Categoria: Compagnia Editoriale Aliberti

Recensione di Hollywood requiem di Robert Ward

Era l'ultima nota che avesse mai fatto esplodere dal proprio sax. Mentre eseguiva una canzone scritta da lui. Credo che fosse, in ogni senso, la morte perfetta per un jazzista [..] Fu terribile e nobile allo stesso tempo. Un artista che dava la vita per la propria arte.

I personaggi dei racconti di Hollywood requiem cadono tutti in quel buco nero di Hollywood: Augie, Billy e gli altri credono che la fama e il successo possano essere per sempre e nulla potrà far andare diversamente le loro vite in ascesa. Invece, c'è sempre un colpo di scena in ogni storia, come sa bene chi le storie le scrive: alcuni personaggi sono sceneggiatori in fondo e dovrebbero sapere il labile confine che esiste tra realtà e finzione. Eppure si lasciano trasportare dagli eventi, dall'amore, dal denaro, dai sensi di colpa che credono di aver lasciato alle spalle e che ritornano come il loro passato burrascoso.

Hollywood è una città in cui tutto può cambiare da un momento all'altro, dove l'edonismo e l'apparenza lasciano spazio alla violenza, all'abuso di sostanze e di sesso facile per sentirsi appagati e dove quello che succede si confonde con la trama di un film già scritto. Tra locali alla moda, jazz club, set cinematografici e vita notturna, i personaggi dei racconti credono di aver trovato una strada facile per avere tutto quello che desiderano, credono di essere forti, invincibili e di non aver paura nemmeno di morire. I personaggi sono ben caratterizzati e anche se ricalcano quelli di vecchi film o comunque cliché hollywoodiani, quali sceneggiatori in crisi, donne fatali, ricattatori... Non vengono banalizzati e c'è sempre un accenno al loro risvolto psicologico.

In un mondo ricco di luci, ma anche di molte ombre, quello che lega tutti i racconti è il senso di fragilità dei personaggi, vittime e carnefici, di una vita che sembra un film, in una città che abbaglia e che oscura le menti proprio come in quei vecchi film in bianco e nero pieni di suspence e di apparenze mendaci.

La prosa di Ward, al di là, dei racconti stessi, mi ha entusiasmato. Uno stile asciutto senza troppe descrizioni, ma dettagliato per gli stati d'animo e nelle piccole scene di introduzione che fanno capire subito il quadro generale del racconto. Quello che mi è piaciuto di più è che i colpi di scena vengano usati in modo esemplare e non stravolgono le storie, ma fanno prendere nuove luci o ombre ai protagonisti così come se cambiasse il loro modo di vedere le cose. Le trame sono ben congegniate e riescono a trasportare il lettore in una dimensione diversa e a mettersi nei panni dei personaggi, tanto che ad un certo punto anche per il lettore è difficile capire quale sia la realtà e quale la finzione.

E alla fine, quando le tenebre della notte incombono sopra l'immagine irreale della città, ci stringiamo uno all'altra, come tutti gli altri amanti disperati, uniti, sul mio letto caldo e rosso come il sangue.

Approfondimento

Di solito non mi piace leggere racconti, mentre quelli di Hollywood requiem li ho letti in due giorni. L'atmosfera noir contraddistingue tutti i racconti e i colpi di scena sono molti, ma mai superflui come spesso accade. Non ho mai pensato che fossero ridondanti, anzi danno un ritmo alle storie che funziona e che non le rende banali. Lo stile è asciutto e i personaggi sono ben caratterizzati e sembrano usciti davvero da quei film di Hollywood dove si intrecciano amore, sparatorie e criminali. La fine dei racconti non è mai prevedibile, anzi, realtà e finzione si mescolano talmente bene da avermi fatto rimanere con l'amaro in bocca nell'ultimo racconto.

Non si possono leggere i racconti senza prendere le parti dei personaggi e si riesce veramente senza fatica a entrare in una dimensione fatta di fama e di cadute inevitabili quando si arriva troppo in alto. Senza dubbio consiglio questi racconti perché hanno uno stile di scrittura unico e soprattutto mantengono un ritmo di tensione dall'inizio alla fine, ogni parola è necessaria ai fini della narrazione e non si sente il bisogno di avere maggiori descrizioni o dialoghi. Lo stile è semplice, diretto ed essenziale: quello che serve a chi ha voglia di leggere una buona storia scritta in modo originale, a tratti, ma mai noioso e difficile da interpretare.

