Categoria: classici del Novecento

Recensione di La storia di San Michele di Axel Munte

Per riuscire a comprendere questo affascinante libro, che non è un romanzo storico, non è un memoire, non è un trattato di archeologia, ma è tutto questo e anche molto di più, occorre avvicinarsi all'altrettanto affascinante figura del medico svedese Axel Munthe, un personaggio divenuto leggendario tanto nel mondo della medicina quanto della letteratura. Nato nel 1857, laureatosi a Parigi e allievo di Charcot, la sua personalità trasmette ai pazienti un eccezionale carisma, ed il suo carattere lo porta ad offrire il proprio aiuto a chiunque, senza distinzioni, dai reali di Svezia agli artisti scandinavi di passaggio in Francia.

Giunto ad Anacapri in seguito alle epidemie che sconvolgono la regione di Napoli, vi si stabilisce definitivamente come medico condotto, e viene immediatamente attratto dalle rovine della cappella medievale di San Michele, attorniata da un vasto vigneto. L'antica cappella e il giardino, con l'emozionante sfondo del mare che circonda Capri, diverrà la dimora dell'anima di Axel Munthe, per tutta la sua vita.

Innamorato dell'arte, della bellezza e della natura, rispettoso di tutto quanto riguarda l'ambiente e la vita umana, Axel Munthe trascorrerà molti anni della sua vita costruendo, sulle rovine della cappella di San Michele, la villa che avrebbe dovuto dar forma ai suoi sogni. E scoprendo, nel corso dei lavori, che il luogo nasconde gli antichi resti di una magnifica dimora romana.

Giorno dopo giorno, egli segue personalmente il progredire della costruzione, ma non riuscirà mai a vederla completata, a causa di una malattia che lo porterà alla perdita della vista e ad essere costretto infine a ritornare a Stoccolma. Ma la villa, che alla sua morte lascerà in dono allo stato svedese, resterà per sempre là, dove egli ha voluto che sorgesse.

Axel Munthe, morto all'età di 92 anni, decide di scrivere La storia di San Michele dietro suggerimento dell'amico Henry James, per vincere l'angoscia della malattia, delle tenebre incombenti e della solitudine, racchiudendo tra le mura di questa villa sospesa tra l'azzurro del mare e del cielo, tutta la sua storia, i suoi sentimenti, quelle emozionanti rivelazioni a cui il progetto di San Michele diede vita.

La sua opera letteraria è anche la storia di un'epoca dura, sofferta e contrastata, della rovina e della rinascita portate dalla guerra in tutta l'Europa, raccontata in un libro che diviene, pagina dopo pagina, un continuo e poetico intrecciarsi di esistenze e di eventi, rivissuti in quel rifugio "aperto al sole, al vento e alla luce del mare".

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