sono gli anni ‘70, il punk sta nascendo e New York è una città ribelle e protagonista tanto quanto tutta la folla di personaggi che la popola.

Per un attimo sembra che la città si slanci in avanti, entrando in contatto con la sua identità futura: in rovina, spopolata, quasi inerte.

Città in fiamme è un romanzo travolgente e mi è piaciuto per la sua struttura narrativa intricata e affascinante, che lo rende spettacolare nel suo genere.

 
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Approfondimento

Città in fiamme è un romanzo complesso, poiché è ricco di informazioni sia dal punto di vista storico sia da quello dei personaggi. È scritto molto bene, soprattutto è sorprendente come sia curato nei minimi dettagli: ogni evento, descrizione e personaggio sono raccontati minuziosamente.

Ogni capitolo è per lo più dedicato a una personalità della narrazione e attraverso la voce narrante si viene a conoscenza della storia, passata e presente, che la vede coinvolta.

Non è trascurata la psicologia dei personaggi raccontati, anzi è un punto importante perché si crea empatia con essi.

Hallberg, anche se narra in terza persona, riesce a riportare in modo limpido e coinvolgente il flusso dei pensieri di ogni personaggio, facendo si che la sensazione di entrare nell’intimo della persona sia vivida e reale.

Se proprio devo trovare un punto dolente in Città in fiamme (anche se credo sia piuttosto soggettivo e dipenda dal tipo di lettore) è la lunghezza, perché è un romanzo con oltre mille pagine e talvolta può stancare una lettura che sembra non avere mai fine.

Ad ogni modo, non è nulla d’insuperabile, data la scorrevolezza della narrazione e la facilità di lettura, perciò una sfida che si può tranquillamente accettare per i più temerari.

Claudia Capone

abc

Città in fiamme di Garth Risk Hallberg

In libreria dal 16 febbraio 2016

New York 1977, quando il Bronx è in fiamme e Central Park è il terreno di caccia di rapinatori ed eroinomani, il punk sta nascendo e l’Aids è alle porte, gli artisti ancora occupano le soffitte a Manhattan, e nel cielo esplodono i fuochi d’artificio. La notte di Capodanno, a Central Park, si sente uno sparo. Due. Nella città cruda, sotto i muri coperti di graffiti e sulle scalinate della Grand Central, negli attici dei grandi palazzi e nei night club, si incontrano i nuovi arrivati e quelli che della città sono così stufi che la darebbero alle fiamme: Regan e William Hamilton-Sweeney, i riluttanti eredi di una delle più straordinarie fortune di New York; Keith e Mercer, gli uomini che, nel bene e nel male, li amano; Charlie e Samantha, due ragazzini di Long Island attratti a Manhattan dall'incandescente scena punk; un reporter pieno di ossessioni e un detective che cerca di capire cosa c’entrano tutti loro con lo sparo a Central Park. E quando il black out del 13 luglio farà piombare New York nell’oscurità, la vita di ciascuno di loro sarà cambiata per sempre.

Appena trentasei anni, giornalista, Hallberg è cresciuto a Greenville, nel North Carolina, ma vive a New York. Da quanto è noto, ha impiegato cinque anni per sviluppare l’idea e preparare il romanzo e altri cinque anni per scriverlo; le prime recensioni di Città in fiamme sono state estremamente positive (come quella di Michiko Kakutani su The New York Times).

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