L'unica nota stonata sta nella brevità dei racconti e nel loro numero: avrei voluto fossero più lunghi e qualcuno in più lo avrei letto volentieri. Al contrario di molte raccolte di racconti, in cui sembrano tutti uguali e ci si annoia facilmente. Ne aspetto altri.

Gloria Rubino

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Recensione di La quinta stagione di Cosimo Damiano Damato

Domani mischieremo ancora libri e le pagine faranno l’amore liberando l’inchiostro e inventando storie. Questa notte sorvolerò il giardino dove Goethe curava le margherite calpestate e fiere nel loro giovane dolore.

Quello provato dall’animo umano viene descritto come un amore passionale, travolgente e che spesso l’essere umano non riesce a controllare perdendosi in una spirale di eventi ed emozioni che lo trascinano e lo guidano verso nuove esperienze.

Vittima di un così appassionante sentimento, l’uomo spalanca le proprie braccia verso un nuovo amore attratto da esso come un raggiante girasole che volge devotamente la propria corolla al caldo sole di primavera. Passione e morboso attaccamento all’amato sono le caratteristiche tipiche del sentimento amoroso che, per sua stessa caratteristica, può apparire nel contempo dolce e tenero provocando la nascita della più profonda attenzione e devozione, quanto aspro e angoscioso scatenando sentimenti ben più irrequieti e dolorosi di quanto l’innamorato sia in grado di sopportare. Eppure questa sembra essere la storia di tutti sin dalla nascita del primo uomo sulla terra, il quale non poté sottrarsi alla necessità di un legame che, forse solo in un secondo momento, è stato riconosciuto non essere la pura e semplice necessità di riproduzione della specie.

L’amore diventa dunque uno dei sentimenti più complessi che la mente umana sembrerebbe in grado di sviluppare; amando follemente si può odiare, amando follemente si può allontanare, amando follemente ci si può annullare e amando follemente si può arrivare a proteggere la vita di colui o colei al quale o alla quale si è deciso di consacrare parte di se stessi a costo della propria esistenza.

La quinta stagione di Cosimo Damiano Damato è una raccolta di poesie dedicata all’amore, o più precisamente, all’esperienza di un amore vissuto; un amore profondo e tribolato.

Servendosi della difficile arte della poesia, del verso e di insolite figure retoriche prese in prestito dai luoghi più disparati dell’ambiente mondo, l’autore racconta la sua esperienza d’amore attraverso descrizione di incontri passionali e dolci effusioni quasi sempre accompagnati da oggetti in grado di collocare il poeta e l’amata nell’ambiente che ha visto la nascita e lo sviluppo di un così importante il legame; appaiono infatti innumerevoli i vocaboli tratti dal linguaggio legato al mare.

Non mancano inoltre rimandi alla professione di Damato in interessanti oggetti come fogli, penne e calamai colmi d’inchiostro presentati come cornice indispensabile allo sviluppo di un sentimento tanto importante nella vita di qualsiasi essere umano, quasi come li si volesse renderli partecipi di questo importante avvenimento, delle gioie e delle angosce inevitabilmente provocate da una simile passione.

Approfondimento

In questa raccolta l’autore Damato intende dare vita a quella da lui definita la “quinta stagione”, quella dell’amore e che racchiuderebbe in sé le già note quattro fasi in cui la natura compie il proprio corso; l’autunno accompagna la nascita di un così meraviglioso e tenero sentimenti che sembra tuttavia destinato a diventare sempre più scostante al sopraggiungere del freddo inverno. Ecco poi sopraggiungere la tiepida primavera e nuovamente il cuore inizia a battere sempre più forte per poi liberarsi nella calda estate e ritornare timido e calmo ai primi segni dell’uggioso autunno.

Questo abbraccio invisibile del vento della notte mi porta a te quando ti parlo con canti oscurati dalla distanza Un dolore che ha il gusto dell’amore custodito al mattino nello sfinimento del tremore della pioggia. Gocce che nutrono l’assenza inquieta della fuga. Anche se lontani ci prepariamo alla danza della nostra vendemmia mosto d’elisir di risvegli pelle nella pelle da bere dal calice che decoriamo con girasoli, inquietudine e poesie.

Noemi Veneziani

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La quinta stagione di Cosimo Damiano Damato

 

Da luglio in libreria

Da pochi giorni è arrivato in libreria La quinta stagione, il nuovo libro di poesie del regista, poeta e sceneggiatore Cosimo Damiano Damato, edito da Aliberti.

