Categoria: Con gli alberi contro

Recensione di Con gli alberi contro di Ryszard Kapuscinski

Ryszard Kapuściński è stato corrispondente estero dell’agenzia di stampa polacca PAP per quasi tutta una vita, per cui si è prodigato in quello che gli è stato più consono: buttar giù libri-reportage di viaggi in paesi in via di sviluppo. Direi dalla lettura di Con gli alberi contro che probabilmente per un suo talento oltre che per esperienza e cultura di base, lo abbia fatto bene. Con una forma di scrittura piuttosto scorrevole ma anche curata e raffinata è riuscito ad analizzare situazioni complesse di aspetti umani in guerre cruenti. Ci ha messo anche tanto di suo, qualcosa che si può definire rapporto empatico che va al di là della descrizione oggettiva da cui verrebbe fuori soltanto un’arida descrizione dei fatti: ci ha messo il suo coinvolgimento emotivo con paragoni di altrettanti fatti vissuti nella sua terra polacca. Gli rendo per cui ad honorem, per quel che può valere, il titolo di maestro del genere letteratura di viaggio e i suoi libri li sistemo in libreria vicino a un certo Terzani, Tiziano, nostro compatriotta e a un altro, francese, che adoro, Dominique Lapierre.

Più che di un libro, Con gli alberi contro direi trattasi di uno Zoom sul lavoro dell’autore, da assaporarsi velocemente come uno stuzzichino prima di lauto pasto delle sue opere un pochino più vaste ed esaurienti come Ebano, In viaggio con Erodoto, La prima guerra del football e altre guerre di poveri per citarne alcune. Così, com’è nella filosofia di questa Collana Feltrinelli tutta digitale, potrà restar nelle orecchie ma soprattutto nel cuore o meglio ancora visto la situazione di cibo-cibarsi ecc... nella pancia del lettore, il secondo cervello da prendere sempre in considerazione, il desiderio di condividere un’esperienza, un vissuto globale, un dolore e di sentirsene sollevati. Esaudirlo sarà semplice: leggere bibliografia di Kapuściński.

C’è una certa poesia nel brano Giungla polacca qua incluso, nel “Raccontare un solo anno del mio paese, uno qualunque, diciamo il 1957…” come dice lui, a un Nana capo tribù in un villaggio del Ghana che articola la parola Polonia,assicurandosi che la sua pronuncia sia esatta, e c’è altrettanta tenerezza e commozione nel descrivere nel brano Con gli alberi contro Grzywacz e Hryncia, i due estremi opposti del plotone, i due poli tra i quali si estendeva il restante campionario di media umanità. Sento quasi la stessa passione di” si sta come d’autunno, sugli alberi le foglie”- Ungaretti: sempre di soldati si parla, sempre paragone tra natura e aspetto umano. Ecco è proprio questo che mi piace nei libri: cogliere l’aspetto umano e sensibile di chi li ha partoriti dopo un duro travaglio chiamato vita e qui l’ho trovato.

abc
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