Scrive Erri De Luca a proposito di questa raccolta di poesie “La quinta stagione per Cosimo Damiano Damato è incendio delle altre quattro. È l’amore di un barbaro che prova lo sgomento di farsi gentile. L’amore al suo sprigionamento procura il ripudio di se stessi, l’identità acquisita nel monolocale. Anche un castello è tale, se abitato da solo. L’amore qui sbaraglia, spoglia e non assomiglia a niente prima. I versi sono salmoni che cercano di risalire una rapida, in obbedienza a un ordine di arrembaggio. Il vocabolario qui è trattato da energia rinnovabile.»

Cosimo Damiano Damato regista e sceneggiatore, a teatro ha lavorato con Giancarlo Giannini, Arnoldo Foà, Catherine Deneuve, Michele Placido, Riccardo Scamarcio, Lucio Dalla, Renzo Arbore e Moni Ovadia. Con Raffaele Nigro ha scritto il cartoon La luna nel deserto definito da Vincenzo Mollica “un film poetico che tocca e sconquassa il cuore”. Fra i suoi film Una donna sul palcoscenico con Alda Merini e Mariangela Melato presentato al Festival di Venezia (Venice Days). Ha scritto e diretto lo spettacolo musicale Il bene mio con Lucio Dalla e Marco Alemanno. Attualmente è impegnato in teatro come voce recitante dello spettacolo Poetry Soundtrack con il Premio Oscar Luis Bacalov. I suoi documentari hanno visto la partecipazione, fra gli altri, di Dario Fo, Abbas Kiarostami e Vasco Rossi. Si è esibito insieme a Gherardo Colombo al Concerto del Primo Maggio a Roma, recitando La libertà di Giorgio Gaber. Fra i riconoscimenti ottenuti “Il Premio Palmi-Sud del Mondo”. Ha collaborato con Isabella Santacroce e Tonino Guerra.

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Notturni inquieti di Pier Luigi Celli

 

Dal 20 luglio in libreria

Tra qualche giorno sarà in libreria Notturni inquieti, la nuova prova narrativa del manager e scrittore Pier Luigi Celli edita da Compagnia Editoriale Aliberti. L'inferno quotidiano di una grande azienda, raccontato dal suo interno. Nelle pagine di Notturni inquieti, una metafora quasi apocalittica sul disfacimento dei rapporti umani.

L'insonnia della ragione genera manager.

Un importante manager fa un sogno: il suo ultimo giorno di lavoro. Dopo più di quarant’anni di azienda non è una sensazione piacevole. Nel sogno è tutto un viavai di gente che viene a salutare, chi rattristato, chi portando un ricordo, chi incerto se esprimere un augurio o far finta di niente. La verità è che il manager può liberarsi degli uomini di tutti i suoi anni di lavoro, ma delle loro storie no. È necessario, per lui, raccontarle. Cominciano così a sfilare i racconti, sogni dentro un sogno, passioni, stranezze e orrori di un mondo che non sarebbe stato possibile ripulire per sempre senza fare gli ultimi conti, saldare dei debiti, sorridere delle meschinità e delle glorie precarie. Dare a ognuno l’ultima possibilità di recuperare dignità, o di perderla per sempre. “Mentre guardavo sorpreso quel palcoscenico animato dagli attori con cui avevo condiviso una vita mi sembrava che, a poco a poco, l’anima tornasse più leggera, addio ai combattenti per inutili carriere, addio ai compagni di imprese senza gloria, e addio anche al mondo dei consulenti voraci, dei capi vanitosi o dei masticatori di formule e rituali senza futuro”.

Pier Luigi Celli, laureatosi in Sociologia all’Università di Trento, è stato dirigente per le maggiori aziende italiane, tra cui Eni, Omnitel, Olivetti, Enel, Ipse 2000 e Unicredit. È stato Direttore Generale della RaI e dell’Università LUISS Guido Carli di Roma, Presidente di ENIT, Senior advisor di Unipol Gruppo Finanziario e di Poste Italiane. Attualmente è Presidente di Sensemakers, membro del consiglio di amministrazione di La Perla, Illy e della Giuseppe Zanotti Spa. Ha svolto, e svolge, attività di docenza presso corsi di laurea e master di diverse Università. È autore di numerosi libri di saggistica e narrativa, nonché saggi e articoli su riviste e quotidiani nazionali.

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